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[Rousset (Bouches-du-Rhône), Francia]: Staccare la corrente alle fabbriche di microchip

Da Sans nom, 08.06.26

Aperta un’indagine dopo l’incendio di un trasformatore elettrico nella zona industriale di Rousset
La Provence, 5 giugno 2026 (estratto)

Nella notte tra lunedì 1° e martedì 2 giugno, un «atto doloso», secondo quanto riferito dal Comune, ha provocato l’incendio del trasformatore elettrico di potenza situato nella zona industriale di Rousset. Una rete metallica che circonda l’area in cui si trova il trasformatore è stata tagliata per consentire l’accesso al luogo, sempre secondo quanto riferito dal Comune. Questo atto vandalico ha causato un’interruzione di corrente che ha interessato tre aziende del settore [tra cui i produttori di semiconduttori STMicroelectronics e Microchip Technology, nonché i loro fornitori*]. Un trasformatore di potenza è un componente elettrico ad alta tensione, essenziale per il funzionamento delle reti elettriche. Non appena i fatti sono stati scoperti, la polizia municipale è intervenuta per raccogliere i primi elementi utili alle indagini.

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[Froges (Isère), Francia]: Rivendicazione di un attacco ai tralicci contro STM e Soitec: acqua e stelle, non chip e nucleare!

Da Indymedia Nantes, 05.06.26

All’inizio della settimana, abbiamo attaccato due tralicci delle linee ad alta tensione che alimentano la sottostazione elettrica di Froges, nel Grésivaudan. Questa sottostazione fornisce elettricità agli stabilimenti di semiconduttori STMicroelectronics e Soitec. Abbiamo segato le basi di questi tralicci, ma sono rimasti in piedi nonostante i nostri sforzi per farli cadere e causare un’interruzione di corrente.

RTE, queste linee devono essere messe fuori tensione subito!

Il nostro sabotaggio si inserisce in una lotta più ampia contro il sistema tecno-industriale. Cogliamo l’occasione per salutare i/le partecipanti al corteo in corso a Grenoble e far loro sapere che siamo in molti/e a opporci al loro mondo di microchip, alienazione e distruzione della vita.

Azione diretta!

Solidarietà!

Resistenza!

MEGA PROGETTO “TRANSIZIONE ENERGETICA”: INDIVIDUARE I PUNTI DEBOLI

Da Antisistema, numero 2, primavera 2024

+++ Sabotaggio: diversi fori praticati nel gasdotto LNG appena completato a Brunsbüttel +++ Camion bruciato nella miniera di Welzow +++ In fiamme un cementificio a Berlino, i dipendenti sono temporaneamente esonerati dal lavoro+++ Decine di persone sabotano la cava di ghiaia a Langen vicino a Francoforte +++ Un incendio vicino a Monaco distrugge una cava di ghiaia insieme a un hangar, un edificio adiacente e diversi nastri trasportatori +++

Sembra che gli atti di sabotaggio nella lotta contro la distruzione della natura si stiano diffondendo. Per lo meno, sempre più ambienti discutono apertamente se le vecchie forme di protesta non abbiano ormai fatto il loro tempo, dato che sono chiaramente inefficaci e portano solo a processi e sanzioni. In un numero sempre maggiore di dibattiti si percepisce un tono di urgenza e chi si stupisce se, data l’impossibilità di cambiare il corso catastrofico degli eventi, sempre più persone ricorrono a mezzi più coerenti? Mentre la stragrande maggioranza dei gruppi ambientalisti e climatici sta lavorando per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e quindi fare pressione sui politici, con mezzi legali o illegali, la gravità della situazione attuale ha portato molti a considerare un’altra opzione: il sabotaggio, l’idea di interrompere il corso degli eventi e causare destabilizzazioni. È chiaro e ovvio chi sia responsabile della continua distruzione del pianeta, chi ne tragga profitto e chi renda la vita sempre più impossibile a tutti gli esseri viventi su questo pianeta: in primo luogo l’industria dei combustibili fossili, le compagnie petrolifere e plastiche, le aziende militari, i produttori farmaceutici e di fertilizzanti, le industrie chimiche, del cemento e dell’acciaio e gli operatori minerari. Responsabilità chiare, ostilità chiare. Vogliamo fare appello a questi attori, influenzare la loro coscienza, richiamare simbolicamente l’attenzione sul loro ruolo? Oppure sabotare la loro attività per porre fine alle loro azioni? Queste sono domande fondamentali che devono essere poste e affrontate nelle lotte, perché da un lato sono il punto di partenza per decidere come vogliamo agire (quantitativamente o qualitativamente?) e dall’altro indicano come vogliamo affrontare le forze autoritarie in generale (cooperare con chi detiene il potere e il suo apparato, compresi polizia e stampa, o affrontarli su tutti i livelli?).

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