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[Lipsia, Germania] L’infrastruttura nel mirino: l’Amministrazione Immobiliare ed Edilizia della Sassonia privata del proprio parco veicoli

da knak.news, 13 luglio 2026

Non tutti si sono fermati nella stagione estiva. Mentre il mondo intero segue i mondiali di calcio, subisce le consequenze del cambiamento climatico a bordo di un lago o assiste alla morte di 5’000 tedeschi a causa di colpi di calore negli appartamenti non climatizzati, la CDU [Christlich Demokratische Union – Unione Democratica Cristiana, NdT] in collaborazione con la SPD [Sozialdemokratische Partei Deutschlands – Partito Socialdemoctatico Tedesco] e la BSW [Bündnis Sahra Wagenknecht – Alleanza Sahra Wagenknecht] ha messo in pista un nuovo progetto globale di legge sulla polizia.
Questo non si dovrebbe poter fare di nascosto.
Come già riportato dalla stampa, nella notte tra venerdì e sabato due auto sono state distrutte da un incendio e un’altra è rimasta danneggiata.


L’attacco era diretto contro l’Amministrazione immobiliare ed edilizia della Sassonia, situata nel quartiere Südvorstadt.
Due anni fa questa ha reso possibile, con milioni di euro, il rinnovamento della stazione di polizia di Eisenbahnstraße.
Con il nostro fuoco vogliamo rendergli più difficile di ottenere nuovi finanziamenti e, magari, di costruire nuove stazioni di polizia. Vogliamo mostrare che nessuna legge sulla polizia in questa Repubblica Federale ci impedirà di mettere le loro strutture nel mirino affinché questo Stato sia ridotto in ceneri fino alle sue fondamenta.

I nuovi poteri della polizia

Dopo che la legge sulla polizia del 2020, contro la quale c’era ancora stata molta opposizione (o piuttosto campagne di protesta), è stata criticata dalla Corte Costituzionale, gli amici del progetto di smantellamento dello Stato sociale e della difesa dell’ordine pubblico hanno approfittato dell’obbligo di modificare certe parti della legge per apportare aggiunte importanti.
Una delle nuove dispozioni è la sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte.

«In questo modo la polizia può intercettare delle comunicazioni in corso, la dove queste sono ancora leggibili: su uno smartphone o un computer, prima che un messaggio sia cifrato o dopo esser stato decifrato. Questo riguarda per esempio le applicazioni di messaggistica cifrate end-to-end. Questo è previsto per la difesa contro dei pericoli particolarmente gravi, per esempio in caso di crimini di natura terrorista o di minacce contro dei beni particolarmente importanti.» (1)

Come sappiamo, la definizione tipicamente sassone di reati terroristici è la partecipazione a manifestazioni, il lancio di pietre contro case disabitate e l’autodifesa contro i nazisti.
Vengono inolte introdotte nuove norme relative all’analisi automatizzata dei dati, nonché le basi giuridiche per sistemi informatici capaci di apprendere.

«Con l’analisi video intelligente, dei programmi possono analizzare automaticamente le registrazioni provenienti da zone già legalmente sorvegliate. Si intendono individuare, ad esempio, armi, coltelli, oggetti pericolosi, risse o modelli di movimento sospetti.»

A dove porta questo tipo di indagine lo si può vedere negli Stati Uniti, dove gli strumenti di intelligenza artificiale agiscono in modo apertamente razzista e attribuiscono regolarmente armi alle persone di colore. Se a ciò si aggiunge la sorveglianza costante da parte della stazione di polizia di Eisenbahnstraße, nel centro città e in parte a Grünau, si può intuire un nuovo livello di terrore poliziesco.

«Inoltre, sarà consentito un confronto biometrico, in casi specifici, con dati disponibili pubblicamente su Internet. Ciò consentirebbe, in casi concreti, di confrontare immagini o altre caratteristiche biometriche con informazioni liberamente accessibili in rete. La norma mira a impedire che le persone ricercate possano avvalersi dell’anonimato di Internet. Proprio questa facoltà, tuttavia, è tra gli aspetti più controversi della riforma. In futuro, inoltre, la polizia potrà registrare le targhe in modo nascosto e automatizzato a determinate condizioni. Ciò dovrebbe aiutare, ad esempio, a rintracciare veicoli rubati o veicoli utilizzati da gruppi di criminali itineranti. Ulteriori disposizioni riguardano i droni. La polizia ottiene una base giuridica esplicita per impiegare i propri droni, ad esempio nelle ricerche di persone scomparse o per l’esplorazione di situazioni operative pericolose.»

Non occorre dare sfogo alla fantasia per capire chi si intenda in questa legge con “persone ricercate”, “gruppi di criminali in viaggio” o “situazioni operative pericolose” – di certo non quelle strutture naziste che, all’ombra dell’AfD, si preparano al Giorno X.

Lo Stato aumenta la pressione

Constatiamo quindi che la pressione repressiva continua ad aumentare. Contrariamente all’opinione un tempo molto diffusa, questa escalation di persecuzioni non è affatto una reazione a una recrudescenza delle attività dell’estrema sinistra. Né la paralisi generale né il nostro sostegno disperato e totalizzante ai nostri prigionieri hanno finora indotto lo Stato a cessare i suoi attacchi contro di noi. Persino lx compagnx di Antifa-Ost già condannati vengono tenutx in detenzione coercitiva con delle pene supplementari, sebbene non abbiano attirato particolare attenzione, né con grandi dichiarazioni di guerra né con una forte resistenza contro la giustizia politica. Sembra quasi che la pressione a colpire il nostro movimento con ogni mezzo sia legata più alle condizioni e alla logica interna del potere statale. Essi bramano vendetta per ogni azione compiuta che siamo riuscitx a portare a termine senza che se ne accorgessero – azioni che hanno infranto la loro immagine di onnipotenza. Questo desiderio di vendetta non scompare, anche se ci facciamo piccolx e cerchiamo di apparire il più innocux possibile. Anche se a prima vista può non sembrare intuitivo, per come funziona la repressione è necessario – soprattutto in tempi di paura – non interrompere la nostra lotta militante, ma intensificarla in ogni forma ancora possibile. Più ci rifiutiamo di nasconderci e più diamo il buon esempio, più svilupperemo fiducia in noi stessx e nella nostra capacità di agire. Nei prossimi anni ne avremo più che bisogno.

Lipsia luogo di produzione di armi – Target that exist everywhere

Sul proprio sito, l’Ente sassone per la gestione immobiliare ed edilizia descrive i propri compiti come segue: «L’ente statale prende in carico i compiti di gestione di progetti per conto dello Stato Libero di Sassonia. Tra questi rientrano la definizione e il controllo degli obiettivi primari del committente in termini di qualità, quantità, costi e scadenze. Per gli interventi edilizi dello Stato federale e di terzi, l’ente assume la direzione dei progetti. Vengono elaborate analisi tecniche del sito e realizzati gli interventi edilizi»
Tra questi figurano progetti come la centrale di polizia a Eisenbahnstraße, apertamente razzista e sprezzante nei confronti dei poveri, ma anche i progetti previsti per il polo dell’industria degli armamenti di Lipsia. Quest’ultimo dovrebbe rilanciare l’economia locale nei prossimi anni con i fondi destinati al riarmo rubati ai lavoratori e alle lavoratrici.
Come la stampa ha giustamente rilevato, quest’anno alcunx compagnx che condividono la stessa critica hanno dato fuoco a diverse auto del Comune di Lipsia a titolo di avvertimento (2). Ci opponiamo con la stessa fermezza all’insediamento di ulteriori aziende belliche omicide, così come ci siamo oppostx con questa azione alla nuova legge sulla polizia. Se porterete avanti questi piani, ci uniremo allx nostrx compagnx e, all’insegna del motto «Targets that exist everywhere» (3), prenderemo di mira le vostre strutture vulnerabili sparse per la città. Fiamma dopo fiamma e nonostante ogni misura repressiva destinata a fallire.

Abbasso lo Stato!

Direkte-Aktionszelle
[Cellula di azione diretta]

(1) https://www.diesachsen.de/politik/polizeigesetz-sachsen-was-polizei-jetzt-bei-whatsapp-ki-kameras-und-drohnen-dar-3152093

(2) https://www.mdr.de/nachrichten/sachsen/leipzig/leipzig-leipzig-land/elektroauto-sib-,brand-anschlag-polizei-100.html

(3) https://tension.noblogs.org/files/2021/11/FINALTARGETS-1-booklet.pdf

[BERLINO, GERMANIA]: VANDALIZZATO FURGONE APPARTENENTE A KONE DITTA CHE COLLABORA CON IL SISTEMA CARCERARIO IN SOLIDARIETÀ CON I PRIGIONIERI GRECI

Da Act for freedom now!, 08.06.26

Nella notte tra venerdì e sabato (15-16 maggio), abbiamo vandalizzato un furgone della KONE parcheggiato a Connewitz, distruggendo i finestrini, squarciando le gomme e lasciamdo lo slogan «Contro le prigioni». Il produttore di ascensori KONE è coinvolto nella costruzione di carceri e trae quindi profitto direttamente dal disumano sistema carcerario.

Con questa azione, inviamo saluti militanti e pieni di solidarietà ad Atene. Lì, tra gli altri, la nostra compagna anarchica Marianna è stata condannata a 19 anni di carcere poche settimane fa per aver incorporato nella sua resistenza la via della resistenza armata contro il mondo dell’oppressione. Una via che è costata la vita al suo compagno Kyriakos Xymitiris. Inoltre, altri sei compagni sono da ieri in custodia cautelare, accusati di aver compiuto una serie di espropri armati di banche; anche in questo caso, rischiano lunghe pene detentive.

La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella!

Libertà per tutti i prigionieri!

Saluti militanti ai prigionieri greci!

[berlino, germania]: Pietre contro la polizia in solidarietà con Marianna e Dimitra

Da La Nemesi, 28.04.26

Il processo Ambelokipoi ad Atene si è concluso. In seguito all’esplosione del 31 ottobre 2024, che ha causato la morte del compagno anarchico Kyriakos Xymitiris e il grave ferimento della compagna anarchica Marianna, lo Stato greco ha tenuto lei e altri quattro compagni in custodia cautelare per gli ultimi 18 mesi. Oggi è stata emessa la sentenza prevista: 19 anni di carcere per Marianna e 8 per Dimitra. Dimitris, Nikos Romanos e A.K. sono stati assolti e rilasciati, il che significa che hanno perso 18 mesi della loro vita a causa del costrutto creato dallo Stato di appartenenza a un’organizzazione terroristica.
Per esprimere la nostra rabbia e trovare una risposta immediata e spontanea, ci siamo riuniti e abbiamo organizzato un’imboscata nella zona di Rigaer Straße. Le forze dell’ordine, giunte sul posto, sono state attaccate con pietre lanciate da angoli bui, il che ha distrutto almeno un’auto di pattuglia. I porci sono fuggiti in preda al panico.
La polizia di Berlino ha aiutato quella di Atene a identificare Kyriakos dopo l’esplosione e ha consegnato i propri fascicoli al sistema repressivo greco. Inoltre, la polizia tedesca collabora con la polizia greca e con Frontex nei massacri lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Con questa azione, continuiamo le lotte che abbiamo combattuto insieme a Kyriakos e che ci legano ancora ai nostri compagni imprigionati nel carcere di Korydallos, ad Atene.

Kyriakos Xyimitiris, sempre presente!
Libertà per Marianna e Dimitra!
La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella di prigione

[hannover, germania]: Spaccate le vetrate dell’azienda Viscom AG, produttrice di tecnologie d’ispezione elettronica per l’industria della sicurezza e della difesa

Da La Nemesi, 28.04.26

All’edizione di quest’anno della Fiera di Hannover è presente una “Defense Production Area” in cui, oltre alle aziende tradizionali del settore della difesa, partecipano anche i fornitori.
Viscom è presente in questa area con le sue “soluzioni di ispezione per l’industria della sicurezza e della difesa”. Nella loro presentazione, spiegano come i loro sistemi di ispezione basati sull’intelligenza artificiale “creino una trasparenza completa, dall’approvvigionamento delle materie prime all’assemblaggio, fino alla logistica e alla consegna”.
L’azienda di Hannover-Badenstedt, che gestisce filiali in tutto il mondo, è cresciuta in realtà con le apparecchiature a raggi X. Nel frattempo, però, ha fatto il suo ingresso anche nel settore degli armamenti, diventando così un bersaglio.
La prospettiva di profitti garantiti dallo Stato in misura quasi infinita e di una maggiore accettazione sociale spinge aziende di ogni sorta a saltare sul treno della militarizzazione. Ma che si tratti di armamenti nazionali o di denaro a tutti i costi: prima o poi ne pagherete le conseguenze! Non siamo disposti ad accettare passivamente la vostra visione di un futuro militarizzato ad alta tecnologia. Per questo ieri notte abbiamo deciso di rompere le vetrine di chi trae profitto dalla guerra e dallo sfruttamento, in questo caso Viscom, e di lasciare un messaggio di riflessione per il personale. “LA GUERRA INIZIA QUI” è ora scritto sulla vostra facciata. Pensateci su.

Nessun esercito! Nessuno Stato! Nessun apparato militare!

[Wandlitz, Germania]: Attacco incendiario a una fabbrica di asfalto di VINCI/EUROVIA – Per una primavera nera, per i prigionieri del caso Ampelokipi

Da Bure bure bure, 12.03.26

Pubblicato su de.indymedia

Un’economia circolare fondata sulla morte e sulla distruzione

Alla luce della crisi climatica, delle devastazioni causate dall’estrattivismo e delle aggressioni imperialiste, un impianto di produzione di asfalto di una delle più grandi imprese mondiali di costruzioni e infrastrutture che va in fiamme parla da sé. Desideriamo tuttavia spendere alcune parole sulle nostre motivazioni e sull’azienda in questione. VINCI/EUROVIA è ben più di un semplice produttore di asfalto e cemento. Questa azienda incarna tutto ciò che disprezziamo e che rende questo mondo un luogo di oppressione, sofferenza e miseria: autostrade, aeroporti, dighe, prigioni di espulsione, centrali nucleari, materiale bellico, oleodotti e gasdotti, sfruttamento minerario, ecc.

Chiunque voglia saperlo ne è consapevole: la biosfera sta soffocando sotto il peso grigio della civiltà. Nel prossimo futuro, molte regioni del pianeta diverranno inabitabili a causa del nostro stile di vita e della nostra economia imperialista. Lotte senza precedenti per la ripartizione degli habitat e delle risorse sembrano inevitabili. L’attuale escalation dei conflitti militari e la guerra senza quartiere condotta contro i migranti nelle strade delle metropoli americane o alle frontiere esterne dell’UE sono già cupi presagi di ciò che ci attende. È già mezzanotte meno cinque. Il sistema capitalistico globale, in una fase avanzata, sta subendo una profonda trasformazione. La guerra sta diventando la nuova normalità e la natura che ancora rimane viene sfruttata solo come fonte di materie prime da saccheggiare prima che lo facciano altri.

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[Lüneburg, Germania]: camion militare incendiato – Solidarietà con gli studenti in sciopero!

Da Act for freedom now!, 11.03.26

Il 5 marzo gli studenti tedeschi hanno chiamato il secondo “sciopero scolastico contro la leva obbligatoria”: migliaia di persone sono scese in piazza in numerose città, grandi e piccole, come era già successo a dicembre, quando circa 40.000 studenti, in più di 80 città, avevano manifestato contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio in Germania.
Sono state compiute numerose azioni di solidarietà con lo sciopero: sono stati attaccati uffici di reclutamento e infrastrutture militari.
Qui di seguito riportiamo il comunicato di una di queste azioni.

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[Lipsia, Germania]: UNA MACCHINA DI VONOVIA IN FIAMME

Da Act for freedom now!, 23.02.26

Durante la notte tra sabato 3 e domenica 4 gennaio 2026, abbiamo dato fuoco a un furgone della società immobiliare Vonovia nella zona sud di Lipsia, utilizzando ordigni incendiari a innesco ritardato. Secondo quanto riportato dalla stampa, il veicolo è andato completamente distrutto.

Vonovia, la più grande società di locazione di appartamenti in Germania, sta causando sistematicamente l’aumento dei prezzi degli immobili e lo sfollamento degli abitanti dei quartieri soggetti a gentrificazione nella nostra città: le sue filiali effettuano ristrutturazioni di lusso, gli affitti e le spese aumentano e gli alloggi a prezzi accessibili stanno scomparendo. Mentre il costo degli alloggi per lavoratori, pensionati, studenti e famiglie diventa sempre più proibitivo, Vonovia continua a registrare profitti record: 984 milioni di euro al lordo delle imposte solo per il primo semestre del 2025. Non si tratta di un errore, ma di un modello economico: gli alloggi vengono trasformati in una fonte di profitto. Vonovia vuole trarre il massimo guadagno dalle esigenze abitative degli inquilini.

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