[Lüneburg, Germania]: camion militare incendiato – Solidarietà con gli studenti in sciopero!

Da act for freedom now!, 11.03.26

Il 5 marzo gli studenti tedeschi hanno chiamato il secondo “sciopero scolastico contro la leva obbligatoria”: migliaia di persone sono scese in piazza in numerose città, grandi e piccole, come era già successo a dicembre, quando circa 40.000 studenti, in più di 80 città, avevano manifestato contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio in Germania.
Sono state compiute numerose azioni di solidarietà con lo sciopero: sono stati attaccati uffici di reclutamento e infrastrutture militari.
Qui di seguito riportiamo il comunicato di una di queste azioni.

Lüneburg/Germania: camion dell’esercito incendiato – Solidarietà con gli studenti in sciopero!

Studenti! Siete in piazza perché non volete essere carne da cannone.
Lo “sciopero scolastico contro la leva” sta mobilitando migliaia di persone.
In solidarietà con il vostro sciopero, nella notte del 5 marzo 2026, abbiamo dato fuoco a un camion da trasporto di tipo “Elephant” della Bundeswehr in un’officina a Lüneburg.

Nessuno ci proteggerà dai presunti pericoli, né i politici, né l’espansione della Bundeswehr né il riarmo. Alcuni accusano voi studenti di essere egoisti e dicono che dovreste invece difendere la vostra “patria”. È una sciocchezza: la guerra avvantaggia sempre i ricchi e i potenti, a prescindere dal Paese, non coloro che vengono arruolati e mandati al fronte. Ciò che ci può aiutare di più è unirci e, ad esempio, scioperare.

Se non sei uno studente e ti stai chiedendo cosa puoi fare per combattere tutto questo, le opzioni sono molteplici:
Se lavori in un’azienda o in un centro di ricerca che collabora con l’industria degli armamenti e l’esercito, rendi pubbliche queste informazioni, ostacola i processi e danneggia la produzione, e rifiuta di lavorare. Che si tratti di un’azienda tecnologica o di costruzioni, di un’università o di una scuola, la guerra viene preparata e gestita in innumerevoli luoghi.

Sabotiamo insieme la guerra!