Da trognon, 21.12.25

Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks.
Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato “Internet, un gigante molto vulnerabile” [Internet, un géant très vulnérable]. Il documentario adotta un approccio piuttosto poco critico e la domanda latente è soprattutto quella relativa al miglioramento della resilienza delle reti Internet. Tuttavia, permette di vedere l’interno di diverse infrastrutture strategiche, come i data center. Si parla anche molto dei cavi in fibra ottica sottomarini, un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento di Internet e per lo scambio di informazioni in tutto il mondo.
I cavi sottomarini: una sfida strategica
Questi cavi sono spesso descritti come un punto debole della rete. Si trovano sul fondo del mare, dove vengono posizionati da navi posacavi, e possono subire danni a causa di diverse cose: tempeste (possono essere spostati dalle correnti o risalire in superficie), incidenti di pesca (le reti dei pescherecci possono danneggiarli) o veri e propri atti di sabotaggio (per esempio, le navi della flotta segreta russa lascerebbero volontariamente trascinare le loro ancore per tagliare i cavi “nemici”). Questi cavi risalgono verso le coste, dove si trovano stazioni di atterraggio che li collegano alla rete elettrica o in fibra ottica terrestre.
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