Archivi categoria: Liberazione della Terra

[Saverdun, Ariège, Francia]: attacco incendiario danneggia gravemente una cava di inerti

Da Attaque, 22.04.26

Mercoledì 22 aprile 2026, Actu.fr

Un incendio “di grandi proporzioni” è divampato nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 aprile 2026 presso lo stabilimento dell’azienda di inerti Denjean a Saverdun, nell’Ariège, come riportato dai nostri colleghi de La Dépêche du Midi. La notizia è stata confermata dalla procura e dalla prefettura ad Actu Occitanie.

«43 vigili del fuoco e 11 veicoli» del Servizio dipartimentale antincendio e soccorso dell’Ariège (Sdis 09) sono stati mobilitati sul luogo dell’incendio, come riferito dalla prefettura ad Actu Occitanie. […]

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[Montreuil-au-Houlme, Orne, Francia]: contro la cava e a difesa degli alberi, sabotaggio!

Da Attaque, 21.04.26

L’Orne combattante / lunedì 20 aprile 2026

Continua la telenovela della cava di Montreuil-au-Houlme (Orne). Nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile 2026, un mezzo da cantiere del gruppo Pigeon, incaricato dei lavori, è stato incendiato.
Inoltre, sul muro di un capannone è stata trovata la scritta: «Lasciate la terra. Vattene, Pigeon». Questi incidenti sono stati scoperti mentre l’impresa aveva posizionato i suoi bulldozer la settimana scorsa.

I membri del collettivo Stop Carrière, che da diversi mesi protestano contro questo progetto e che si sono nuovamente radunati davanti al sito per impedire l’inizio dei lavori, hanno dichiarato di non voler essere associati a queste azioni, di cui hanno avuto notizia lunedì mattina.
Il gruppo Pigeon non ha rilasciato commenti.

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[Houdan (Yvelines), Francia]: Il maiale dell’Île-de-France ha giorni difficili davanti a sé!

Da Paris Luttes, 09.04.26

Nella notte tra il 4 e il 5 aprile 2026, un’associazione di benefattori/rici antispecisti/e ha incendiato una quindicina di camion frigoriferi del macello Paris Terroirs (ex Guy Harang) a Houdan.

Attaccando la logistica dello sfruttamento animale, essi/e colpiscono gli ingranaggi dello specismo e del capitalismo.

I maiali, come tutti gli altri animali, non vogliono far parte di questa società mortifera!

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[Meuse (Bure), Francia]: Azione diretta contro Cigéo e il suo mondo di merda!

Da Indymedia Lille, 30.03.26

Nella notte tra il 28 e il 29 marzo, degli atti di resistenza hanno infiammato il territorio della Meuse, da decenni preda degli avvoltoi del nucleare, in risposta alla chiamata per una “primavera nera” e a un’offensiva contro Cigéo.
Con le nostre azioni, esprimiamo anche la nostra solidarietà a/lle nostri/e compas in Germania, che stanno attualmente subendo un’importante ondata repressiva a seguito di coraggiosi attacchi contro l’industria nucleare nel loro territorio. I nostri pensieri e le nostre azioni sono rivolti anche ai/lle compas della Greci prigionieri/e per il caso di Ambelókipi e in memoria del combattente anarchico armato Kyriakos Xymitiris.

Quella notte, a Demange-aux-Eaux, sono apparsi messaggi di rabbia e di avvertimento: “Treni nucleari: valle minacciata!”; mentre delle civette dispettose hanno sabotato l’alimentazione elettrica della stazione atmosferica di Houdelaincourt, vicino a Bure, con il fuoco: un impianto dell’ANDRA, tra i più moderni di Francia, definito “di eccellenza”, che lo scorso autunno ha aderito al Global Atmospheric Watch, un progetto scientifico internazionale di monitoraggio che mira a farci credere che i nucleocrati si preoccupino dell’evoluzione del clima e che la scienza ci salverà. Ai camici bianchi piace osservare e misurare le catastrofi che essi stessi provocano.

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MEGA PROGETTO “TRANSIZIONE ENERGETICA”: INDIVIDUARE I PUNTI DEBOLI

Da Antisistema, numero 2, primavera 2024

+++ Sabotaggio: diversi fori praticati nel gasdotto LNG appena completato a Brunsbüttel +++ Camion bruciato nella miniera di Welzow +++ In fiamme un cementificio a Berlino, i dipendenti sono temporaneamente esonerati dal lavoro+++ Decine di persone sabotano la cava di ghiaia a Langen vicino a Francoforte +++ Un incendio vicino a Monaco distrugge una cava di ghiaia insieme a un hangar, un edificio adiacente e diversi nastri trasportatori +++

Sembra che gli atti di sabotaggio nella lotta contro la distruzione della natura si stiano diffondendo. Per lo meno, sempre più ambienti discutono apertamente se le vecchie forme di protesta non abbiano ormai fatto il loro tempo, dato che sono chiaramente inefficaci e portano solo a processi e sanzioni. In un numero sempre maggiore di dibattiti si percepisce un tono di urgenza e chi si stupisce se, data l’impossibilità di cambiare il corso catastrofico degli eventi, sempre più persone ricorrono a mezzi più coerenti? Mentre la stragrande maggioranza dei gruppi ambientalisti e climatici sta lavorando per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e quindi fare pressione sui politici, con mezzi legali o illegali, la gravità della situazione attuale ha portato molti a considerare un’altra opzione: il sabotaggio, l’idea di interrompere il corso degli eventi e causare destabilizzazioni. È chiaro e ovvio chi sia responsabile della continua distruzione del pianeta, chi ne tragga profitto e chi renda la vita sempre più impossibile a tutti gli esseri viventi su questo pianeta: in primo luogo l’industria dei combustibili fossili, le compagnie petrolifere e plastiche, le aziende militari, i produttori farmaceutici e di fertilizzanti, le industrie chimiche, del cemento e dell’acciaio e gli operatori minerari. Responsabilità chiare, ostilità chiare. Vogliamo fare appello a questi attori, influenzare la loro coscienza, richiamare simbolicamente l’attenzione sul loro ruolo? Oppure sabotare la loro attività per porre fine alle loro azioni? Queste sono domande fondamentali che devono essere poste e affrontate nelle lotte, perché da un lato sono il punto di partenza per decidere come vogliamo agire (quantitativamente o qualitativamente?) e dall’altro indicano come vogliamo affrontare le forze autoritarie in generale (cooperare con chi detiene il potere e il suo apparato, compresi polizia e stampa, o affrontarli su tutti i livelli?).

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[Wandlitz, Germania]: Attacco incendiario a una fabbrica di asfalto di VINCI/EUROVIA – Per una primavera nera, per i prigionieri del caso Ampelokipi

Da Bure bure bure, 12.03.26

Pubblicato su de.indymedia

Un’economia circolare fondata sulla morte e sulla distruzione

Alla luce della crisi climatica, delle devastazioni causate dall’estrattivismo e delle aggressioni imperialiste, un impianto di produzione di asfalto di una delle più grandi imprese mondiali di costruzioni e infrastrutture che va in fiamme parla da sé. Desideriamo tuttavia spendere alcune parole sulle nostre motivazioni e sull’azienda in questione. VINCI/EUROVIA è ben più di un semplice produttore di asfalto e cemento. Questa azienda incarna tutto ciò che disprezziamo e che rende questo mondo un luogo di oppressione, sofferenza e miseria: autostrade, aeroporti, dighe, prigioni di espulsione, centrali nucleari, materiale bellico, oleodotti e gasdotti, sfruttamento minerario, ecc.

Chiunque voglia saperlo ne è consapevole: la biosfera sta soffocando sotto il peso grigio della civiltà. Nel prossimo futuro, molte regioni del pianeta diverranno inabitabili a causa del nostro stile di vita e della nostra economia imperialista. Lotte senza precedenti per la ripartizione degli habitat e delle risorse sembrano inevitabili. L’attuale escalation dei conflitti militari e la guerra senza quartiere condotta contro i migranti nelle strade delle metropoli americane o alle frontiere esterne dell’UE sono già cupi presagi di ciò che ci attende. È già mezzanotte meno cinque. Il sistema capitalistico globale, in una fase avanzata, sta subendo una profonda trasformazione. La guerra sta diventando la nuova normalità e la natura che ancora rimane viene sfruttata solo come fonte di materie prime da saccheggiare prima che lo facciano altri.

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[Brema, Germania]: sabotaggio dell’industria nucleare!

Da Bure bure bure, 10.03.26

Pubblicato originariamente su Tumulte.

Il 1° marzo abbiamo attaccato il gruppo Kaefer a Brema e sabotato parte delle sue infrastrutture. In particolare, abbiamo dato fuoco al centro di formazione sulle tecniche di scalata industriale e a diversi veicoli. L’obiettivo di questa azione era danneggiare in modo duraturo Kaefer, in quanto fornitore di servizi per l’industria nucleare, degli armamenti e per vari settori di sfruttamento delle risorse. Kaefer è un ingranaggio fondamentale di questa macchina mortale e distruttiva.

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[Saint-Jory, Francia]: Una nuova trivella è andata in fumo nel cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Bordeaux-Toulouse

Da Iaata, 06.03.26

La facciamo breve: sabato scorso, una trivella impiegata per i lavori della linea ferroviaria ad alta velocità (LGV) Bordeaux-Toulouse è stata distrutta a Saint-Jory. Una piccola luce nella notte, nel cuore di questo progetto da 20 miliardi di euro.
Le loro macchine calpestano le nostre terre e le nostre vite per la loro frenesia di profitto. Dall’A69 alla LGV, ci rifiutiamo di essere semplici spettatori/rici di questi sinistri balletti.

Questa gigantesca e devastante trivella, ormai ridotta a un cumulo di rottami, è diventata una barricata all’interno del cantiere.

Che brucino i loro progetti mortiferi e i loro abissi finanziari.

Questa è una D.U.P., una Dichiarazione di Utilità Pubblica.

[Caen, Francia]: sabotaggio mezzo riuscito contro gli accordi di libero scambio del MERCOSUR

Da Attaque, 29.01.26

Ricevuto per mail

Vicino al Memoriale di Caen sorgono i grandi uffici del Crédit Agricole Normandie e della Banque Populaire et Caisse d’Épargne (BPCE). Queste banche decidono le regole per l’agricoltura. Hanno come vicini la DREAL, AGRIAL e la Camera dell’Agricoltura…

Insieme alla BNP Paribas, queste banche investono diversi miliardi in multinazionali che estraggono petrolio e gas in Perù e Colombia, nella foresta amazzonica. Migliaia di ettari di foresta stanno scomparendo e i fiumi sono inquinati… I bambini non possono fare il bagno perché si ustionano…

Il Crédit Agricole e la BPCE, insieme a BNP Paribas e Société Générale, hanno investito più di 743 milioni di euro tra il 2013 e il 2022 nell’agricoltura di soia, olio di palma e allevamento di bovini in Brasile. Migliaia, se non centinaia di migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica vengono distrutti per far spazio a questa agricoltura intensiva.

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[Francia] Pilone! Pilone! Fuoco, fuoco!

Da trognon, 28.03.24

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[Brema, Germania] Fuoco a Tesla! Stazioni di ricarica e quadri elettrici incendiati!

Da Dark Nights, 25.11.25

Switch off Tesla! Switch off il capitalismo dell’IA! Switch off il fascismo!

Distruggiamo la COP30: la scorsa settimana, i rappresentanti degli Stati membri delle Nazioni Unite sono volati a Belém, in Brasile, con un entourage follemente numeroso di giornalisti, forze dell’ordine e scienziati, per riflettere sulla loro inazione, scattare foto di gruppo e rilasciare dichiarazioni che non manterranno. Tutto questo mentre i nostri governanti sono più preoccupati di garantire all’industria tedesca materie prime sufficienti e di assicurarsi una carriera dopo il mandato, piuttosto che cercare di impedire la completa distruzione del pianeta.

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[Vosges, Francia] Azione diretta contro il capo ingegnere dell’ANDRA, Emmanuel Hance

Da Indymedia Lille, 11.2.26

L’inverno è la stagione della contemplazione, dei momenti conviviali trascorsi insieme, ma anche della riflessione e dei ricordi. Vi è mai capitato? Siete seduti con i vostri amici, vi raccontate vecchie storie e all’improvviso vi chiedete: “Che fine ha fatto…?” A noi è successo, ed è così che è iniziata questa piccola favola invernale.

Ci siamo chiesti che fine avesse fatto Emmanuel Hance. Emmanuel CHI, vi chiederete? Allora non siete originari del sud della Mosa! Qui tutti i bambini sanno chi è e, quando non riescono a dormire, guardano sotto il letto per vedere se non si nasconde lì. Odiato e temuto dalla popolazione, Hance è la caricatura perfetta di un mafioso del nucleare: responsabile di tutte le questioni territoriali al di fuori del laboratorio, espropria gli agricoltori dei dintorni del piccolo villaggio di Bure con minacce e regali avvelenati.

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[Francia] Più caldo del nucleare – per una primavera nera nel 2026!

Da Indymedia Lille, 25.01.26

Appello a un’offensiva militante contro CIGEO, il nucleare e il suo mondo di merda!

Mentre il movimento antinucleare in Francia e nel mondo sembra aver superato da tempo il suo apice, la questione del nucleare torna oggi ad essere di cruciale attualità. Con gli attuali conflitti militari tra potenze atomiche pronte a premere il pulsante che riorganizzerebbe i rapporti di forza mondiali, con lo sviluppo del programma nucleare “civile” nazionale (rilancio del nucleare) o con la progressiva attuazione di un concetto totalmente irresponsabile di gestione dei rifiuti radioattivi, il futuro si fa sempre più cupo.
Non vogliamo ripetere qui tutti gli argomenti che si oppongono all’uso di questa tecnologia di dominio sulle popolazioni e di distruzione totale dal punto di vista militare.
Questi argomenti sono già stati ampiamente esposti e documentati in passato. Questo testo si concentra piuttosto sullo stato attuale del movimento di resistenza antinucleare in Francia e sulle possibili azioni da intraprendere, adottando un punto di vista anarchico.

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[Barraux, Isère, Francia]: sabotaggio di una cava di Vicat, complice della Lione-Torino

Da sans nom, 25.10.25

[Ricevuto via e-mail il 25 ottobre 2025]


Titolo: Un bagliore sotto il vano motore contro la linea Lione-Torino


Rivendichiamo:

Una notte d’autunno, un rogo: tre veicoli da cantiere sono stati incendiati nella cava di Barreaux, nell’Isère.

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[Balan, Ain, Francia]: sabotaggio contro la piattaforma di plastiche granulari

Da sans nom, 3.11.25

Rivendicazione del sabotaggio della piattaforma chimica di Balan, nell’Ain

Nella notte del 5 ottobre abbiamo fatto ricorso al sabotaggio per cercare di fermare la produzione tossica della piattaforma chimica di Balan, nell’Ain, colpendo la sua alimentazione elettrica a monte.

Ispirandoci alle azioni volte a interrompere l’energia alle industrie un po’ ovunque in Francia e altrove, abbiamo dato fuoco ai cavi ad alta tensione che partono dalla stazione di La Boisse in direzione della piattaforma. All’interno della sottostazione elettrica, i cavi escono dal terreno (isolati in guaine) per poi salire sui tralicci. È lì che è possibile appiccare il fuoco senza grandi rischi, provocando un cortocircuito e interrompendo la corrente.

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[Alixon/Saint-Marcel-lès-Valence, Drôme, Francia]: sabotaggio del TGV e della cava adiacente

Da sans nom, 28.10.25

Nella notte tra domenica e lunedì 27 ottobre, due incendi hanno devastato alcune infrastrutture sensibili non lontano dalla stazione TGV di Valence, nella Drôme.

Il primo sabotaggio ha colpito la cava dei Barris, vicino alla ferrovia di Saint-Marcel-lès-Valence, intorno alle 3:30: cinque macchinari da cantiere (un escavatore idraulico da 50 tonnellate, una pala caricatrice da 40 tonnellate e tre ribaltabili articolati) sono stati distrutti dalle fiamme, così come l’edificio che ospitava l’impianto di frantumazione. Il gruppo di lavori pubblici Cheval, specializzato nell’estrazione di inerti utilizzati per la produzione di calcestruzzo, ritiene che «i tre incendi distinti e distanti tra loro ci permettono di capire che non si tratta di un incidente» e stima i danni in cinque-sei milioni di euro. Inoltre, la distruzione dolosa dello stabilimento di produzione di inerti comporterà la cessazione di tale attività per almeno sei mesi, come ha lamentato il presidente del gruppo.

Il secondo sabotaggio è avvenuto a 200 metri di distanza, intorno alle 4 del mattino, nel comune di Alixan, direttamente ai piedi della linea ferroviaria del TGV, dopo che la recinzione era stata tagliata: 16 cavi di segnalazione e comunicazione, situati nelle camere di trazione di questo nodo ferroviario sensibile per tutto il sud-est, sono andati in fumo.

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[Regione occupata di Sápmi, Norvegia]: CHIAMATA ALL’AZIONE “Nussir è una montagna, non una miniera!”


Da Dukdig, 20 01 2026


Questo è un appello globale all’azione contro la miniera di rame attualmente in costruzione a Riehpovuotna (chiamata “Repparfjord” dai colonizzatori) nella regione occupata di Sápmi, in Norvegia. La società canadese Blue Moon Metals (BMM) – proprietaria al 100% dell’operatore minerario Nussir ASA – è attivamente coinvolta nella colonizzazione delle terre ancestrali dei Sámi attraverso la costruzione di due miniere di rame e metalli preziosi nella regione. Ciò fa parte della rapida diffusione dell’estrattivismo derivante dal Critical Minerals Act dell’UE, in quanto la “miniera di Nussir” è stata definita un “progetto strategico”, il che consente grandi appropriazioni di terre da parte di aziende private e l’eliminazione di qualsiasi protezione ambientale delle terre indigene sotto la bandiera della cosiddetta “transizione verde”. Maggiori informazioni sulla storia del territorio e sulle numerose lotte guidate dai Sámi sono indicate nelle sezioni successive.


2. COSA SI PUÒ FARE?


Oltre al progetto Nussir per l’estrazione di rame, oro e argento, la BMM sta attualmente portando avanti altri due progetti polimetallici in aree industriali dismesse: il progetto Nye Sulitjelma Gruver (NSG) per l’estrazione di rame, zinco, oro e argento in Norvegia e il progetto BMM per l’estrazione di zinco, oro, argento e rame in California. Tutti e tre i progetti sono situati all’interno di infrastrutture locali già esistenti, quali strade, reti elettriche, ferrovie e/o precedenti progetti estrattivi. Ciò li rende interessanti per gli investitori, ma anche più facilmente accessibili per chi desidera opporvisi.

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[Danimarca]: Fuoco a Remigration! Ordigno incendiario su una delle loro auto e auguri di un fottuto buon Natale!

Da Actforfreedom, 11.01.2026


Fuoco a Remigration questo Natale!

Si dice che il Natale sia una festa del cuore, ma i fascisti di Generation Identity di Gislev, Funen, Danimarca (Ravndrupvej 22) hanno trovato qualcosa con cui riscaldarsi. Abbiamo piazzato un ordigno incendiario su una delle loro auto e gli abbiamo augurato un fottuto buon Natale! Babbo Natale crede che tutti abbiano il diritto di stare qui. La migrazione è una parte naturale della vita e i concetti di frontiere e identità culturale non sono altro che miti inventati.

Il termine “rimpatrio” è diventato così ampiamente accettato che persino i media conservatori e di sinistra ne discutono come se fosse una posizione politica legittima. Ma il rimpatrio si basa sull’idea di omogeneità etnica e la sua logica conseguenza è la pulizia etnica e il genocidio. Ecco perché ci opponiamo con forza a questa idea, affinché i fascisti si spaventino e abbandonino le loro convinzioni.

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