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[Montreal, Canada] Visita all’abitazione di uno sviluppatore di droni IA e attacco Molotov contro Microsoft

da MTL Contre-Info

Comunicato anonimo a MTL Contre-Info

Mercoledì sera 5 agosto, i vetri e le porte di un’abitazione sono stati spaccati e un ufficio di Microsoft è stato preso come bersaglio da dei cocktail Molotov.

Questa azione aveva come bersaglio la residenza ufficiale del fondatore e la sede centrale di Munera Intelligence. Munera sviluppa droni dotati di IA che, conformemente a un accordo con la Città di Montréal annunciato in giugno, saranno utilizzati per sorvegliare le nostre strade grazie alla loro tecnologia di intelligenza artificiale. Le finestre e la porta di Dominic MacDuffAuger sono state distrutte.

Il comune insiste sul fatto che questi droni non saranno utilizzati che su dei cantieri. Tuttavia, come qualsisasi sistema di telecamere, i dati raccolti da questi droni non faranno che rinforzare il sistema di sorveglianza che la polizia sta implementando per coprire l’intera città. Questo programma di droni fa parte di un progetto più ampio che include il recente annuncio della distribuzione e l’installazione, in tutta la città, di telecamere dotate di IA e gestite dalla polizia, che mira a normalizzare le crescenti intrusioni nelle nostre vite e a condurre una guerra costante contro la nostra capacità di godere della nostra libertà. Non c’è alcun dubbio che, se l’utilizzo di droni dotati di AI per la città è autorizzato ad espandersi, il nostro futuro sarà sempre più quello di un mondo in cui i cieli saranno pieni di robot che fanno consegne per Amazon e garantiranno la nostra totale obbedienza a governi sempre più autoritari.

Questa stessa notte, dei cocktail Molotov sono stati lanciati contro un ufficio Microsoft. Questo attacco è stato una risposta all’espansione e al nascondersi dei centri informatici, in cui Microsoft gioca un ruolo importante. Questi centri informatici sono poli chiave del potere capitalista contemporaneo. Sono al centro dell’ascesa dell’intelligenza artificiale, che distrugge il pianeta e nel frattempo crea nuovi strumenti di sorveglianza. La tecnologia di Microsoft, tra le altre, è utilizzata dal governo israeliano nella sua campagna di genocidio contro il popolo palestinese. Durante l’attacco a Microsoft, ci sono state difficoltà nell’accendere i cocktail Molotov – difficoltà che non sono emerse durante i test ma che, statene certi, saranno corrette in futuro.

Si diceva una volta che ci avrebbe atteso un futuro migliore – un futuro in cui le persone avrebbero avuto tutto ciò di cui avevano bisogno, dove acqua e cibo sarebbero stati abbondanti e sani, dove l’aria sarebbe stata perfettamente respirabile, dove il lavoro sarebbe stato ridotto al minimo e in cui le persone avrebbero vissuto senza dèi o padroni. Dove è finito questo futuro? Stiamo solo aspettando che 1984, Mad Max, Blade Runner o qualche altra opera di fantascienza diventi realtà, mentre noi facciamo da cavie per i culti tecnologici? No! Finché una rivoluzione sarà ancora possibile, ci conoscete: saremo lì per realizzarla!

Non abbiamo più alcuna pietà! E’ tempo di dichiarare guerra all’IA, alla sorveglianza e a questi sviluppatori! I metodi che sceglieremo dovrenno essere all’altezza della gravità di questa situazione: cocktail Moltov, attacchi alle abitazioni e anche di più. Non possiamo più rimandare il momento di batterci, di lottare e di attaccare – e così fino alla vittoria totale! La vittoria totale della rivoluzione sociale! La vittoria totale della vita! L’IA deve essere distrutta!

Verranno dei giorni migliori. Viva la rivoluzione anarchica!

Fronte di liberazione anarchica rivoluzionaria

[Lipsia, Germania] L’infrastruttura nel mirino: l’Amministrazione Immobiliare ed Edilizia della Sassonia privata del proprio parco veicoli

da knak.news, 13 luglio 2026

Non tutti si sono fermati nella stagione estiva. Mentre il mondo intero segue i mondiali di calcio, subisce le consequenze del cambiamento climatico a bordo di un lago o assiste alla morte di 5’000 tedeschi a causa di colpi di calore negli appartamenti non climatizzati, la CDU [Christlich Demokratische Union – Unione Democratica Cristiana, NdT] in collaborazione con la SPD [Sozialdemokratische Partei Deutschlands – Partito Socialdemoctatico Tedesco] e la BSW [Bündnis Sahra Wagenknecht – Alleanza Sahra Wagenknecht] ha messo in pista un nuovo progetto globale di legge sulla polizia.
Questo non si dovrebbe poter fare di nascosto.
Come già riportato dalla stampa, nella notte tra venerdì e sabato due auto sono state distrutte da un incendio e un’altra è rimasta danneggiata.


L’attacco era diretto contro l’Amministrazione immobiliare ed edilizia della Sassonia, situata nel quartiere Südvorstadt.
Due anni fa questa ha reso possibile, con milioni di euro, il rinnovamento della stazione di polizia di Eisenbahnstraße.
Con il nostro fuoco vogliamo rendergli più difficile di ottenere nuovi finanziamenti e, magari, di costruire nuove stazioni di polizia. Vogliamo mostrare che nessuna legge sulla polizia in questa Repubblica Federale ci impedirà di mettere le loro strutture nel mirino affinché questo Stato sia ridotto in ceneri fino alle sue fondamenta.

I nuovi poteri della polizia

Dopo che la legge sulla polizia del 2020, contro la quale c’era ancora stata molta opposizione (o piuttosto campagne di protesta), è stata criticata dalla Corte Costituzionale, gli amici del progetto di smantellamento dello Stato sociale e della difesa dell’ordine pubblico hanno approfittato dell’obbligo di modificare certe parti della legge per apportare aggiunte importanti.
Una delle nuove dispozioni è la sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte.

«In questo modo la polizia può intercettare delle comunicazioni in corso, la dove queste sono ancora leggibili: su uno smartphone o un computer, prima che un messaggio sia cifrato o dopo esser stato decifrato. Questo riguarda per esempio le applicazioni di messaggistica cifrate end-to-end. Questo è previsto per la difesa contro dei pericoli particolarmente gravi, per esempio in caso di crimini di natura terrorista o di minacce contro dei beni particolarmente importanti.» (1)

Come sappiamo, la definizione tipicamente sassone di reati terroristici è la partecipazione a manifestazioni, il lancio di pietre contro case disabitate e l’autodifesa contro i nazisti.
Vengono inolte introdotte nuove norme relative all’analisi automatizzata dei dati, nonché le basi giuridiche per sistemi informatici capaci di apprendere.

«Con l’analisi video intelligente, dei programmi possono analizzare automaticamente le registrazioni provenienti da zone già legalmente sorvegliate. Si intendono individuare, ad esempio, armi, coltelli, oggetti pericolosi, risse o modelli di movimento sospetti.»

A dove porta questo tipo di indagine lo si può vedere negli Stati Uniti, dove gli strumenti di intelligenza artificiale agiscono in modo apertamente razzista e attribuiscono regolarmente armi alle persone di colore. Se a ciò si aggiunge la sorveglianza costante da parte della stazione di polizia di Eisenbahnstraße, nel centro città e in parte a Grünau, si può intuire un nuovo livello di terrore poliziesco.

«Inoltre, sarà consentito un confronto biometrico, in casi specifici, con dati disponibili pubblicamente su Internet. Ciò consentirebbe, in casi concreti, di confrontare immagini o altre caratteristiche biometriche con informazioni liberamente accessibili in rete. La norma mira a impedire che le persone ricercate possano avvalersi dell’anonimato di Internet. Proprio questa facoltà, tuttavia, è tra gli aspetti più controversi della riforma. In futuro, inoltre, la polizia potrà registrare le targhe in modo nascosto e automatizzato a determinate condizioni. Ciò dovrebbe aiutare, ad esempio, a rintracciare veicoli rubati o veicoli utilizzati da gruppi di criminali itineranti. Ulteriori disposizioni riguardano i droni. La polizia ottiene una base giuridica esplicita per impiegare i propri droni, ad esempio nelle ricerche di persone scomparse o per l’esplorazione di situazioni operative pericolose.»

Non occorre dare sfogo alla fantasia per capire chi si intenda in questa legge con “persone ricercate”, “gruppi di criminali in viaggio” o “situazioni operative pericolose” – di certo non quelle strutture naziste che, all’ombra dell’AfD, si preparano al Giorno X.

Lo Stato aumenta la pressione

Constatiamo quindi che la pressione repressiva continua ad aumentare. Contrariamente all’opinione un tempo molto diffusa, questa escalation di persecuzioni non è affatto una reazione a una recrudescenza delle attività dell’estrema sinistra. Né la paralisi generale né il nostro sostegno disperato e totalizzante ai nostri prigionieri hanno finora indotto lo Stato a cessare i suoi attacchi contro di noi. Persino lx compagnx di Antifa-Ost già condannati vengono tenutx in detenzione coercitiva con delle pene supplementari, sebbene non abbiano attirato particolare attenzione, né con grandi dichiarazioni di guerra né con una forte resistenza contro la giustizia politica. Sembra quasi che la pressione a colpire il nostro movimento con ogni mezzo sia legata più alle condizioni e alla logica interna del potere statale. Essi bramano vendetta per ogni azione compiuta che siamo riuscitx a portare a termine senza che se ne accorgessero – azioni che hanno infranto la loro immagine di onnipotenza. Questo desiderio di vendetta non scompare, anche se ci facciamo piccolx e cerchiamo di apparire il più innocux possibile. Anche se a prima vista può non sembrare intuitivo, per come funziona la repressione è necessario – soprattutto in tempi di paura – non interrompere la nostra lotta militante, ma intensificarla in ogni forma ancora possibile. Più ci rifiutiamo di nasconderci e più diamo il buon esempio, più svilupperemo fiducia in noi stessx e nella nostra capacità di agire. Nei prossimi anni ne avremo più che bisogno.

Lipsia luogo di produzione di armi – Target that exist everywhere

Sul proprio sito, l’Ente sassone per la gestione immobiliare ed edilizia descrive i propri compiti come segue: «L’ente statale prende in carico i compiti di gestione di progetti per conto dello Stato Libero di Sassonia. Tra questi rientrano la definizione e il controllo degli obiettivi primari del committente in termini di qualità, quantità, costi e scadenze. Per gli interventi edilizi dello Stato federale e di terzi, l’ente assume la direzione dei progetti. Vengono elaborate analisi tecniche del sito e realizzati gli interventi edilizi»
Tra questi figurano progetti come la centrale di polizia a Eisenbahnstraße, apertamente razzista e sprezzante nei confronti dei poveri, ma anche i progetti previsti per il polo dell’industria degli armamenti di Lipsia. Quest’ultimo dovrebbe rilanciare l’economia locale nei prossimi anni con i fondi destinati al riarmo rubati ai lavoratori e alle lavoratrici.
Come la stampa ha giustamente rilevato, quest’anno alcunx compagnx che condividono la stessa critica hanno dato fuoco a diverse auto del Comune di Lipsia a titolo di avvertimento (2). Ci opponiamo con la stessa fermezza all’insediamento di ulteriori aziende belliche omicide, così come ci siamo oppostx con questa azione alla nuova legge sulla polizia. Se porterete avanti questi piani, ci uniremo allx nostrx compagnx e, all’insegna del motto «Targets that exist everywhere» (3), prenderemo di mira le vostre strutture vulnerabili sparse per la città. Fiamma dopo fiamma e nonostante ogni misura repressiva destinata a fallire.

Abbasso lo Stato!

Direkte-Aktionszelle
[Cellula di azione diretta]

(1) https://www.diesachsen.de/politik/polizeigesetz-sachsen-was-polizei-jetzt-bei-whatsapp-ki-kameras-und-drohnen-dar-3152093

(2) https://www.mdr.de/nachrichten/sachsen/leipzig/leipzig-leipzig-land/elektroauto-sib-,brand-anschlag-polizei-100.html

(3) https://tension.noblogs.org/files/2021/11/FINALTARGETS-1-booklet.pdf

[Almere – Paesi Bassi] Ma sì, i data center possono bruciare!

da Sans Nom, 21.07.26

Forse in tanti si ricordano dell’incendio del data center di OVH a Strasburgo nel marzo 2021, con i suoi circa quattro milioni di siti internet messi fuori servizio, e certamente un po’ di meno si ricordano di quello del data center di Daejong a settembre 2025, che aveva mandato in tilt 647 servizi dello Stato sud-coreano, centralizzati in questa nave di punta digitale con un assaggio di cenere. Perché sì, i data center possono bruciare e, aggiungerai un piccolo sorriso malizioso, se posso farlo accidentalmente e dall’interno, perché non potrebbero anche volontariamente e dall’esterno?

Per alimentare il dibattito, un nuovo esempio è venuto da Almere, città di circa 230’000 abitanti situati sulla riva opposta della capitale olandese, per partecipare al banchetto di immaginari infiammati. E’ lo scorso 7 maggio, verso le 8:30 del mattino, che un allarme anti-incendio è scattato in uno dei data center del nord della città, provocando l’evaquazione del suo personale, la reclusione della popolazione circostante avvolta dai fumi tossici e l’arrivo in forze dei pompieri trenta minuti più tardi. L’incendio del centro di dati di Almere, presto classificato come maggiore e aggidentale, ha portato i vigili del fuoco a lottare per circa 12 ore di fila contro le fiamme affrontando il paradosso che sono partite proprio nel luogo che avrebbe dovuto garantire la continuità del flusso: la sala di raffreddamento tecnica situata sul retro degli edifici che ospitano anche i generatori di emergenza e il cosiddetto “sistema di alimentazione ininterrotta” (UPS-ASI). Senza contare che i serbatoi sotterranei, contenenti quasi un milione di litri di diesel per poter fornire questi sistemi di backup autonomi in caso di interruzione di corrente o sabotaggio, sono stati a loro volta colpiti.

Alla fine, la totalità di questi locali tecnici è stata distrutta su tre piani, contemporaneamente a una parte dell’approvvigionamento elettrico del data center da 26’000 metri quadrati e 11 megawatt, che appartiene a Keppel DC REIT ed affittato alla società olandese NorthC, che già gestisce circa altri venti centri nei Paesi Bassi, Germania e Svizzera. Di fronte al disastro, NorthC ha rapidamente messo avanti il fatto che le fiamme non sono riuscite ad arrivare ai loro preziosi server, ma questa piccola vanteria non è riuscita a mascherare il fatto che erano comunque messi fuori servizio dopo il blackout generale causando interruzioni a cascata di servizio. Bisogna dire che l’incendio del data center di Almere non solo è riuscito a privare di dati il sistema cloud di IBM (sito “Amsterdam 03”) per quasi cinque giorni, ma che NorthC riuscì a riavviare tutti i suoi flussi con difficoltà solo dopo una settimana, il 13 maggio, dopo aver fatto tirare con urgenza più di un chilometro di cavi ad alta tensione, fatto arrivare sul luogo una ventina di generatori potenti, etc.

Quanto alle conseguenze pratiche, è dal 7 maggio mattina che la Camera di Commercio Olandese (KVK), il comune di Dronten e il servizio regionale di gestione delle acque (HDSR, responsabile di dighe, canali, etc.) hanno segnalato gravi malfunzionamenti informatici mentre l’Università di Utrecht ha dovuto chiudere la maggior parte dei suoi edifici dal giorno successivo al 12 maggio, annullando numerosi esami programmati sia da remoto che in presenza. Il taglio improvvisato dell’accesso ai contenuti dei suoi server in effetti ha bloccato il funzionamento dell’extranet, ma anche la gestione dei pass digitali posti all’ingresso di ogni edificio e laboratorio di ricerca.

Quanto alle aziende, è stata prima Brittany Ferries a indicare di essere stata privata del sistema di prenotazione online, seguita dalla compagnia di traghetti Rederij Doeksen, le cui scansioni automatiche del controllo dei biglietti smisero di funzionare, poi furono gli autisti di autobus e tram della regione di Utrecht ad annunciare di aver perso ogni contatto con il centro di controllo e coordinamento della loro compagnia di trasporto (Transdev). Allo stesso modo, diverse cliniche e studi medici hanno dichiatato di aver perso l’accesso ai dati e ai contatti dei loro pazienti, mentre l’Ufficio Statistico Olandese (Centraal Bureau voor de Statistiek, CBS) il 16 maggio ha confermato che i suoi database sulla popolazione e le attività del paese erano stati inaccessibili per diversi giorni.

Ad oggi sono passati due mesi e questo bell’incendio non ha certamente intaccato l’arroganza dei tecnici del dominio, ad esempio in termini di ridondanza del flusso, sia elettrico che di dati. Ma chissà se non si potrà alimentare l’immaginazione delle creature della notte, per esempio in termini di giganti dai piedi di argilla sia per il punto di partenza sia per le conseguenze delle fiamme di Almere?

[Riassunto della stampa olandese, 7-15 maggio 2026]

[Hochelaga, Canada] Rifiutando la Tech-Dystopia: crollata torre delle telecamere AI di GardaWorld a Hochelaga

da actforfree, 23.06.26

Circa un mese fa, senza alcun annuncio, una grande torre di telecamere è stata piazzata nel mezzo di Marche Maisonneuve, a Hochelaga.
La torre era un nuovo strumento di telecamere di sorveglianza AI sviluppate dalla compagnia locale nemica GardaWorld. Queste torri di controllo sono in fase di distribuzione in tutto il Nord America da parte delle migliaia di nuove compagnie di controllo ECAM.

Infuriati per l’avanzata continua delle tecnologie di sorveglianza nelle nostre vite e incoraggiati da un inverno pieno di attacchi di telecamere in città, abbiamo deciso di farci qualcosa.
Siamo andati una notte, abbiamo buttato già la torre e distrutto le telecamere. Siamo stati riempiti di gioia quando nello scoprire che altri sono arrivati prima di noi, in quello che era chiaramente un tentativo di bruciare la torre. ECAM si rivendica che, usando la tecnlogia AI, questa torre avvertirà le autorità di attività sospette prima che un crimine venga commesso. Chiaramente non sono riusciti a farlo abbastanza in fretta.

Da allora la torre è stata rimossa dalla piazza e dove un tempo sorgeva ora rimangono solo tracce di bruciatura sul cemento. E’ bello. L’unico rimorso è che la torre è stata tollerata per un intero mese. Speriamo che altri, mossi da spirito ribelle, non lascino in piedi nessuna di queste torri.

“Perché dietro ogni telecamera ci sono i ricchi e i potenti, che contano nella paira per mantenere la pace sociale necessaria per i loro profitti” – da “Why Destroy Cameras”, un poster visto in Hochelaga che ci ha ispirati.

CAMOVER

Inviato anonimamente a MTL Counter-info

[Ratisbona, Germania]: Doppio attacco incendiario contro la rete elettrica e l’industria dei microchip

Da Sans nom, 15.06.26

Ratisbona (Germania), 8 giugno 2026. Incendiati i cavi sotto il ponte che attraversa il Danubio e conduce alla centrale idroelettrica, la quale a sua volta alimenta il vicino stabilimento di semiconduttori.

La notte tra domenica e lunedì 8 giugno non è stata come le altre a Ratisbona, laboriosa città della Baviera situata a metà strada tra Monaco e Norimberga. Non perché i suoi abitanti non abbiano potuto dormire sonni tranquilli, ma perché il loro caro strumento di lavoro ha rischiato grosso. Quella notte, infatti, mentre gli onesti lavoratori ricaricavano il loro livello di servitù volontaria prima di tornare al triste lavoro, delle creature della notte hanno tentato di attaccare col fuoco la rete elettrica della città in due punti: da un lato, a sud, nel sobborgo di Pentling, agendo contro un traliccio elettrico situato vicino a un parco solare; dall’altro, a nord-ovest di Ratisbona, verso le quattro del mattino, incendiando i cavi che passano sotto un ponte sul Danubio e che sono collegati direttamente alla centrale idroelettrica della zona. Il costo stimato dei danni non è stato reso pubblico nel primo caso, dove il dispositivo sembra aver avuto scarso successo, mentre nel secondo caso è stato stimato in 30.000 euro.

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[Reutlingen, Germania]: Staccare la corrente allo stabilimento di semiconduttori «Bosch»

Da Sans nom, 11.06.26

Reutlingen (Germania), 8 giugno 2026. L’incendio intenzionale della sottostazione elettrica provoca il parziale arresto dello stabilimento di semiconduttori «Bosch».

Nella notte tra domenica e lunedì 8 giugno, intorno all’1:45, la sottostazione elettrica di Betzingen, situata a ovest di Reutlingen (città di circa 120.000 abitanti a quaranta chilometri da Stoccarda, in Baden-Württemberg), è stata oggetto di un atto di sabotaggio. È stata tagliata la recinzione e sono stati appiccati tre focolai d’incendio contro cavi e trasformatori ad alta e media tensione, gestiti congiuntamente dagli operatori Netze BW e FairNetz. Circa duecento pompieri sono stati inviati sul posto e hanno impiegato quasi cinque ore per spegnere gli incendi.

Decine di migliaia di persone sono rimaste immediatamente senza elettricità, un numero che è sceso a 7.500 nel corso della giornata di lunedì, prima che l’intera rete venisse ricollegata mercoledì 10 giugno. I danni sono stimati in diversi milioni di euro e i lavori di riparazione richiederanno diversi mesi. Ma la cosa più allarmante, per tutti i benpensanti che si sono riversati in un fiume di indignazione, è che un complesso industriale della Bosch, che impiega 10.000 persone e si trova proprio a Reutlingen e nel suo sobborgo di Kusterdingen, ha potuto riprendere le sue attività nocive solo molto più tardi e solo in alcuni settori (come la logistica), grazie a generatori di emergenza. Un complesso di stabilimenti sensibili all’interno dei quali gli schiavi salariati lavorano allo sviluppo e della produzione di semiconduttori e unità di controllo elettroniche…

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[Garching, Germania]: A proposito del campus high-tech e dell’incendio di due tralicci

Da Sans nom, 09.06.26

Garching (Germania), 25 maggio 2026. Incendio volontario dei cavi ad alta tensione di due tralicci, nell’area del campus tecnico-scientifico

Il 25 maggio scorso, intorno alle 3:50, si è verificato un incendio intenzionale contro due tralicci elettrici a Garching, nella periferia nord di Monaco di Baviera. «Gli elementi di cui disponiamo al momento indicano chiaramente che si è trattato di un atto di sabotaggio. Le nostre forze di sicurezza stanno conducendo le indagini a ritmo serrato», ha dichiarato il ministro dell’Interno regionale Joachim Herrmann (CSU). Nonostante l’incendio abbia causato solo un’interruzione di corrente della durata di 45 minuti*, si nota la riluttanza dei media a menzionare il luogo e il contesto dell’incidente. «Considerando l’obiettivo e le modalità dell’azione, si può supporre che si tratti di un atto di matrice politica», ha dichiarato la Procura generale che dirige le indagini. I media locali, tuttavia, non hanno detto nulla sui motivi per cui l’obiettivo colpito porta a questa conclusione. Per quanto riguarda i loro colleghi nazionali, hanno mantenuto il silenzio totale su quanto accaduto. Una breve ricerca su Internet permette di capire chiaramente perché lo Stato sia così sicuro che si sia trattato di un atto di sabotaggio.

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[Rousset (Bouches-du-Rhône), Francia]: Staccare la corrente alle fabbriche di microchip

Da Sans nom, 08.06.26

Aperta un’indagine dopo l’incendio di un trasformatore elettrico nella zona industriale di Rousset
La Provence, 5 giugno 2026 (estratto)

Nella notte tra lunedì 1° e martedì 2 giugno, un «atto doloso», secondo quanto riferito dal Comune, ha provocato l’incendio del trasformatore elettrico di potenza situato nella zona industriale di Rousset. Una rete metallica che circonda l’area in cui si trova il trasformatore è stata tagliata per consentire l’accesso al luogo, sempre secondo quanto riferito dal Comune. Questo atto vandalico ha causato un’interruzione di corrente che ha interessato tre aziende del settore [tra cui i produttori di semiconduttori STMicroelectronics e Microchip Technology, nonché i loro fornitori*]. Un trasformatore di potenza è un componente elettrico ad alta tensione, essenziale per il funzionamento delle reti elettriche. Non appena i fatti sono stati scoperti, la polizia municipale è intervenuta per raccogliere i primi elementi utili alle indagini.

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[Montréal, Canada]: Rifiutare la distopia di GardaWorld: sabotaggio di una torre di videosorveglianza con IA a Hochelaga

Da Montréal Contre-Information, 08.06.26

Per un mese intero, senza nessun preavviso, una torre di videosorveglianza è stata installata al centro della piazza del mercato Maisonneuve, situata nel quartiere di Hochelaga. Si trattava di una stazione di videosorveglianza ECAM, realizzata dalla nemica società quebecchese GardaWorld. L’azienda ha sviluppato questo nuovo strumento di videosorveglianza basato sull’intelligenza artificiale con l’obiettivo di implementare la sorveglianza di massa in Nord America. Già migliaia di ECAM hanno invaso il continente. Infuriati/e dalla sorveglianza sempre più presente nelle nostre vite quotidiane e incoraggiati/e dal movimento di distruzione delle telecamere che si è verificato durante l’inverno, abbiamo deciso di agire.

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[ATENE, GRECIA]: DISTRUTTA TELECAMERA AI

Da Act for freedom now!, 31.05.26

Ieri mattina (25/5) abbiamo notato che stavano installando una telecamera di sorveglianza fuori dal liceo locale.

Così, la sera stessa, non appena l’installazione è stata completata (non era ancora stata collegata alla rete elettrica), abbiamo deciso di passare all’azione.

Così abbiamo distrutto la telecamera, l’abbiamo imbrattata con vernice spray e abbiamo attaccato adesivi contro l’IA e la sorveglianza in generale. In una zona dove per anni non c’erano telecamere statali a sorvegliarci e quelle private esistenti erano posizionate in punti che non ci riguardavano, abbiamo pensato che fosse meglio lasciare le cose come stavano.

L’azione, come si vede nel video, è stata semplice e molto breve, quindi invitiamo altri gruppi e individui di tutti i quartieri a resistere alla diffusione dell’IA e dei dispositivi di sorveglianza.

SE NON HAI NULLA DA NASCONDERE ALLO STATO E ALLE AZIENDE, SEI GIÀ MORTO

BASTA CON IL CONTROLLO

Anarchici della zona di Acharnon, Atene

[Froges (Isère), Francia]: Rivendicazione di un attacco ai tralicci contro STM e Soitec: acqua e stelle, non chip e nucleare!

Da Indymedia Nantes, 05.06.26

All’inizio della settimana, abbiamo attaccato due tralicci delle linee ad alta tensione che alimentano la sottostazione elettrica di Froges, nel Grésivaudan. Questa sottostazione fornisce elettricità agli stabilimenti di semiconduttori STMicroelectronics e Soitec. Abbiamo segato le basi di questi tralicci, ma sono rimasti in piedi nonostante i nostri sforzi per farli cadere e causare un’interruzione di corrente.

RTE, queste linee devono essere messe fuori tensione subito!

Il nostro sabotaggio si inserisce in una lotta più ampia contro il sistema tecno-industriale. Cogliamo l’occasione per salutare i/le partecipanti al corteo in corso a Grenoble e far loro sapere che siamo in molti/e a opporci al loro mondo di microchip, alienazione e distruzione della vita.

Azione diretta!

Solidarietà!

Resistenza!

[Parigi, Francia]: Attacco contro i complici dell’ICE

Da Indymedia Nantes, 20.05.26

Tra l’8 e il 15 maggio abbiamo condotto diverse azioni a Parigi (graffiti, scritte con l’acido e vetri rotti) contro i complici dell’ICE: Capgemini, Palantir e Parrot Drones.

Dalla sua creazione nel 2003 per mano di George W. Bush, l’ICE (l’agenzia federale responsabile del controllo dell’immigrazione e delle dogane) terrorizza le persone immigrate negli Stati Uniti, braccandole nei luoghi di lavoro, per strada e a casa, sequestrandole, rinchiudendole, torturandole, uccidendole e deportandole in massa.

Con ogni nuovo governo, sia esso democratico o repubblicano, il budget e la gamma di strumenti a sua disposizione sono aumentati costantemente fino a raggiungere diverse decine di miliardi di dollari durante il secondo mandato di Trump. Solo nel 2025, l’ICE ha espulso oltre mezzo milione di persone dal territorio statunitense.

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[San Francisco, Stati Uniti]: Attacco con molotov contro la casa di Sam Altman, fondatore e capo di OpenAI

Da Switch Off!, 10.04.26

Articolo di Die Zeit del 18 aprile 2026

Bisogna distruggere le macchine?

Un uomo attacca la casa di Sam Altman e i taxi autonomi vanno in fiamme. La reazione contro l’IA diventa violenta e unisce persone che altrimenti non avrebbero nulla in comune.

Cosa fare quando il futuro appare minaccioso? Ci si dispera, si entra in politica o si fugge subito nella natura selvaggia? Un giovane negli Stati Uniti ha recentemente trovato una risposta diversa: dare fuoco a tutto. Venerdì scorso [10 aprile, NdT], nelle prime ore del mattino, ha lanciato una bottiglia molotov contro la casa di Sam Altman [a San Francisco, NdT], poi è fuggito a piedi ed è stato arrestato poche ore dopo con una tanica piena di cherosene davanti alla sede centrale di OpenAI. Secondo quanto riferito dall’FBI, con sé aveva un manifesto in cui si scagliava contro l’intelligenza artificiale.

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[Montréal, Canada]: Ci siamo dati oggi il nostro pane quotidiano: rifiutiamo il «Pane-opticon» di Mamie Clafoutis

Da Montréal Contre-Information, 02.05.26

Da invio anonimo a MTL Contre-info

In linea con tutti gli espropri del 1° maggio che ci hanno preceduto, questa mattina abbiamo fatto irruzione nel Mamie Clafoutis di rue Saint-Denis, riempiendo i nostri sacchi in aperta sfida allo sguardo invadente della sorveglianza e ai falsi dei del capitalismo.

In collaborazione con Leav, una start-up specializzata in tecnologie per il commercio al dettaglio, Mamie Clafoutis si vanta di essere «pioniera di una nuova era di negozi intelligenti automatizzati». Questo modello è simile a quello di Amazon Go e ha già contagiato altre città, oltre a essere salutato dai media come una nuova innovazione. Registrandosi tramite il riconoscimento facciale sulla loro app, si può ottenere il “privilegio” di acquistare il pane 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nelle loro panetterie automatizzate e senza cassa.

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[Le Vigen, Haute-Vienne, Francia]: La guerra non è un evento accidentale

Da Indymedia Nantes, 8.05.26

Giovedì 7 maggio, all’alba, un ripetitore dell’operatore Bouygues e un trasformatore TDF per la radio digitale che trasmetteva BFM sono andati a fuoco a sud di Limoges, nella località denominata “la croix de l’arbre”.

Questa infrastruttura mediatica e di telecomunicazione è stata presa di mira perché fa parte integrante dell’industria militare e del digitale imposto in ogni aspetto delle nostre vite.

Per Bouygues, le guerre in corso sono un’opportunità di guadagno come un’altra. Attraverso una delle sue società, INEO Defense, garantisce l’infrastruttura di comunicazione dell’esercito francese. Quanto a BFM o RMC, le loro reti contribuiscono a renderci spettatori dei massacri in Palestina, in Libano e altrove.

La guerra inizia con la pacificazione sociale e la nostra assuefazione alla narrazione egemonica diffusa dai media. Non ci soffermeremo a presentare BFM, ben nota per essere uno dei portavoce reazionari degli interessi industriali. Le loro narrazioni ci abituano anche alla nostra impotenza e definiscono al posto nostro quale sia il nemico da combattere, sia esso interno o esterno. Rifiutiamo lo sforzo bellico che vuole farci accettare l’austerità sociale come fosse una fatalità.

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[DANIMARCA ]: CHIAMATA ALL’AZIONE CONTRO LA FIERA INTERNAZIONALE DEL DRONE IN DANIMARCA, AD ODENSE!

Da Duk Dig, 27.04.26

Il 3 e 4 giugno 2026 all’aeroporto Hans Christian Andersen, i cosiddetti “attori globali” e le startup locali si incontreranno per mettere in mostra i loro ultimi giocattoli mortali.

Queste persone che “fanno solo il loro lavoro” stanno realizzando macchine basate su “tecnologie dual use”. Questa tecnologia ti rende dipendente dal suo utilizzo nella vita quotidiana, ma può anche distruggere quella stessa vita a discrezione di chi la controlla. Possono provare a far finta di tenere un incontro confortevole nel cuore della Fortezza Europa, ma siamo in tanti a vivere all’interno delle mura e a prendere di mira le torri di guardia!

I droni non sono giocattoli, sono proprio le macchine che terrorizzano e uccidono innumerevoli persone nelle guerre imperiali che affliggono i nostri tempi. Le persone che hanno vissuto sotto la presenza dei droni diventano caute e addirittura spaventate dai cieli azzurri e limpidi, le condizioni perfette per gli attacchi dei droni. I droni volano attraverso la Palestina occupata trasportando armamenti assistiti dall’IA mentre riproducono suoni di bambini che piangono, solo per sparare ai soccorritori in arrivo. Lo stesso data center che fornisce fidanzate virtuali e pornografia deepfake può fornire informazioni critiche a militari lontani. Le nostre gioie e paure umane più semplici diventano campi di battaglia.

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ELECTRIC FUNERAL – Un’analisi approfondita dei circuiti della megamacchina

Da Green Anarchy, n°15 Inverno 2004

In un mondo dominato da un’unica superpotenza, esiste un solo obiettivo privilegiato per chi non è soddisfatto dello status quo. Le infrastrutture critiche costituiscono la categoria di obiettivi più importante all’interno di tale obiettivo privilegiato, e l’infrastruttura elettrica è senza dubbio la più vulnerabile tra le infrastrutture critiche.

Tenente colonnello Bill Flynt, Ufficio per la Sicurezza Interna

Siamo nel 2004 e il pianeta è sotto l’assalto di una megamacchina sterminatrice che segue la propria logica tecnologica di autoannientamento. Questa struttura di potere ormai monolitica, con la sua vasta rete di maglie amministrative e reti militari, è l’inconscio suicida della storia patriarcale che si avvia verso l’Armageddon: il finale fiammeggiante e intriso di sangue del patologico istinto di morte della civiltà. Due mondi, in netto contrasto tra loro, sono entrati in violenta collisione: le acque correnti della vita libera e i pozzi stagnanti e avvelenati della civiltà tecno-industriale.

Una tempesta si sta addensando e, dal rantolo di morte della nostra epoca, sta sorgendo un’ondata di nuova vita: nuovi movimenti di resistenza antiautoritaria che stanno prendendo coscienza dell’orrore e della disperazione della nostra condizione, movimenti pronti a lanciarsi in una guerra aperta contro il sistema tecno-industriale e la sua traiettoria omnicida. Questi nuovi movimenti – nati da una speranza di liberazione nell’ora più buia della nostra Terra – hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo e si sono opposti al sistema con una ferocia che non si vedeva in questo paese da decenni.

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AI MIGLIORI MANCA OGNI CONVINZIONE

Da Warrior Up, 08.05.25

Pur non condividendo alcune affermazioni e posizioni, pubblichiamo questo estratto del nr. 3 della rivista anti-tech Garden come contributo al dibattito sulle azioni contro le infrastrutture.

* Il titolo è una citazione della poesia “The second coming” di W.B. Yeats, che nella rivista precede l’articolo qui tradotto.


Alla fine di questo numero [non in questa traduzione, NdT], i lettori troveranno un elenco delle sottostazioni elettriche più critiche degli Stati Uniti. Queste informazioni sono state ottenute con mezzi legali a disposizione di chiunque disponga di una connessione Internet e del tempo necessario per mettere insieme i vari pezzi. Gli strumenti utilizzati a tale scopo saranno indicati alla fine dell’elenco, così che chiunque possa verificarne o incrociarne le informazioni. Anzi, lo incoraggiamo vivamente.


Siamo certi che l’elenco sia accurato e affidabile.
Se queste sottostazioni venissero danneggiate e i trasformatori dell’alta tensione venissero distrutti, la maggior parte, se non tutto il Paese, verrebbe immerso in un blackout caotico della durata di almeno dodici mesi. Crediamo che questo segnerebbe l’inizio di una vera rivoluzione anti-tecnologica. Crediamo che questa rivoluzione sia possibile. Crediamo che sia necessaria. Crediamo che sia l’unica lotta che conti.

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MEGA PROGETTO “TRANSIZIONE ENERGETICA”: INDIVIDUARE I PUNTI DEBOLI

Da Antisistema, numero 2, primavera 2024

+++ Sabotaggio: diversi fori praticati nel gasdotto LNG appena completato a Brunsbüttel +++ Camion bruciato nella miniera di Welzow +++ In fiamme un cementificio a Berlino, i dipendenti sono temporaneamente esonerati dal lavoro+++ Decine di persone sabotano la cava di ghiaia a Langen vicino a Francoforte +++ Un incendio vicino a Monaco distrugge una cava di ghiaia insieme a un hangar, un edificio adiacente e diversi nastri trasportatori +++

Sembra che gli atti di sabotaggio nella lotta contro la distruzione della natura si stiano diffondendo. Per lo meno, sempre più ambienti discutono apertamente se le vecchie forme di protesta non abbiano ormai fatto il loro tempo, dato che sono chiaramente inefficaci e portano solo a processi e sanzioni. In un numero sempre maggiore di dibattiti si percepisce un tono di urgenza e chi si stupisce se, data l’impossibilità di cambiare il corso catastrofico degli eventi, sempre più persone ricorrono a mezzi più coerenti? Mentre la stragrande maggioranza dei gruppi ambientalisti e climatici sta lavorando per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e quindi fare pressione sui politici, con mezzi legali o illegali, la gravità della situazione attuale ha portato molti a considerare un’altra opzione: il sabotaggio, l’idea di interrompere il corso degli eventi e causare destabilizzazioni. È chiaro e ovvio chi sia responsabile della continua distruzione del pianeta, chi ne tragga profitto e chi renda la vita sempre più impossibile a tutti gli esseri viventi su questo pianeta: in primo luogo l’industria dei combustibili fossili, le compagnie petrolifere e plastiche, le aziende militari, i produttori farmaceutici e di fertilizzanti, le industrie chimiche, del cemento e dell’acciaio e gli operatori minerari. Responsabilità chiare, ostilità chiare. Vogliamo fare appello a questi attori, influenzare la loro coscienza, richiamare simbolicamente l’attenzione sul loro ruolo? Oppure sabotare la loro attività per porre fine alle loro azioni? Queste sono domande fondamentali che devono essere poste e affrontate nelle lotte, perché da un lato sono il punto di partenza per decidere come vogliamo agire (quantitativamente o qualitativamente?) e dall’altro indicano come vogliamo affrontare le forze autoritarie in generale (cooperare con chi detiene il potere e il suo apparato, compresi polizia e stampa, o affrontarli su tutti i livelli?).

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Le navi posacavi: imbarcazioni fondamentali per la rete Internet

Da Trognon, 21.12.25

Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks.

Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato “Internet, un gigante molto vulnerabile” [Internet, un géant très vulnérable]. Il documentario adotta un approccio piuttosto poco critico e la domanda latente è soprattutto quella relativa al miglioramento della resilienza delle reti Internet. Tuttavia, permette di vedere l’interno di diverse infrastrutture strategiche, come i data center. Si parla anche molto dei cavi in fibra ottica sottomarini, un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento di Internet e per lo scambio di informazioni in tutto il mondo.

I cavi sottomarini: una sfida strategica

Questi cavi sono spesso descritti come un punto debole della rete. Si trovano sul fondo del mare, dove vengono posizionati da navi posacavi, e possono subire danni a causa di diverse cose: tempeste (possono essere spostati dalle correnti o risalire in superficie), incidenti di pesca (le reti dei pescherecci possono danneggiarli) o veri e propri atti di sabotaggio (per esempio, le navi della flotta segreta russa lascerebbero volontariamente trascinare le loro ancore per tagliare i cavi “nemici”). Questi cavi risalgono verso le coste, dove si trovano stazioni di atterraggio che li collegano alla rete elettrica o in fibra ottica terrestre.

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