All’alba del 20 marzo ignoti sono riusciti a introdursi in una fabbrica appartenente ad Archer, filiale di LPP-Holding che collabora con il colosso israeliano Elbit Systems, notoriamente tra i principali fornitori di armamenti usati dall’esercito israeliano nel genocidio a Gaza e nella guerra contro Iran e Libano, provocando un incendio che ha distrutto un capannone, propagandosi anche agli uffici amministrativi. L’attacco è stato poco dopo rivendicato da Earthquake Faction, che si definisce “una rete clandestina internazionalista che prende di mira siti chiave, fondamentali per l’entità sionista. Il nostro obiettivo è distruggere dall’interno ogni ramo dell’impero, con qualsiasi mezzo efficace“.
Riportiamo la traduzione di un manifesto dall’Europa del Nord. Perché la morte in azione di due compagni non smetta mai di spronarci ad agire ora per l’anarchia… Fino all’ultimo istante.
“che mille mani impugnino le armi, anche soltanto per ricordarli…”
Pur non condividendo alcune affermazioni e posizioni, pubblichiamo questo estratto del nr. 3 della rivista anti-tech Garden come contributo al dibattito sulle azioni contro le infrastrutture.
* Il titolo è una citazione della poesia “The second coming” di W.B. Yeats, che nella rivista precede l’articolo qui tradotto.
Alla fine di questo numero [non in questa traduzione, NdT], i lettori troveranno un elenco delle sottostazioni elettriche più critiche degli Stati Uniti. Queste informazioni sono state ottenute con mezzi legali a disposizione di chiunque disponga di una connessione Internet e del tempo necessario per mettere insieme i vari pezzi. Gli strumenti utilizzati a tale scopo saranno indicati alla fine dell’elenco, così che chiunque possa verificarne o incrociarne le informazioni. Anzi, lo incoraggiamo vivamente.
Siamo certi che l’elenco sia accurato e affidabile. Se queste sottostazioni venissero danneggiate e i trasformatori dell’alta tensione venissero distrutti, la maggior parte, se non tutto il Paese, verrebbe immerso in un blackout caotico della durata di almeno dodici mesi. Crediamo che questo segnerebbe l’inizio di una vera rivoluzione anti-tecnologica. Crediamo che questa rivoluzione sia possibile. Crediamo che sia necessaria. Crediamo che sia l’unica lotta che conti.
+++ Sabotaggio: diversi fori praticati nel gasdotto LNG appena completato a Brunsbüttel +++ Camion bruciato nella miniera di Welzow +++ In fiamme un cementificio a Berlino, i dipendenti sono temporaneamente esonerati dal lavoro+++ Decine di persone sabotano la cava di ghiaia a Langen vicino a Francoforte +++ Un incendio vicino a Monaco distrugge una cava di ghiaia insieme a un hangar, un edificio adiacente e diversi nastri trasportatori +++
Sembra che gli atti di sabotaggio nella lotta contro la distruzione della natura si stiano diffondendo. Per lo meno, sempre più ambienti discutono apertamente se le vecchie forme di protesta non abbiano ormai fatto il loro tempo, dato che sono chiaramente inefficaci e portano solo a processi e sanzioni. In un numero sempre maggiore di dibattiti si percepisce un tono di urgenza e chi si stupisce se, data l’impossibilità di cambiare il corso catastrofico degli eventi, sempre più persone ricorrono a mezzi più coerenti? Mentre la stragrande maggioranza dei gruppi ambientalisti e climatici sta lavorando per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e quindi fare pressione sui politici, con mezzi legali o illegali, la gravità della situazione attuale ha portato molti a considerare un’altra opzione: il sabotaggio, l’idea di interrompere il corso degli eventi e causare destabilizzazioni. È chiaro e ovvio chi sia responsabile della continua distruzione del pianeta, chi ne tragga profitto e chi renda la vita sempre più impossibile a tutti gli esseri viventi su questo pianeta: in primo luogo l’industria dei combustibili fossili, le compagnie petrolifere e plastiche, le aziende militari, i produttori farmaceutici e di fertilizzanti, le industrie chimiche, del cemento e dell’acciaio e gli operatori minerari. Responsabilità chiare, ostilità chiare. Vogliamo fare appello a questi attori, influenzare la loro coscienza, richiamare simbolicamente l’attenzione sul loro ruolo? Oppure sabotare la loro attività per porre fine alle loro azioni? Queste sono domande fondamentali che devono essere poste e affrontate nelle lotte, perché da un lato sono il punto di partenza per decidere come vogliamo agire (quantitativamente o qualitativamente?) e dall’altro indicano come vogliamo affrontare le forze autoritarie in generale (cooperare con chi detiene il potere e il suo apparato, compresi polizia e stampa, o affrontarli su tutti i livelli?).
Nei giorni che precedono l’inizio del processo, previsto per il 1° aprile presso la Corte d’Appello di Atene, invitiamo x compagnx di tutto il mondo a partecipare, per lottare collettivamente per i nostri compagni Marianna Manoura, Dimitra Zarafeta, Dimitris, Nikos Romanos e per il rilascio di A.K., nonché per difendere la memoria del nostro compagno Kyriakos Xymitiris.
Il nostro sostegno e la nostra solidarietà non sono negoziabili e nella battaglia che stanno affrontando – questa volta in tribunale – saremo al loro fianco.
Manifestazione di solidarietà venerdì 27/3, ore 19:00 in Piazza Syntagma (Atene, Grecia)
Manifestazione di solidarietà (inizio del processo) mercoledì 1/4, ore 8:30, Corte d’Appello di Atene
LIBERTÀ PER X COMPAGNXMARIANNA MANOURA, DIMITRA ZARAFETA, DIMITRIS, NIKOS ROMANOS AND A.K.
Rivendichiamo la responsabilità degli attacchi incendiari contro le abitazioni dei membri dell’unità MAT (polizia antisommossa) in via Athanaton 12 a Sepolia, il 9 febbraio, dove risiede Andreas Poligenis, in via Teas 4-6 a Kaisariani il 24 febbraio, nonché all’abitazione di un poliziotto dell’unità OPKE (Unità di Prevenzione e Repressione del Crimine) in via Deligianni 18 a Exarcheia il 7 marzo. Dedichiamo queste azioni alla memoria del nostro compagno anarchico e membro di Lotta Rivoluzionaria Lambros Fountas, caduto in uno scontro armato a Dafni il 10 marzo 2010. Lambros era un combattente esemplare che ha portato avanti la lotta multiforme con l’obiettivo della rivoluzione sociale. Ha partecipato a ogni aspetto dell’azione anarchica, dalle assemblee, alle marce, agli scontri con le forze di repressione, fino alla lotta armata rivoluzionaria.
Un’economia circolare fondata sulla morte e sulla distruzione
Alla luce della crisi climatica, delle devastazioni causate dall’estrattivismo e delle aggressioni imperialiste, un impianto di produzione di asfalto di una delle più grandi imprese mondiali di costruzioni e infrastrutture che va in fiamme parla da sé. Desideriamo tuttavia spendere alcune parole sulle nostre motivazioni e sull’azienda in questione. VINCI/EUROVIA è ben più di un semplice produttore di asfalto e cemento. Questa azienda incarna tutto ciò che disprezziamo e che rende questo mondo un luogo di oppressione, sofferenza e miseria: autostrade, aeroporti, dighe, prigioni di espulsione, centrali nucleari, materiale bellico, oleodotti e gasdotti, sfruttamento minerario, ecc.
Chiunque voglia saperlo ne è consapevole: la biosfera sta soffocando sotto il peso grigio della civiltà. Nel prossimo futuro, molte regioni del pianeta diverranno inabitabili a causa del nostro stile di vita e della nostra economia imperialista. Lotte senza precedenti per la ripartizione degli habitat e delle risorse sembrano inevitabili. L’attuale escalation dei conflitti militari e la guerra senza quartiere condotta contro i migranti nelle strade delle metropoli americane o alle frontiere esterne dell’UE sono già cupi presagi di ciò che ci attende. È già mezzanotte meno cinque. Il sistema capitalistico globale, in una fase avanzata, sta subendo una profonda trasformazione. La guerra sta diventando la nuova normalità e la natura che ancora rimane viene sfruttata solo come fonte di materie prime da saccheggiare prima che lo facciano altri.
Il 1° marzo abbiamo attaccato il gruppo Kaefer a Brema e sabotato parte delle sue infrastrutture. In particolare, abbiamo dato fuoco al centro di formazione sulle tecniche di scalata industriale e a diversi veicoli. L’obiettivo di questa azione era danneggiare in modo duraturo Kaefer, in quanto fornitore di servizi per l’industria nucleare, degli armamenti e per vari settori di sfruttamento delle risorse. Kaefer è un ingranaggio fondamentale di questa macchina mortale e distruttiva.
Il 5 marzo gli studenti tedeschi hanno chiamato il secondo “sciopero scolastico contro la leva obbligatoria”: migliaia di persone sono scese in piazza in numerose città, grandi e piccole, come era già successo a dicembre, quando circa 40.000 studenti, in più di 80 città, avevano manifestato contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio in Germania. Sono state compiute numerose azioni di solidarietà con lo sciopero: sono stati attaccati uffici di reclutamento e infrastrutture militari. Qui di seguito riportiamo il comunicato di una di queste azioni.
Nelle prime ore del mattino di martedì 27 gennaio, ci siamo intrufolati nel parcheggio della Enterprise Rental tra Sandy Blvd. e la 28th e abbiamo danneggiato tutte le auto, i camion e i furgoni parcheggiati. Una grande scritta “ICE RENTS HERE” (ICE AFFITTA QUI) è stata tracciata sull’edificio per rendere chiaro il motivo a tutti i passanti. I punteruoli hanno rapidamente danneggiato le gomme e ogni veicolo ha ricevuto anche una verniciatura supplementare. Siamo andati via con la stessa rapidità con cui siamo arrivati, con l’aria che continuava a sibilare fuori dai pneumatici mentre scomparivamo nella notte con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore.
L’ICE e la polizia di frontiera hanno utilizzato veicoli noleggiati da Enterprise per rapire e deportare persone in tutto il paese, anche qui a Portland. Enterprise ha diverse sedi in tutta la città. Ci sono bastati pochi minuti per rendere inutilizzabili un intero parco veicoli. È stato semplice e divertente, e abbiamo sentito dire che Enterprise ha annullato la sua giornata di assunzioni nell’area di Portland a seguito del nostro intervento notturno. Ops!
Durante la notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio 2026, abbiamo dato fuoco a un furgone della società immobiliare Vonovia nella zona sud di Lipsia, utilizzando ordigni incendiari a innesco ritardato. Secondo quanto riportato dalla stampa, il veicolo è andato completamente distrutto.
Vonovia, la più grande società di locazione di appartamenti in Germania, sta causando sistematicamente l’aumento dei prezzi degli immobili e lo sfollamento degli abitanti dei quartieri soggetti a gentrificazione nella nostra città: le sue filiali effettuano ristrutturazioni di lusso, gli affitti e le spese aumentano e gli alloggi a prezzi accessibili stanno scomparendo. Mentre il costo degli alloggi per lavoratori, pensionati, studenti e famiglie diventa sempre più proibitivo, Vonovia continua a registrare profitti record: 984 milioni di euro al lordo delle imposte solo per il primo semestre del 2025. Non si tratta di un errore, ma di un modello economico: gli alloggi vengono trasformati in una fonte di profitto. Vonovia vuole trarre il massimo guadagno dalle esigenze abitative degli inquilini.
Ci assumiamo la responsabilità dei seguenti attacchi incendiari avvenuti a Salonicco:
• L’incendio del bancomat della Alpha Bank nelle prime ore del 31 dicembre in via Artakis.
• L’incendio di un bancomat della Alpha Bank nelle prime ore del 7 gennaio in via Siniosoglou.
• L’incendio di un bancomat in via Antigonidon nelle prime ore del 13 gennaio.
In un mondo in cui tutto è programmato per funzionare come un orologio a vantaggio del sistema, ci saranno sempre sacche di ribellione. Come anarchici d’azione, non vogliamo limitarci agli scontri con la polizia durante le manifestazioni (che ovviamente consideriamo necessari), ma scegliamo di aprire nuove dialettiche nelle strade. Rifiutiamo di aspettare che le condizioni sociali siano mature per attaccare e proponiamo l’azione diretta come prospettiva per attaccare qui e ora.
Attraverso di essa, diamo sostanza ai nostri desideri scegliendo il momento, il luogo e l’obiettivo che vogliamo colpire, espandendo la ribellione anarchica in tutta la metropoli. Per noi, l’autentica sensazione di libertà si prova attraverso l’azione aggressiva, che è l’espressione di un processo interiore continuo e del nostro incrollabile desiderio di una vita anarchica secondo il nostro ideale.
Negli ultimi tre mesi, tre ponti ferroviari sono stati danneggiati o distrutti da incendi nell’area dell’Oregon e di Washington. Ciascuno di questi incendi è stato appiccato intenzionalmente. Non sono stati effettuati arresti e, per quanto ne sappiamo, nessuna di queste azioni è stata accompagnata da rivendicazioni o spiegazioni.
Ma il mondo che ci circonda è l’unica spiegazione di cui abbiamo bisogno.
Mentre ci avviciniamo a un futuro di disastri climatici inimmaginabili e di totale distruzione ecologica, i processi di estrazione non mostrano alcun segno di arresto. Anzi, hanno solo accelerato, con le aziende che si fanno la guerra per sfruttare nuovi angoli della Terra alla ricerca di minerali rari, componenti essenziali dei chip e dei semiconduttori, gli elementi costitutivi delle nostre nuove prigioni digitali. Il potere ha proposto false “soluzioni verdi” che servono solo ad accrescere la nostra dipendenza dalla tecnologia e dall’estrazione, e a pulire la facciata del capitalismo industriale.
Hexadrone si arricchisce grazie all’esercito francese. Il budget delle forze armate esplode, Hexadrone pure….
Contro le guerre e i profitti che generano. Contro le industrie militari e i loro subappaltatori. Contro le start-up super chic e moderne come Hexadrone e tutti coloro che costruiscono armi all’avanguardia made in France per uccidere meglio lontano da qui. Contro la fortezza Europa e la militarizzazione delle frontiere. Contro tutti i conflitti che la Francia alimenta con le armi. Contro, contro, contro… così tanti attori di questo mondo di merda che seminano guerra e morte. In solidarietà con la lotta palestinese e con tutte le popolazioni sotto le bombe.
…
Con i mezzi a nostra disposizione, abbiamo incendiato l’alimentazione elettrica dell’azienda Hexadrone a Saint-Ferréol-d’Auroure nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2025.
«La base è stata segata»: un traliccio elettrico crolla nel Loiret. France3, 2 aprile 2025
Immaginate la violenza dell’impatto. Un traliccio alto diverse decine di metri e pesante diverse tonnellate che si schianta al suolo. Un incidente rarissimo, ma che si è verificato martedì 1° aprile, intorno alle 18:00, nel comune di Malesherbois, vicino a Pithiviers.
Un “pesce d’aprile” di cui il gestore della rete avrebbe fatto volentieri a meno. Mercoledì, una ventina di tecnici della Rete di Trasporto dell’Elettricità (RTE) erano ancora sul posto per riparare il traliccio. Anche i gendarmi hanno effettuato i rilievi del caso. RTE sospetta infatti “un atto doloso: il vento non può essere la spiegazione plausibile. La base del traliccio è stata segata”.
La mattina del 17 settembre 2025, con l’obiettivo di “bloccare tutto” oltre le date previste per la mobilitazione, l’elettricità che alimenta la metropolitana di Parigi è stata temporaneamente interrotta su diverse linee contemporaneamente alle 7:50, all’inizio dell’ora di punta. Le linee 5 (Église de Pantin <-> Jaurès), 8 (Créteil <-> Réuilly-Diderot), 9 (Porte de Montreuil <-> Oberkampf) e 11 (Mairie des Lilas <-> Arts et Métiers) sono state interrotte per 20-30 minuti, prima di riprendere il loro ritmo abituale diverse ore dopo.
A tal fine, sono state azionate le leve che servono ad arrestare i treni in caso di pericolo, in particolare quando ci sono persone sui binari. Queste leve rosse, quando si trovano sulle banchine, fanno scattare un allarme e interrompono istantaneamente il traffico, lasciando i treni dove si trovano. Hanno lo stesso effetto, ma in modo silenzioso, quando vengono azionate dall’ingresso delle gallerie della metropolitana.
Per accedere alle leve situate all’ingresso delle gallerie, è sufficiente scendere i quattro piccoli gradini all’inizio e alla fine delle banchine, talvolta protetti da un piccolo cartello giallo di avvertimento o da una porta a molla. Poi, contro la parete del tunnel, all’altezza delle spalle, si trova una scatola quadrata con una o più maniglie che può essere azionata da chiunque senza timore per la propria sicurezza. Si tratta di una piccola scatola impossibile da non notare, di colore rosso (o con la vernice rossa intorno).
La facciamo breve: sabato scorso, una trivella impiegata per i lavori della linea ferroviaria ad alta velocità (LGV) Bordeaux-Toulouse è stata distrutta a Saint-Jory. Una piccola luce nella notte, nel cuore di questo progetto da 20 miliardi di euro. Le loro macchine calpestano le nostre terre e le nostre vite per la loro frenesia di profitto. Dall’A69 alla LGV, ci rifiutiamo di essere semplici spettatori/rici di questi sinistri balletti.
Questa gigantesca e devastante trivella, ormai ridotta a un cumulo di rottami, è diventata una barricata all’interno del cantiere.
Che brucino i loro progetti mortiferi e i loro abissi finanziari.
Questa è una D.U.P., una Dichiarazione di Utilità Pubblica.
Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks.
Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato “Internet, un gigante molto vulnerabile” [Internet, un géant très vulnérable]. Il documentario adotta un approccio piuttosto poco critico e la domanda latente è soprattutto quella relativa al miglioramento della resilienza delle reti Internet. Tuttavia, permette di vedere l’interno di diverse infrastrutture strategiche, come i data center. Si parla anche molto dei cavi in fibra ottica sottomarini, un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento di Internet e per lo scambio di informazioni in tutto il mondo.
I cavi sottomarini: una sfida strategica
Questi cavi sono spesso descritti come un punto debole della rete. Si trovano sul fondo del mare, dove vengono posizionati da navi posacavi, e possono subire danni a causa di diverse cose: tempeste (possono essere spostati dalle correnti o risalire in superficie), incidenti di pesca (le reti dei pescherecci possono danneggiarli) o veri e propri atti di sabotaggio (per esempio, le navi della flotta segreta russa lascerebbero volontariamente trascinare le loro ancore per tagliare i cavi “nemici”). Questi cavi risalgono verso le coste, dove si trovano stazioni di atterraggio che li collegano alla rete elettrica o in fibra ottica terrestre.
Vicino al Memoriale di Caen sorgono i grandi uffici del Crédit Agricole Normandie e della Banque Populaire et Caisse d’Épargne (BPCE). Queste banche decidono le regole per l’agricoltura. Hanno come vicini la DREAL, AGRIAL e la Camera dell’Agricoltura…
Insieme alla BNP Paribas, queste banche investono diversi miliardi in multinazionali che estraggono petrolio e gas in Perù e Colombia, nella foresta amazzonica. Migliaia di ettari di foresta stanno scomparendo e i fiumi sono inquinati… I bambini non possono fare il bagno perché si ustionano…
Il Crédit Agricole e la BPCE, insieme a BNP Paribas e Société Générale, hanno investito più di 743 milioni di euro tra il 2013 e il 2022 nell’agricoltura di soia, olio di palma e allevamento di bovini in Brasile. Migliaia, se non centinaia di migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica vengono distrutti per far spazio a questa agricoltura intensiva.
Nel weekend a Hochelaga, un furgone aziendale della ARA Robotique è stato incendiato.
I droni della ARA hanno sensori avanzati e intelligenza artificiale per analizzare i dati in tempo reale. L’anno scorso, il governo del Quebec ha dato alla ARA e alla Laflamme Aero un finanziamento di 8,8 milioni di dollari. Queste due aziende producono droni ed elicotteri telecomandati progettati per migliorare la sorveglianza delle frontiere.