Archivi categoria: Solidarietà

ALCUNE RIFLESSIONI, E UN APPELLO ALLA MOBILITAZIONE, IN SOLIDARIETÀ ALLX COMPAGNX ARRESTATX E INQUISITX NELL’OPERAZIONE DEL 16 GIUGNO

da Brughiere

Sono passati dieci giorni da quando, all’alba, in varie parti dello stivale, compagnx si svegliavano con i colpi degli sbirri alle porte ed alle barricate; dieci giorni da quando hanno sigillato col cemento il Bencivenga; dieci giorni in cui si è dormito poco, bestemmiato molto, pensato e riflettuto.
Abbiamo bisogno di trasformare l’universo di emozioni e sensazioni che abbiamo dentro attraverso le parole; abbiamo bisogno di ritrovarci nel calore della solidarietà, di un agire concreto che spezzi il dispositivo più atroce della repressione: l’isolamento.

Vogliamo altresì ambire a riflessioni ed analisi che siano all’altezza dei tempi davvero complessi e gravi che stiamo vivendo per provare a farne, invece, un momento propizio. Anche se con la fretta dell’ennesima ghigliottinata alle nostre relazioni di complicità, avvertiamo la priorità di far uscire qualche concetto che, a caldo, consideriamo cardine per la lettura di questa ennesima indagine antianarchica. Ci troviamo di fronte ad un copione che mescola vecchi e nuovi strumenti repressivi in un contesto connotato da profondi mutamenti sociali ma, esistendo tante e più approfondite analisi sul presente che viviamo oggi, vogliamo concentrarci non tanto sul tratteggiare il contesto-mondo nel quale viene calata dal dominio questa operazione, quanto più cosa questa operazione ci dice del mondo.

Gli ingredienti che vengono citati ripetutamente, al fine di persuadere un GIP a firmare la carcerazione dex nostrx compagnx, parlano del contesto di alcune lotte che si sono sviluppate, in italia, negli ultimi anni. E da qui cerchiamo di partire. Ci riferiamo principalmente alla lotta contro al 41bis che, in qualche forma, secondo chi scrive, ha trovato dei rapporti di continuità nelle mobilitazioni per la Palestina, sviluppatesi con forti connotati antiautoritari (nel primo caso squisitamente anarchici) e che, crediamo, sia importante rivendicare come un tassello del nostro presente di conflitto.

Di quei giorni e mesi di rabbia e azione non devono essere le carogne di tribunali, giornali o caserme a parlare per noi, ma quando lo fanno, citandoli esplicitamente come movente della repressione, ci sembra che sia fondamentale soffermarsi sul portato che ha avuto ed avrà, ciò che abbiamo messo, e che metteremo, in campo. Forse non c’è stato il tempo (o la voglia) di analizzare approfonditamente quello che si è giocato in quelle strade e in quelle piazze ma l’operazione repressiva del 16 giugno muove i suoi passi anche da lì e quindi ci pare sensato interrogarci sul perchè.

Il potere parte dalla necessità che lx anarchicx devono essere isolatx, mistificatx, sbattutx sui giornali quando lx si arresta, e poi ritornare nel dimenticatoio della storia. Così, in parte, lo stato riesce a gestire l’esistenza di un’idea-pratica che porterà alla sua distruzione ed estinzione della sua ragion d’essere: il dominio. Quando lx anarchicx invece non sono più alienx ma sono presenti nello spazio pubblico e i loro slogan sono sulle bocche di persone “insospettabili” o quando nelle manifestazioni di massa alcuni temi e pratiche dell’anarchismo si diffondono, ecco che lo stato decide di dare un segnale più forte di altri. La repressione non serve, infatti, solo a tentare di spezzare dei legami consolidati, fiaccare animi e corpi, diffondere allarme tra lx nemichx dell’ordine, ma anche a dissuadere potenziali complici da unirsi ax “cattivx maestrx”. La grandinata di denunce e arresti e misure preventive nei confronti di quellx che si definiscono attivistx è lì a testimoniare che, certo, questo governo è più zelante di altri nel reprimere fino al semplice dissenso, ma questa furia castigatrice ci dice anche che il leviatano deve colpire per mantenersi in vita, scagliandosi sempre più spesso e sempre più violentemente contro lx proprx oppositricx. È la logica stessa della guerra: prosegue solo se hai nemici sempre freschi da combattere e da dare in pasto alla parte di popolazione soggiogata dai rigurgiti patriottici.

Fortunatamente esistono ancora – e sempre esisteranno – minoranze agenti che non solo disertano l’arruolamento patriottico delle coscienze, ma cercano anche di sabotarlo. In questo senso leggiamo lo sgombero di un luogo storico del movimento anarchico, della controcultura, dell’opposizione alla vita metropolitana mercificata: ci tolgono gli spazi perchè è nell’attarversarli assieme (siano essi piazze, squat, cascine, montagne) che si creano legami e possibili cospirazioni. Ci tolgono i nostri luoghi anche per farla finita con la nostra storia, che così come la questione palestinese ci dice, è visceralmente connessa ai territori che abitiamo, in cui lottiamo.

In ogni contesto di guerra la compressione dello spazio pubblcio deve essere massima, figuriamoci sopportare l’esistenza di un’isola di alterità così sfacciata com’è sempre stato il Bencivenga.

E se di guerra si parla è perchè tutto nell’azione della repressione parla il linguaggio bellico: la prova muscolare d’irruzioni sbirresche coi passamontagna calati in faccia; l’apposizione, a mo di sfregio fascista, del tricolore sulla porta appena murata del Benci, che cosa sono se non una diapositiva della guerra che, a macchia di Leonardo è già in atto contro chi sceglie la via della ribellione o percorre, per moto centrifugo della storia, il grande esodo dell’esclusione dai privilegi?

E cosa è stata la celebrazione dei giochi di Milano-Cortina, contro i quali l’azione di sabotaggio dei treni di cui si parla nell’indagine si è scagliata come un fulmine, se non una gigantesca e multimilionaria parata di guerra? (che trova nell’ostentata presenza delle truppe ICE il suo apice)
Il fatto che lo stato, nelle sue stesse vene o arterie – le infrastruttre di trasporti e telecomunicazioni – possa essere ostacolato, indebolito, sabotato, rallentato, è intollerabile per un istituzione totalitaria che si identifica, al netto dei formalismi democratici-liberali, essenzialmente con la sua stessa tensione alla guerra, esterna come interna. Guerra non dichiarata che chiamiamo normalità.

Le armi che si dispiegano in questo stillicidio contro la ribellione e l’alterità, allo stato attuale dell’organizzazione sociale, non sono più rappresentate dal plotone d’esecuzione che si schiera d’innanzi allx condannatx, piuttosto un dedalo di sofisticati tranelli e tagliole che prendono il nome di leggi. Con questo non vogliamo dire che la legge sia uno strumento repressivo nuovo (è purtroppo vecchio quanto l’autorità) ma che assistiamo ad una forma di pan-penalizzazione e pan-normatività, nel contesto italiano, che ci attanaglia, e questa particolare forma di repressione causa tutta una serie di specifiche conseguenze in noi che la subiamo e vi resistiamo.

Inoltre l’arsenale dello stato italiano si è incredibilmente arricchito di nuovi strumenti repressivi negli ultimi anni (senza mai tralasciare di oliare struttre ben rodate e indispensabili come, appunto, il 41bis) e questo, si badi bene, non lo imputiamo alla natura fascista dei governanti attuali: mai come oggi ci permettiamo di dire che democrazia e fascismo sono esattamente due facce della stessa medaglia, intercambiabili e possibilmente coesistenti. Un articolo, tra gli altri, che questa indagine scaglia sul capo dex nostrx compagnx, e che ha giustificato l’arresto di due di loro (arresto che, a parità di condizioni, solo un anno fa non sarebbe avvenuto) che ci pare necessiti un’urgente presa in carico da parte nostra è il 270quinques terzo. Il così detto “terrorismo della parola”.

Se infatti sono anni, decenni, che ci confrontiamo con accuse legati ai reati associativi (270bis) il fatto di punire la semplice detenzione di materiale cartaceo o virtuale che possa essere considerato da lor signori come terrorista, apre la porte a scenari di arresti (in flagranza!) facilissimi per i nostri repressori. Il 270quinques terzo, a differenza del secondo (autoaddestramento) a detta dex legali, è estremamente ostico da smontare in sede processuale perchè non vi è la necessità da parte del PM di dimostrare alcuna intenzionalità nel “passare all’azione”: il semplice fatto di possedere uno scritto incriminato può condurci in galera. Questa legge sembra fatta proprio apposta per un movimento, come quello anarchico, dove gli scritti hanno sempre avuto grande e numeroso risalto sia nella crescita individuale, sia nella propaganda.

Queste le suggestioni che abbiamo ritenuto, dopo confronti tutti da approfondire, di condividere per tracciare un minimo comune terreno di azione e di discorso sul quale vogliamo chiamare la mobilitazione per la solidarietà a chi è statx arrestatx, perquisitx, inquisitx, imprigionatx in casa propria.

Sentiamo forte in questo momento la spinta a fare sì che la repressione non sia mai e poi mai vissuta come una questione privata (benchè si parli di un contesto che non è quello anarchico, il suicidio di due attivisti per la Palestina, a Torino, posti agli arresti domiciliari, ci dà un sanguinario polso della situazione) e vogliamo, in chiusura di questo testo, chiamare alla mobilitazione in solidarietà ax compagnx colpitx nell’operazione del 16 giugno. Proprio per uscire dall’angolo, proprio per riportare nella dimensione pubblica il fatto che c’è un mondo che si sta disfacendo e del quale possiamo accelerare la caduta, costruendo nel mentre quel sogno difficilissimo e irrinunciabile che è l’anarchia.

Nelle giornate dal 10 al 12 luglio, in vista del riesame, facciamo quindi sentire forte la solidarietà ax nostrx compagnx ostaggx dello stato: ognunx nei modi che riterrà opportuno, come sempre diciamo, per uscire dall’angolo della presa male e rilanciare la nostra voglia di ribaltare questo dannato presente. La libertà è possibile e tangibile, nella lotta per la liberazione.

Solidarietà e complicità con lx arrestatx, perquisitx, inquisitx del 16 giugno! Nico, Micol, Pietro, Giu, Luna, Bibi, Toni, Ste liberx subito!

Tuttx liberx, fuoco a tribunali e galere!

Alcunx compagnx solidalx

Di seguito diffondiamo gli estremi del conto sul quale versare benfit e contributi economici per l’operazione del 16 giugno: D’ORA IN AVANTI FATE RIFERIMENTO SOLO A QUESTO CONTO.

Giovanna di Romano
IT67E3608105138259570159586
Numero Carta PostePay
5333174809836489

Questi, al momento gli indirizzi disponibili dex compagnx: scriviamo loro, non facciamolx sentire solx nè isolatx

Andrea Toniolo (Toni):
C.C. di Rossano – Contrada ciminata.
87064 – Corigliano Rossano (CS)

Francesco Benedetti (Bibi):
C.C di Rossano – Contrada ciminata.
87064 – Corigliano Rossano (CS)

Micol Marino:
C.C. Rebibbia femminile – Via Bartolo Longo 92
00156 – Roma (RM)

Stefano Marri:
C.C. di Terni – Strada delle campore 32
05100 – Terni (TR)

Pietro Rosetti:
C.C di Terni – Strada delle Campore  32
05100 – Terni (TR)

Nico Aurigemma:
C.C. di Ferrara – Via arginone 327
44122 – Ferrara (FE)


Arnau è ancora a Regina Coeli in attesa di trasferimento.
L’indirizzo per scrivergli per il momento resta:

Arnau Vallet Casadevall
Regina Coeli, via della Lungara 29
00165 Roma

Nuova operazione repressiva per 270bis. Sgombero del Bencivenga Occupato a Roma e arresti e perquisizioni in diverse città.

Da brughiere, aggiornato al 17.06.26


Dalle 5 circa della mattina del 16 giugno 2026 è scattata l’ennesima operazione repressiva, diretta dalla procura di roma, che ha coinvolto numerosx compagnx anarchicx in varie parti della penisola. Il reato contestato è un’associazione con finalità di terrorismo (art.270 bis). L’associazione sarebbe inerente alcuni sabotaggi compiuti in occasione della devastazione dei territori di Milano e Cortina, anche nota come Olimpiadi Invernali.
A quanto ci risulta sono state applicate 5 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A seguito delle perquisizioni però, con la contestazione di autoaddestarmento (270 quinquies), altri 2 compagni sono stati tratti in arresto in attesa della convalida.
A seguito di questa operazione il Bencivenga occupato è stato sgomberato.
Attualmente elenchiamo gli indirizzi noti dex compagni incarceratx.

Nico Aurigemma
Arnau Vallet Casadevall
Stefano Marri
Andrea Toniolo
Regina Coeli, via della Lungara 29, 00165, Roma

Micol Marino
C.C. Rebibbia femminile, via Bartolo Longo, 92 00156 Roma
Francesco Benedetti
C.C.Lorusso e Cotugno, via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151, Torino

Pietro Rosetti
C.C.di Forlì, via della Rocca 4, 47121, Forlì

Questi indirizzi sono provvisori e potrebbero cambiare nei prossimi giorni. Seguiranno aggiornamenti.
A loro va tutta la nostra solidarietà. Con rabbia e amore, per l’anarchia.


16/06/26

Dalle 5 circa della mattina del 16 giugno 2026 è scattata l’ennesima operazione repressiva da parte della procura di Roma, che ha coinvolto numerosx compagnx anarchicx in varie parti della penisola. Il reato contestato è un’associazione con finalità di terrorismo (art.270 bis). L’associazione sarebbe inerente alcuni sabotaggi compiuti in occasione della devastazione dei territori di Milano e Cortina, anche nota come Olimpiadi Invernali.
A quanto ci risulta sono state applicate 5 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A seguito delle perquisizioni però, con la contestazione di autoaddestramento (270 quinquies), altri 2 compagni sono stati tratti in arresto, per loro non era inizialmente prevista alcuna misura cautelare.
A seguito di questa operazione il Bencivenga occupato è stato sgomberato.
Attualmente elenchiamo gli indirizzi noti dex compagni incarceratx.

Nico Aurigemma
Arnau Vallet Casadevall
Stefano Marri
Regina Coeli, via della Lungara 29, 00165, Roma

Micol Marino
C.C. Rebibbia femminile, via Bartolo Longo, 92  00156 Roma

Pietro Rosetti
C.C.di Forlì, via della Rocca 4, 47121, Forlì

Francesco Benedetti
C.C.Lorusso e Cotugno, via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151, Torino

Questi indirizzi sono provvisori e potrebbero cambiare nei prossimi giorni. Uno dei due compagnx arrestatx a seguito della perquisizione pare ancora in questura in attesa del processo per direttissima. Seguiranno aggiornamenti.
A loro va tutta la nostra solidarietà. Con rabbia e amore, per l’anarchia.

[BERLINO, GERMANIA]: VANDALIZZATO FURGONE APPARTENENTE A KONE DITTA CHE COLLABORA CON IL SISTEMA CARCERARIO IN SOLIDARIETÀ CON I PRIGIONIERI GRECI

Da Act for freedom now!, 08.06.26

Nella notte tra venerdì e sabato (15-16 maggio), abbiamo vandalizzato un furgone della KONE parcheggiato a Connewitz, distruggendo i finestrini, squarciando le gomme e lasciamdo lo slogan «Contro le prigioni». Il produttore di ascensori KONE è coinvolto nella costruzione di carceri e trae quindi profitto direttamente dal disumano sistema carcerario.

Con questa azione, inviamo saluti militanti e pieni di solidarietà ad Atene. Lì, tra gli altri, la nostra compagna anarchica Marianna è stata condannata a 19 anni di carcere poche settimane fa per aver incorporato nella sua resistenza la via della resistenza armata contro il mondo dell’oppressione. Una via che è costata la vita al suo compagno Kyriakos Xymitiris. Inoltre, altri sei compagni sono da ieri in custodia cautelare, accusati di aver compiuto una serie di espropri armati di banche; anche in questo caso, rischiano lunghe pene detentive.

La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella!

Libertà per tutti i prigionieri!

Saluti militanti ai prigionieri greci!

[ATENE, GRECIA]: ATTACCO CON MOLOTOV AL TRIBUNALE DI EVELPIDON IN SOLIDARIETÀ CON COLORO SOTTO ACCUSA PER LA RAPINA IN BANCA DI KATO TITHOREA

Da Dark Nights, 06.06.26

L’avvenire è la maschera della paura. Il coraggio e la forza non hanno avvenire per il semplice fatto che sono essi stessi l’avvenire che si rivolta sul passato e lo distrugge.
“La purezza della vita procede soltanto con la nobiltà del coraggio che è la filosofia dell’azione.”
Osservai: “La purezza di questa tua vita mi sembra rasentare il delitto!”
Rispose: “il delitto è sintesi suprema di libertà e di vita.”

Estratto da L’Espropriatore di Renzo Novatore

La mattina dell’11 maggio, un gruppo di compagni ha fatto irruzione in una banca a Karo Tithorea. Poche ore dopo, otto compagni sono stati arrestati; dopo le udienze preliminari, sei sono stati rinviati a giudizio e trasferiti in diverse carceri.

Come ci si può sentire umani negando quella caratteristica fondamentale dell’essere umano che è prendere l’iniziativa invece di aspettare che ci venga dato qualcosa? Soprattutto quando si tratta di rivendicare ciò che ci spetta di diritto. Come si può accettare il sistema esistente quando ci infligge violenza ogni giorno?

Continua la lettura di [ATENE, GRECIA]: ATTACCO CON MOLOTOV AL TRIBUNALE DI EVELPIDON IN SOLIDARIETÀ CON COLORO SOTTO ACCUSA PER LA RAPINA IN BANCA DI KATO TITHOREA

[Bouchemaine (Maine-et-Loire), Francia] : secondo avviso per Vinci!

Da Indymedia Nantes, 31.05.26

Dopo un primo intervento spettacolare dei/lle compagni/e nel giugno 2025 (azione contro la costruzione di un immondo CRA), si è recentemente verificato un secondo passaggio presso l’agenzia di Vinci Construction a Bouchemaine.

Questa volta, le vetrate sono state rotte per la sua partecipazione al progetto CIGÉO. Quest’azione si inserisce nella chiamata “Più caldo del nucleare – Per una primavera nera 2026!”.

Solidarietà rivoluzionaria con i/le compagni/e che subiscono la repressione, in particolare in Germania (a seguito del sabotaggio del parco tecnologico Berlin-Adlershof) e a Bruxelles, dove T. è incarcerato a seguito dell’attacco incendiario contro 3 veicoli della polizia.

Libertà per tutti/e!

Contro il nucleare e il suo mondo di merda!

[Salonicco, Grecia]: Attacco contro la società HERON, controllata del gruppo GEK TERNA

Da Indymedia Atene, 16.04.26

Da due settimane assistiamo a un processo che il potere cerca di sminuire dal punto di vista politico, deviando l’attenzione su presunti terroristi armati e ricorrendo a noti stereotipi per rafforzare la narrazione secondo cui le persone accusate per il caso di Ambelokipi rappresenterebbero un potenziale pericolo per la società. In realtà, i/le nostri/e compagni/e hanno mantenuto intatta la loro dignità politica e la memoria del compagno Kyriakos con il loro comportamento in aula e durante tutta la detenzione.

Continua la lettura di [Salonicco, Grecia]: Attacco contro la società HERON, controllata del gruppo GEK TERNA

[Atene, Grecia]: Attacco esplosivo contro l’EFKA di Kallithea

Da Abolition Media, 08.05.26

«La resistenza violenta è affascinante, è speranza in un mondo disperato e silenzioso».

Mentre la maggioranza della società cerca di adattarsi a un mondo soffocante, un mondo in cui nemmeno il respiro è scontato, in cui la morte è all’ordine del giorno, in cui l’industria bellica rapidamente si sviluppa, in cui i governanti calpestano la dignità umana e in cui il sangue scorre come acqua, imponendo tutto ciò come normalità, alcuni scelgono di ribellarsi all’oppressione, di rifiutare la sottomissione e di non accettare l’assimilazione della miseria. Alcuni scelgono di combattere, di correre dei rischi, di combattere chi li spoglia dei loro sogni… con orgoglio e combattività.

Uno di loro era il combattente armato Kyriakos Xymitiris, ucciso da un’esplosione il 31 ottobre del ’24 mentre maneggiava materiali esplosivi in un appartamento ad Ampelokipis. A ciò ha fatto seguito la vendetta del potere statale , con la custodia cautelare di Marianna Manoura, ferita dall’esplosione, e di Dimitra Zaraveta, nonché di Dimitris, Nikos Romanos e A.K. Dopo un anno e mezzo di carcere, il processo è finito con l’assoluzione degli ultimi tre, mentre le due compagne sono stati giudicate colpevoli di appartenenza a un’organizzazione terroristica. Marianna M. è stata condannata a 19 anni di carcere, mentre Dimitra a 8. Non dovremmo sorprenderci né degli arresti senza prove né delle condanne. Questa è la guerra del potere e chiunque combatte verrà represso, e questo è il minimo. Innumerevoli le vittime della repressione di Stato, migliaia i morti. Modificando e inasprendo il codice penale, lo Stato preannuncia un regime totalitario moderno in cui chi non si adegua rischia la morte o il carcere. I giudici, in quanto eterni difensori dei padroni, condannano ogni esistenza delinquente, tutto ciò che si discosta dalla monotona realtà distopica, dall’esistenza priva di libertà che ci costringono ad accettare. Con le loro decisioni infami, condannano le persone al confinamento in una cella, all’esposizione alla violenza dilagante all’interno delle carceri, alla recisione violenta dei legami familiari e di amicizia e all’orrore della sparizione nel nulla. Nei tribunali, dove il debole vede la propria vita distrutta per reati minori, ministri, parlamentari e ricchi la fanno franca. Dimostrando che l’essenza della giustizia civile è quella di non voltare mai le spalle agli sporchi interessi dei governanti. Alcuni dei loro interessi più importanti sono indiscutibili: il soffocamento dell’azione politica anarchica, la repressione delle lotte per la libertà, il logoramento dei combattenti con accuse inconsistenti, detenzioni arbitrarie e pene pesanti. Ma l’azione politica non si piega.

Continua la lettura di [Atene, Grecia]: Attacco esplosivo contro l’EFKA di Kallithea

[Portland, Stati Uniti]: Una lettera d’amore

Da Rose City Couter Info, 05.05.26

1 maggio 2026 – Abbiamo salutato il Primo Maggio nelle prime ore del mattino, accompagnati dal canto degli allocchi barrati e dai passi svelti dei coyote che si aggiravano nel quartiere intorno all’autonoleggio Enterprise di Portland, all’incrocio tra Sandy Boulevard e la 29ª strada nord-est.

Sono bastati meno di cinque minuti per scavalcare il filo spinato e la recinzione metallica ormai arrugginita, squarciare ogni pneumatico del parcheggio e scomparire nella notte.

In tutto il Paese e qui a Portland, Enterprise noleggia migliaia di veicoli agli agenti dell’ICE, fornendo consapevolmente i mezzi per rapire, maltrattare e terrorizzare la nostra comunità. Finché Enterprise continuerà a noleggiare all’ICE, continueremo ad attaccarli.

Continua la lettura di [Portland, Stati Uniti]: Una lettera d’amore

[berlino, germania]: Pietre contro la polizia in solidarietà con Marianna e Dimitra

Da La Nemesi, 28.04.26

Il processo Ambelokipoi ad Atene si è concluso. In seguito all’esplosione del 31 ottobre 2024, che ha causato la morte del compagno anarchico Kyriakos Xymitiris e il grave ferimento della compagna anarchica Marianna, lo Stato greco ha tenuto lei e altri quattro compagni in custodia cautelare per gli ultimi 18 mesi. Oggi è stata emessa la sentenza prevista: 19 anni di carcere per Marianna e 8 per Dimitra. Dimitris, Nikos Romanos e A.K. sono stati assolti e rilasciati, il che significa che hanno perso 18 mesi della loro vita a causa del costrutto creato dallo Stato di appartenenza a un’organizzazione terroristica.
Per esprimere la nostra rabbia e trovare una risposta immediata e spontanea, ci siamo riuniti e abbiamo organizzato un’imboscata nella zona di Rigaer Straße. Le forze dell’ordine, giunte sul posto, sono state attaccate con pietre lanciate da angoli bui, il che ha distrutto almeno un’auto di pattuglia. I porci sono fuggiti in preda al panico.
La polizia di Berlino ha aiutato quella di Atene a identificare Kyriakos dopo l’esplosione e ha consegnato i propri fascicoli al sistema repressivo greco. Inoltre, la polizia tedesca collabora con la polizia greca e con Frontex nei massacri lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Con questa azione, continuiamo le lotte che abbiamo combattuto insieme a Kyriakos e che ci legano ancora ai nostri compagni imprigionati nel carcere di Korydallos, ad Atene.

Kyriakos Xyimitiris, sempre presente!
Libertà per Marianna e Dimitra!
La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella di prigione

[atene, grecia]: Rivendicazione per l’attacco incendiario contro l’auto di Dimitris Karonis, professore del Politecnico di Zografou, da parte di Commando Kyriakos Xymitiris

Da La Nemesi, 27.04.24

I SILENZI DEVONO TRASFORMARSI IN GRIDA

In un’epoca di silenzio opprimente e apatia diffusa, è necessario prendere posizione e agire. Come meglio possiamo, ma dobbiamo agire. Non ci sono scuse, non c’è spazio per rinvii e indugi. Il mondo corre a una velocità folle, ci supera, ci calpesta e non rimane nulla in piedi, eppure noi facciamo finta che non stia succedendo nulla. I MORTI AMMAZZATI SUI TRENI E NELLE FABBRICHE, QUELLI UCCISI TRA LE MACERIE DI GAZA, LE BAMBINE UCCISE A MINAB, LE PERSONE UCCISE A COLPI DI PISTOLA ALLA SCHIENA IN MINNESOTA. In ogni angolo del pianeta, il monopolio statale della violenza deve essere messo in discussione. Nel teatro dell’assurdo e della più oscura distopia che stiamo vivendo, restare al nostro posto impassibili costituisce una complicità sanguinosa. Una complicità sporca di sangue, quella di una società di persone con il sorriso sfregiato, il passo docile e le mani sporche di sangue. Una società caduta in un “dolce” letargo tra le braccia di un Morfeo digitale (cultura mediatica contemporanea, comunicazione e, in definitiva, disinformazione) e che sta vivendo una crisi pandemica non eccezionale, ma permanente, i cui sintomi, questa volta, sono l’apolitica sudditanza e la dedizione esclusiva di ciascuno alla propria esistenza. L’alternativa a questo lento ma doloroso soffocamento assimilatorio la troviamo in un atteggiamento esistenziale dignitoso e in una scelta consapevole di fronte a un sistema insaziabile, nonché nella profonda empatia e solidarietà verso chi ci sta accanto.

Passiamo quindi all’azione e rivendichiamo la responsabilità dell’attacco incendiario contro l’auto del professore Dimitris Karonis, nella zona del Politecnico di Zografou. Su ordine del partito Nea Dimokratia, Karonis ha insabbiato la verità sul caso di Tempi.

Continua la lettura di [atene, grecia]: Rivendicazione per l’attacco incendiario contro l’auto di Dimitris Karonis, professore del Politecnico di Zografou, da parte di Commando Kyriakos Xymitiris

[ATENE, GRECIA] : rivendicazione per l’attacco incendiario all’ufficio legale di Vasilis Kapernaros

Da Dark Nights, 23.04.26

Le Cellule di Azione Diretta rivendicano la responsabilità dell’attacco incendiario contro l’ufficio dell’avvocato di estrema destra e politico fallito Vasilis Kapernaros, nel quartiere di Kypseli, nelle prime ore del 2 aprile. Proprio come abbiamo fatto l’ultima volta che abbiamo attaccato un collaboratore dei crimini di Tempi (la residenza Vozenberg, febbraio 2025), così ora intitoliamo la cellula che ha compiuto l’attacco al guerrigliero urbano armato Kyriakos Xymiteris. Facciamo appello a tutte le forze rivoluzionarie in lotta. Che ogni compagno che elabora piani sovversivi e li mette in pratica attraverso azioni offensive, raccolga il testimone e onori la memoria del nostro compagno come merita. Per incendiare le notti tranquille della metropoli.

Continua la lettura di [ATENE, GRECIA] : rivendicazione per l’attacco incendiario all’ufficio legale di Vasilis Kapernaros

[Heraklion, Grecia]: Rivendicazione dell’attacco contro gli uffici della ANEK Lines, compagnia di navigazione operante nel settore del trasporto passeggeri via mare

Da La Nemesi, 14.04.2026

I tragici eventi avvenuti nello stabilimento “Violanta” a Trikala e al largo di Chio sono, nel modo più crudele, la prova dello spietato sfruttamento capitalistico da parte dei padroni e della politica omicida e razzista dello Stato greco alle frontiere.

Negli ultimi anni, lo Stato greco e i capitalisti greci hanno perseguito una politica di attacco frontale alle classi proletarie del Paese, con conseguenze criminali e letali. Alcuni di questi eventi hanno sconvolto la popolazione e lasciato un segno profondo nella sua coscienza.

– Le cinque operaie sono state uccise nello stabilimento Violanta a seguito di una fuga di gas durata mesi e dell’esplosione avvenuta durante il turno di notte. Questo omicidio da parte del padrone riassume e mette in evidenza la situazione che lo Stato e i padroni hanno creato nei luoghi di lavoro. Le misure di prevenzione sono state ignorate per ridurre i costi e aumentare i profitti. Le segnalazioni dei lavoratori sull’odore che aleggiava nell’area e gli interventi sulle condizioni di lavoro effettuati dal Centro di Ispezione del Lavoro di Trikala sono stati ignorati. Nea Dimokratia, con l’approvazione di disegni di legge anti-lavoratori come quello recente sulle 13 ore, arma i padroni che, letteralmente e metaforicamente, giustiziano i lavoratori nei luoghi di lavoro. * Al momento della stesura di questo testo, il “signor Violanta” Konstantinos Tziortziotis ha reso una deposizione di routine e continua a circolare libero, con le mani macchiate del sangue delle cinque lavoratrici.

Continua la lettura di [Heraklion, Grecia]: Rivendicazione dell’attacco contro gli uffici della ANEK Lines, compagnia di navigazione operante nel settore del trasporto passeggeri via mare

[Atene, Grecia]: Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo dell’azienda Violanta

Da La Nemesi, 14.04.2026

All’alba del 31 marzo abbiamo piazzato un ordigno incendiario su un furgone della società Violanta in via Baknana, nel quartiere di Neos Kosmos, come minima risposta agli omicidi delle cinque operaie nella fabbrica della Violanta.

La morte delle cinque operaie e il ferimento di altri sette lavoratori, a seguito della violenta esplosione avvenuta nello stabilimento della Violanta a Trikala il 26 gennaio, si aggiunge all’enorme mosaico di omicidi padronali perpetrati dallo Stato e dal capitale. Agapi Bounova, Vasiliki Skampardoni, Elena Katsarou, Stavroula Boukouvala, Anastasia Nasiou sono state assassinate. I loro nomi devono rimanere vivi nella memoria di tutti, in quanto donne della nostra classe che sono state uccise.

Continua la lettura di [Atene, Grecia]: Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo dell’azienda Violanta

[Pisa]: Ogni guerra moderna inizia in un laboratorio

Riceviamo per mail anonima e pubblichiamo

La notte tra il 7 e l’ 8 aprile 6 ordigni incendiari sono stati posizionati su 4 mezzi pesanti e sulle centraline di due gru all’interno del cantiere per la costruzione di un tecno-polo dell’istituto di studi superiori Sant’Anna. Non è possibile conoscere gli effettivi danni causati vista la totale ignoranza da parte dei media a riguardo, certo danni ci sono stati potendo vedere le colonne di fumo ergersi in lontananza.

Libertà per Alfredo Cospito e per tutti i prigionieri della guerra sociale.

[Montréal, Canada]: Danni per centinaia di migliaia di dollari all’Università Concordia in risposta alla repressione

Da MTL Counter-info, 12.04.26

Appena conclusa una settimana di scioperi studenteschi, questa è una rivendicazione di una serie di azioni dirette protrattesi nel corso degli ultimi due anni, incluse tre azioni notturne. Parti dell’infrastruttura dell’Università Concordia sono state distrutte in vari siti. Secondo le loro stesse stime, questi attacchi hanno causato all’università danni per centinaia di migliaia di dollari.

Continua la lettura di [Montréal, Canada]: Danni per centinaia di migliaia di dollari all’Università Concordia in risposta alla repressione

CHIAMATA PER UNA SETTIMANA DI AZIONI IN SOLIDARIETÀ (24-31 MARZO) CON X PRIGIONIERX DEL CASO DI AMPELOKIPI ED IN MEMORIA DEL COMBATTENTE ANARCHICO KIRIAKOS XIMITIRIS

Da Act for freedom now!, 16.03.26

Nei giorni che precedono l’inizio del processo, previsto per il 1° aprile presso la Corte d’Appello di Atene, invitiamo x compagnx di tutto il mondo a partecipare, per lottare collettivamente per i nostri compagni Marianna Manoura, Dimitra Zarafeta, Dimitris, Nikos Romanos e per il rilascio di A.K., nonché per difendere la memoria del nostro compagno Kyriakos Xymitiris.

Il nostro sostegno e la nostra solidarietà non sono negoziabili e nella battaglia che stanno affrontando – questa volta in tribunale – saremo al loro fianco.

Manifestazione di solidarietà venerdì 27/3, ore 19:00 in Piazza Syntagma (Atene, Grecia)

Manifestazione di solidarietà (inizio del processo) mercoledì 1/4, ore 8:30, Corte d’Appello di Atene

LIBERTÀ PER X COMPAGNX MARIANNA MANOURA, DIMITRA ZARAFETA, DIMITRIS, NIKOS ROMANOS AND A.K.

KYRIAKOS XIMITIRIS SEMPRE PRESENTE

GLI STATI GLI UNICI TERRORISTI

Assemblea solidale con x prigionieri,

x latitantx e x combattentx perseguitatx

synelallil@riseup.net

[ATENE, GRECIA]: RIVENDICAZIONE DELL’ATTACCO INCENDIARIO CONTRO ALCUNE CASE DI SBIRRI DA PARTE DELLA CELLULA ANARCHICA “LAMBROS FOUNTAS”

Da Dark nights, 15.03.26

Rivendichiamo la responsabilità degli attacchi incendiari contro le abitazioni dei membri dell’unità MAT (polizia antisommossa) in via Athanaton 12 a Sepolia, il 9 febbraio, dove risiede Andreas Poligenis, in via Teas 4-6 a Kaisariani il 24 febbraio, nonché all’abitazione di un poliziotto dell’unità OPKE (Unità di Prevenzione e Repressione del Crimine) in via Deligianni 18 a Exarcheia il 7 marzo. Dedichiamo queste azioni alla memoria del nostro compagno anarchico e membro di Lotta Rivoluzionaria Lambros Fountas, caduto in uno scontro armato a Dafni il 10 marzo 2010. Lambros era un combattente esemplare che ha portato avanti la lotta multiforme con l’obiettivo della rivoluzione sociale. Ha partecipato a ogni aspetto dell’azione anarchica, dalle assemblee, alle marce, agli scontri con le forze di repressione, fino alla lotta armata rivoluzionaria.

Continua la lettura di [ATENE, GRECIA]: RIVENDICAZIONE DELL’ATTACCO INCENDIARIO CONTRO ALCUNE CASE DI SBIRRI DA PARTE DELLA CELLULA ANARCHICA “LAMBROS FOUNTAS”

[Portland, USA]: NO CARS FOR ICE! Vandalizzata Enterprise

Da Rose City Counter-Info, 01.02.26

Nelle prime ore del mattino di martedì 27 gennaio, ci siamo intrufolati nel parcheggio della Enterprise Rental tra Sandy Blvd. e la 28th e abbiamo danneggiato tutte le auto, i camion e i furgoni parcheggiati. Una grande scritta “ICE RENTS HERE” (ICE AFFITTA QUI) è stata tracciata sull’edificio per rendere chiaro il motivo a tutti i passanti. I punteruoli hanno rapidamente danneggiato le gomme e ogni veicolo ha ricevuto anche una verniciatura supplementare. Siamo andati via con la stessa rapidità con cui siamo arrivati, con l’aria che continuava a sibilare fuori dai pneumatici mentre scomparivamo nella notte con il sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore.

L’ICE e la polizia di frontiera hanno utilizzato veicoli noleggiati da Enterprise per rapire e deportare persone in tutto il paese, anche qui a Portland. Enterprise ha diverse sedi in tutta la città. Ci sono bastati pochi minuti per rendere inutilizzabili un intero parco veicoli. È stato semplice e divertente, e abbiamo sentito dire che Enterprise ha annullato la sua giornata di assunzioni nell’area di Portland a seguito del nostro intervento notturno. Ops!

[Grecia] Solidarietà internazionale per il “caso Ampelokipoi”

Da Act for freedom now!, 01.03.26

Compagni,
vi scriviamo per informarvi degli ultimi sviluppi relativi all’incombente processo dei compagni incarcerati nel caso Ampelokipoi e per condividere con voi le nostre riflessioni sull’organizzazione di giornate internazionali di solidarietà e azione.

Continua la lettura di [Grecia] Solidarietà internazionale per il “caso Ampelokipoi”

[Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco coordinato ad Ano Patissia

Da Dark Nights, 16.2.26

La routine quotidiana di condizioni di lavoro medievali, l’umiliazione di classe, lo sterminio del proletariato, l’impunità dei datori di lavoro, il terrorismo, le misure di austerity che strangolano la base sociale, la tortura nelle stazioni di polizia infernali, le centinaia di omicidi ai confini della Fortezza Europa, la miseria nei centri di detenzione, la sorveglianza panottica permanente e la mappatura di ogni movimento, l’intensificazione della repressione e dell’arsenale legale dello Stato richiedono un’intensificazione della resistenza sociale e la rottura dell’onnipotenza dello Stato attraverso la diffusione di azioni aggressive e polimorfiche di violenza sociale dirette contro questo sistema insaziabile che annienta la vita umana e ci tratta come esseri sacrificabili, come numeri.

Continua la lettura di [Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco coordinato ad Ano Patissia