Archivi categoria: Guerra alla guerra

[Lipsia, Germania] L’infrastruttura nel mirino: l’Amministrazione Immobiliare ed Edilizia della Sassonia privata del proprio parco veicoli

da knak.news, 13 luglio 2026

Non tutti si sono fermati nella stagione estiva. Mentre il mondo intero segue i mondiali di calcio, subisce le consequenze del cambiamento climatico a bordo di un lago o assiste alla morte di 5’000 tedeschi a causa di colpi di calore negli appartamenti non climatizzati, la CDU [Christlich Demokratische Union – Unione Democratica Cristiana, NdT] in collaborazione con la SPD [Sozialdemokratische Partei Deutschlands – Partito Socialdemoctatico Tedesco] e la BSW [Bündnis Sahra Wagenknecht – Alleanza Sahra Wagenknecht] ha messo in pista un nuovo progetto globale di legge sulla polizia.
Questo non si dovrebbe poter fare di nascosto.
Come già riportato dalla stampa, nella notte tra venerdì e sabato due auto sono state distrutte da un incendio e un’altra è rimasta danneggiata.


L’attacco era diretto contro l’Amministrazione immobiliare ed edilizia della Sassonia, situata nel quartiere Südvorstadt.
Due anni fa questa ha reso possibile, con milioni di euro, il rinnovamento della stazione di polizia di Eisenbahnstraße.
Con il nostro fuoco vogliamo rendergli più difficile di ottenere nuovi finanziamenti e, magari, di costruire nuove stazioni di polizia. Vogliamo mostrare che nessuna legge sulla polizia in questa Repubblica Federale ci impedirà di mettere le loro strutture nel mirino affinché questo Stato sia ridotto in ceneri fino alle sue fondamenta.

I nuovi poteri della polizia

Dopo che la legge sulla polizia del 2020, contro la quale c’era ancora stata molta opposizione (o piuttosto campagne di protesta), è stata criticata dalla Corte Costituzionale, gli amici del progetto di smantellamento dello Stato sociale e della difesa dell’ordine pubblico hanno approfittato dell’obbligo di modificare certe parti della legge per apportare aggiunte importanti.
Una delle nuove dispozioni è la sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte.

«In questo modo la polizia può intercettare delle comunicazioni in corso, la dove queste sono ancora leggibili: su uno smartphone o un computer, prima che un messaggio sia cifrato o dopo esser stato decifrato. Questo riguarda per esempio le applicazioni di messaggistica cifrate end-to-end. Questo è previsto per la difesa contro dei pericoli particolarmente gravi, per esempio in caso di crimini di natura terrorista o di minacce contro dei beni particolarmente importanti.» (1)

Come sappiamo, la definizione tipicamente sassone di reati terroristici è la partecipazione a manifestazioni, il lancio di pietre contro case disabitate e l’autodifesa contro i nazisti.
Vengono inolte introdotte nuove norme relative all’analisi automatizzata dei dati, nonché le basi giuridiche per sistemi informatici capaci di apprendere.

«Con l’analisi video intelligente, dei programmi possono analizzare automaticamente le registrazioni provenienti da zone già legalmente sorvegliate. Si intendono individuare, ad esempio, armi, coltelli, oggetti pericolosi, risse o modelli di movimento sospetti.»

A dove porta questo tipo di indagine lo si può vedere negli Stati Uniti, dove gli strumenti di intelligenza artificiale agiscono in modo apertamente razzista e attribuiscono regolarmente armi alle persone di colore. Se a ciò si aggiunge la sorveglianza costante da parte della stazione di polizia di Eisenbahnstraße, nel centro città e in parte a Grünau, si può intuire un nuovo livello di terrore poliziesco.

«Inoltre, sarà consentito un confronto biometrico, in casi specifici, con dati disponibili pubblicamente su Internet. Ciò consentirebbe, in casi concreti, di confrontare immagini o altre caratteristiche biometriche con informazioni liberamente accessibili in rete. La norma mira a impedire che le persone ricercate possano avvalersi dell’anonimato di Internet. Proprio questa facoltà, tuttavia, è tra gli aspetti più controversi della riforma. In futuro, inoltre, la polizia potrà registrare le targhe in modo nascosto e automatizzato a determinate condizioni. Ciò dovrebbe aiutare, ad esempio, a rintracciare veicoli rubati o veicoli utilizzati da gruppi di criminali itineranti. Ulteriori disposizioni riguardano i droni. La polizia ottiene una base giuridica esplicita per impiegare i propri droni, ad esempio nelle ricerche di persone scomparse o per l’esplorazione di situazioni operative pericolose.»

Non occorre dare sfogo alla fantasia per capire chi si intenda in questa legge con “persone ricercate”, “gruppi di criminali in viaggio” o “situazioni operative pericolose” – di certo non quelle strutture naziste che, all’ombra dell’AfD, si preparano al Giorno X.

Lo Stato aumenta la pressione

Constatiamo quindi che la pressione repressiva continua ad aumentare. Contrariamente all’opinione un tempo molto diffusa, questa escalation di persecuzioni non è affatto una reazione a una recrudescenza delle attività dell’estrema sinistra. Né la paralisi generale né il nostro sostegno disperato e totalizzante ai nostri prigionieri hanno finora indotto lo Stato a cessare i suoi attacchi contro di noi. Persino lx compagnx di Antifa-Ost già condannati vengono tenutx in detenzione coercitiva con delle pene supplementari, sebbene non abbiano attirato particolare attenzione, né con grandi dichiarazioni di guerra né con una forte resistenza contro la giustizia politica. Sembra quasi che la pressione a colpire il nostro movimento con ogni mezzo sia legata più alle condizioni e alla logica interna del potere statale. Essi bramano vendetta per ogni azione compiuta che siamo riuscitx a portare a termine senza che se ne accorgessero – azioni che hanno infranto la loro immagine di onnipotenza. Questo desiderio di vendetta non scompare, anche se ci facciamo piccolx e cerchiamo di apparire il più innocux possibile. Anche se a prima vista può non sembrare intuitivo, per come funziona la repressione è necessario – soprattutto in tempi di paura – non interrompere la nostra lotta militante, ma intensificarla in ogni forma ancora possibile. Più ci rifiutiamo di nasconderci e più diamo il buon esempio, più svilupperemo fiducia in noi stessx e nella nostra capacità di agire. Nei prossimi anni ne avremo più che bisogno.

Lipsia luogo di produzione di armi – Target that exist everywhere

Sul proprio sito, l’Ente sassone per la gestione immobiliare ed edilizia descrive i propri compiti come segue: «L’ente statale prende in carico i compiti di gestione di progetti per conto dello Stato Libero di Sassonia. Tra questi rientrano la definizione e il controllo degli obiettivi primari del committente in termini di qualità, quantità, costi e scadenze. Per gli interventi edilizi dello Stato federale e di terzi, l’ente assume la direzione dei progetti. Vengono elaborate analisi tecniche del sito e realizzati gli interventi edilizi»
Tra questi figurano progetti come la centrale di polizia a Eisenbahnstraße, apertamente razzista e sprezzante nei confronti dei poveri, ma anche i progetti previsti per il polo dell’industria degli armamenti di Lipsia. Quest’ultimo dovrebbe rilanciare l’economia locale nei prossimi anni con i fondi destinati al riarmo rubati ai lavoratori e alle lavoratrici.
Come la stampa ha giustamente rilevato, quest’anno alcunx compagnx che condividono la stessa critica hanno dato fuoco a diverse auto del Comune di Lipsia a titolo di avvertimento (2). Ci opponiamo con la stessa fermezza all’insediamento di ulteriori aziende belliche omicide, così come ci siamo oppostx con questa azione alla nuova legge sulla polizia. Se porterete avanti questi piani, ci uniremo allx nostrx compagnx e, all’insegna del motto «Targets that exist everywhere» (3), prenderemo di mira le vostre strutture vulnerabili sparse per la città. Fiamma dopo fiamma e nonostante ogni misura repressiva destinata a fallire.

Abbasso lo Stato!

Direkte-Aktionszelle
[Cellula di azione diretta]

(1) https://www.diesachsen.de/politik/polizeigesetz-sachsen-was-polizei-jetzt-bei-whatsapp-ki-kameras-und-drohnen-dar-3152093

(2) https://www.mdr.de/nachrichten/sachsen/leipzig/leipzig-leipzig-land/elektroauto-sib-,brand-anschlag-polizei-100.html

(3) https://tension.noblogs.org/files/2021/11/FINALTARGETS-1-booklet.pdf

[Meylan, Francia] Incendio della cabina di fibra ottica di Dassault

Da Indymedia Nantes, 19.06.26

Nella notte tra il 18 e il 19 giugno, la cabina di fibra ottica situata al 18 di chemin de Malacher, a Meylan, è stata incendiata. Il contenuto della cabina è interamente bruciato a causa di un mezzo litro di benzina. A questo indirizzo, la palazzina “Le Signal” ospita i locali di diverse imprese informatiche, tra cui Dassault Systèmes.

Questa impresa sviluppa dei software di progettazione 3D per la fabbricazione e la costruzione in tutti i campi, comprese l’aeronautica e l’armamento. Dassault Systèmes possiede degli uffici in Israele e a Ra’anana, città costruita sulle rovine del villaggio palestinese di Tabsur. Numerose imprese di armi israeliane utilizzano software venduti da Dassault Systèmes.
Fa parte del gruppo Dassault, che fabbrica aerei militari e li vende a numerosi paesi imperialisti come Stati Uniti e Israele. Dassault Aviation mantiene molte partnership con le imprese israeliane Elbit e IAI per la fabbricazione di aerei Rafale. Quindi ogni aereo venduto rappresenterà dei benefici per l’idustria di armi istraeliana. Allo stesso tempo il gruppo Dassault è il principale azionista privato di Thales, che è fortemente implicata nel commercio di armi con Israele.

Noi volevamo compiere questo attacco mente aveva luogo il salone di guerra Eurosatory. Questa esposizione avviene ogni due anni a Villepinte e le armate e le imprese di numerosi paesi si vantano della superiorità del loro equipaggiamento e delle loro macchine da guerra.

Solidarietà con gli anarchici italiani Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro e Tony dopo l’operazione del 16 giugno e la loro incarcerazione.
No all’estradizione di Gino e Zaid verso la Germania. Free All Antifas!

[Marsiglia, Francia] : Fuoco contro la fabbrica di armi Eurolinks

Da Indymedia Lille, 05.06.26

Abbiamo dato fuoco all’impianto elettrico della Eurolinks.

Per bloccare per diverse settimane questa fabbrica di morte che produce a Marsiglia materiale bellico venduto all’esercito israeliano, responsabile del genocidio in Palestina.

Per mostrare la nostra solidarietà a chi subisce le guerre in Libano, in Iran, in Palestina e altrove.

Per far sì che le aziende francesi produttrici di armi smettano di trarre profitto dalla morte e dal colonialismo.

Per unirci alle resistenze di tutto il mondo nella lotta contro il militarismo e l’autoritarismo.

4 giugno 2026

[Rotterdam, Paesi Bassi]: Contro la loro guerra. Contro il silenzio: sabotaggio

Da Act for freedom now!, 31.05.26

Tra febbraio e aprile 2026, i cavi situati accanto alla linea ferroviaria di Kralingse Bos, nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, sono stati incendiati due volte.

Dato che i media non hanno riportato questi sabotaggi, abbiamo deciso di diffondere queste informazioni nella speranza che altri possano trarre ispirazione da queste azioni. Sono già state scritte troppe parole sul genocidio in corso, sulla guerra, sul militarismo e sulla devastazione del pianeta.

Le merci che rendono possibili la guerra, il genocidio e l’ecocidio transitano attraverso questo porto. È responsabilità di tutti noi porre fine a tutto questo.

Con rabbia contro coloro che portano morte e devastazione. E con amore per la vita e per chi cammina dolcemente su questa terra.

[Trento, Italia]: Sabotato distributore ENI in occasione dello sciopero generale

Da Il Rovescio, 30.05.26

Riceviamo da email anonima e diffondiamo:

La notte fra giovedì 28 e venerdì 29 maggio è stato sabotato e messo fuori uso un distributore ENI a Trento. Nonostante la scelta di colpire ENI non sia casuale, viste le innumerevoli imprese del cane a sei zampe in Africa e, ultimamente, anche a largo di Gaza, la scelta di colpire un distributore di benzina riguarda anche il sempre più crescente carovita, che strozza i proletari e rende sempre più difficile arrivare a fine mese. Sappiamo bene chi si arricchisce sulle spalle dei proletari con l’aumento dei carburanti, con la loro tassazione, con l’aumento generalizzato dei prezzi, e contro di loro é rivolta questa piccola azione, che si inserisce nel contesto dello sciopero generale del 29 maggio. Contro guerra e carovita, non ci resta che il sabotaggio.

[Le Vigen, Haute-Vienne, Francia]: La guerra non è un evento accidentale

Da Indymedia Nantes, 8.05.26

Giovedì 7 maggio, all’alba, un ripetitore dell’operatore Bouygues e un trasformatore TDF per la radio digitale che trasmetteva BFM sono andati a fuoco a sud di Limoges, nella località denominata “la croix de l’arbre”.

Questa infrastruttura mediatica e di telecomunicazione è stata presa di mira perché fa parte integrante dell’industria militare e del digitale imposto in ogni aspetto delle nostre vite.

Per Bouygues, le guerre in corso sono un’opportunità di guadagno come un’altra. Attraverso una delle sue società, INEO Defense, garantisce l’infrastruttura di comunicazione dell’esercito francese. Quanto a BFM o RMC, le loro reti contribuiscono a renderci spettatori dei massacri in Palestina, in Libano e altrove.

La guerra inizia con la pacificazione sociale e la nostra assuefazione alla narrazione egemonica diffusa dai media. Non ci soffermeremo a presentare BFM, ben nota per essere uno dei portavoce reazionari degli interessi industriali. Le loro narrazioni ci abituano anche alla nostra impotenza e definiscono al posto nostro quale sia il nemico da combattere, sia esso interno o esterno. Rifiutiamo lo sforzo bellico che vuole farci accettare l’austerità sociale come fosse una fatalità.

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[hannover, germania]: Spaccate le vetrate dell’azienda Viscom AG, produttrice di tecnologie d’ispezione elettronica per l’industria della sicurezza e della difesa

Da La Nemesi, 28.04.26

All’edizione di quest’anno della Fiera di Hannover è presente una “Defense Production Area” in cui, oltre alle aziende tradizionali del settore della difesa, partecipano anche i fornitori.
Viscom è presente in questa area con le sue “soluzioni di ispezione per l’industria della sicurezza e della difesa”. Nella loro presentazione, spiegano come i loro sistemi di ispezione basati sull’intelligenza artificiale “creino una trasparenza completa, dall’approvvigionamento delle materie prime all’assemblaggio, fino alla logistica e alla consegna”.
L’azienda di Hannover-Badenstedt, che gestisce filiali in tutto il mondo, è cresciuta in realtà con le apparecchiature a raggi X. Nel frattempo, però, ha fatto il suo ingresso anche nel settore degli armamenti, diventando così un bersaglio.
La prospettiva di profitti garantiti dallo Stato in misura quasi infinita e di una maggiore accettazione sociale spinge aziende di ogni sorta a saltare sul treno della militarizzazione. Ma che si tratti di armamenti nazionali o di denaro a tutti i costi: prima o poi ne pagherete le conseguenze! Non siamo disposti ad accettare passivamente la vostra visione di un futuro militarizzato ad alta tecnologia. Per questo ieri notte abbiamo deciso di rompere le vetrine di chi trae profitto dalla guerra e dallo sfruttamento, in questo caso Viscom, e di lasciare un messaggio di riflessione per il personale. “LA GUERRA INIZIA QUI” è ora scritto sulla vostra facciata. Pensateci su.

Nessun esercito! Nessuno Stato! Nessun apparato militare!

[DANIMARCA ]: CHIAMATA ALL’AZIONE CONTRO LA FIERA INTERNAZIONALE DEL DRONE IN DANIMARCA, AD ODENSE!

Da Duk Dig, 27.04.26

Il 3 e 4 giugno 2026 all’aeroporto Hans Christian Andersen, i cosiddetti “attori globali” e le startup locali si incontreranno per mettere in mostra i loro ultimi giocattoli mortali.

Queste persone che “fanno solo il loro lavoro” stanno realizzando macchine basate su “tecnologie dual use”. Questa tecnologia ti rende dipendente dal suo utilizzo nella vita quotidiana, ma può anche distruggere quella stessa vita a discrezione di chi la controlla. Possono provare a far finta di tenere un incontro confortevole nel cuore della Fortezza Europa, ma siamo in tanti a vivere all’interno delle mura e a prendere di mira le torri di guardia!

I droni non sono giocattoli, sono proprio le macchine che terrorizzano e uccidono innumerevoli persone nelle guerre imperiali che affliggono i nostri tempi. Le persone che hanno vissuto sotto la presenza dei droni diventano caute e addirittura spaventate dai cieli azzurri e limpidi, le condizioni perfette per gli attacchi dei droni. I droni volano attraverso la Palestina occupata trasportando armamenti assistiti dall’IA mentre riproducono suoni di bambini che piangono, solo per sparare ai soccorritori in arrivo. Lo stesso data center che fornisce fidanzate virtuali e pornografia deepfake può fornire informazioni critiche a militari lontani. Le nostre gioie e paure umane più semplici diventano campi di battaglia.

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Made in Italy per l’industria del genocidio: dossier dei Giovani Palestinesi sul commercio energetico e militare tra Italia e Israele

Da Il Rovescio, 21.04.26

Segnaliamo questo interessante dossier sulle ditte italiane (suddivise per regione) che collaborano attivamente col genocidio in Palestina, affinché se ne faccia buon uso. Di seguito un estratto dalle conclusioni.


[…] Sulla base dei dati, emerge chiaramente che il commercio militare con Israele è rimasto attivo, strutturato e politicamente protetto. Dall’ottobre 2023, almeno 416 spedizioni legate all’ambito militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante originarie dell’Italia sono state inviate a Israele. Questi trasferimenti includevano spedizioni dirette legate allo Stato, avionica specializzata per aerei da combattimento, componenti per droni e sistemi di guerra elettronica, armi, sistemi idraulici e il carburante necessario a sostenere la mobilità e le operazioni militari. Non si tratta di casi isolati, ma di anelli di una catena di approvvigionamento continua e strutturata.
Le prove presentate dimostrano almeno due elementi. In primo luogo, il governo italiano ha raggirato l’opinione pubblica, rifiutando al contempo di chiarire le modalità con cui venivano condotte queste valutazioni “caso per caso”. In secondo luogo, l’Italia non è estranea all’industria genocidaria di Israele. Imprese italiane, enti legati allo Stato, porti, aeroporti, vettori logistici e infrastrutture energetiche hanno contribuito a sostenerla.

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SVILUPPARE UNA CAPACITÀ INCISIVA, RENDERE LE AZIONI EFFICACI

Da Abolition media, 04.03.2024

Un recente testo1 che delinea un percorso per lo sviluppo di capacità d’azione conclude che anche lo “studio delle vulnerabilità del dominio” richiede attenzione. Se esiste una capacità di distruzione, allora sorge spontanea la domanda su come indirizzarla in modo che colpisca dove fa più male. Immaginiamo cosa potrebbe comportare un approccio di questo tipo rivolgendo lo sguardo a un pilastro centrale del potere globale e della controinsurrezione: l’“industria della difesa” statunitense.

Gli anarchici e gli altri ribelli presenti negli Stati Uniti si trovano in una posizione privilegiata per colpire la macchina da guerra nordamericana: gli anni ’60 sono stati segnati da un prolungato sconvolgimento sociale, guidato principalmente da questo obiettivo, e negli anni successivi gli anarchici hanno occasionalmente superato la semplice opposizione alla guerra, arrivando ad attaccarla. L’attuale genocidio in Palestina ha acuito le tensioni sociali contro il militarismo statunitense, ma le azioni degli anarchici, al momento, hanno avuto un impatto limitato sui loro obiettivi e non hanno contribuito in modo significativo a far sì che il militarismo entrasse nell’immaginario popolare come qualcosa che può essere attaccato. Cosa potrebbe consentire agli anarchici di sferrare attacchi più significativi e di affinare una qualità d’azione che vada oltre il simbolico? A questo proposito, merita di essere discussa la proposta avanzata da “Frammenti per una lotta insurrezionale contro il militarismo e il mondo che ne ha bisogno”2: concentrarsi su attacchi ben ideati che prendano di mira i punti deboli della produzione e delle infrastrutture belliche.

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[Bourges, Francia]: Attacchi incendiari coordinati contro la rete elettrica del distretto militare

Da Attaque, 07.04.26

Aggiornamento dell’8 aprile: è uscita la rivendicazione (a seguire, estratti degli articoli della stampa di regime)


Di fronte alle guerre tra Stati: insubordinazione e sabotaggio!

da Indymedia Lille, 08.04.26

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, abbiamo sabotato la rete elettrica che alimenta la “roccaforte della difesa terrestre nazionale” di Bourges e dintorni, dove scuole militari, la Direzione Generale dell’Armamento Tecnico Terrestre e centri di formazione tecnica convivono con il “primo polo di concentrazione di industriali della difesa in Europa”: l’azienda produttrice di missili MBDA, quella produttrice di cannoni KNDS (Nexter), i fornitori di equipaggiamenti Roxel, Michelin, Mécachrome, Auxitrol, Weston, ASB Aerospatiale e le loro decine di subappaltatori.

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[SALONICCO, GRECIA]: RIVENDICAZIONE DELL’ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UN’AZIENDA ISRAELIANA


Da Indymedia, 22/03/2026

Rivendichiamo l’attacco incendiario a bassa potenza del 12 febbraio agli uffici dell’azienda israeliana NILIE LUXURY APARTMENTS MG in via Ermou 1 nel centro della città.

L’azienda in questione che è stata fondata nel 2021 si occupa di costruzione, ristrutturazione, studio e gestione immobiliare. Ha acquistato almeno 16 edifici ed è di proprietà di due israeliani.

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[Pardubice, Repubblica Ceca]: attacco incendiario contro Elbit Systems e Archer-LPP, fabbricanti di armi per Israele e Ucraina: due comunicati di Earthquake Faction

Da Earthquake Faction, 20.03.26 e 24.03.26

All’alba del 20 marzo ignoti sono riusciti a introdursi in una fabbrica appartenente ad Archer, filiale di LPP-Holding che collabora con il colosso israeliano Elbit Systems, notoriamente tra i principali fornitori di armamenti usati dall’esercito israeliano nel genocidio a Gaza e nella guerra contro Iran e Libano, provocando un incendio che ha distrutto un capannone, propagandosi anche agli uffici amministrativi. L’attacco è stato poco dopo rivendicato da Earthquake Faction, che si definisce “una rete clandestina internazionalista che prende di mira siti chiave, fondamentali per l’entità sionista. Il nostro obiettivo è distruggere dall’interno ogni ramo dell’impero, con qualsiasi mezzo efficace“.

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[Lüneburg, Germania]: camion militare incendiato – Solidarietà con gli studenti in sciopero!

Da Act for freedom now!, 11.03.26

Il 5 marzo gli studenti tedeschi hanno chiamato il secondo “sciopero scolastico contro la leva obbligatoria”: migliaia di persone sono scese in piazza in numerose città, grandi e piccole, come era già successo a dicembre, quando circa 40.000 studenti, in più di 80 città, avevano manifestato contro la reintroduzione del servizio militare obbligatorio in Germania.
Sono state compiute numerose azioni di solidarietà con lo sciopero: sono stati attaccati uffici di reclutamento e infrastrutture militari.
Qui di seguito riportiamo il comunicato di una di queste azioni.

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[Saint-Ferréol-d’Auroure, Alta Loira, Francia]: fuoco al trafficante di guerra «Hexadrone»

Da Sans nom, 02.04.25

[Ricevuto via e-mail il 1° aprile 2025]

Hexadrone si arricchisce grazie all’esercito francese.
Il budget delle forze armate esplode, Hexadrone pure….

Contro le guerre e i profitti che generano.
Contro le industrie militari e i loro subappaltatori.
Contro le start-up super chic e moderne come Hexadrone e tutti coloro che costruiscono armi all’avanguardia made in France per uccidere meglio lontano da qui.
Contro la fortezza Europa e la militarizzazione delle frontiere.
Contro tutti i conflitti che la Francia alimenta con le armi.
Contro, contro, contro… così tanti attori di questo mondo di merda che seminano guerra e morte.
In solidarietà con la lotta palestinese e con tutte le popolazioni sotto le bombe.

Con i mezzi a nostra disposizione, abbiamo incendiato l’alimentazione elettrica dell’azienda Hexadrone a Saint-Ferréol-d’Auroure nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2025.

Pacifista, ma non pacificato!

MORTE ALLA GUERRA E ALL’IMPERIALISMO

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[Parigi, Francia]: Come bloccare il flusso delle merci umane

Da Sans nom, 19.09.25

Staccare la corrente alla metro parigina

La mattina del 17 settembre 2025, con l’obiettivo di “bloccare tutto” oltre le date previste per la mobilitazione, l’elettricità che alimenta la metropolitana di Parigi è stata temporaneamente interrotta su diverse linee contemporaneamente alle 7:50, all’inizio dell’ora di punta. Le linee 5 (Église de Pantin <-> Jaurès), 8 (Créteil <-> Réuilly-Diderot), 9 (Porte de Montreuil <-> Oberkampf) e 11 (Mairie des Lilas <-> Arts et Métiers) sono state interrotte per 20-30 minuti, prima di riprendere il loro ritmo abituale diverse ore dopo.

A tal fine, sono state azionate le leve che servono ad arrestare i treni in caso di pericolo, in particolare quando ci sono persone sui binari. Queste leve rosse, quando si trovano sulle banchine, fanno scattare un allarme e interrompono istantaneamente il traffico, lasciando i treni dove si trovano. Hanno lo stesso effetto, ma in modo silenzioso, quando vengono azionate dall’ingresso delle gallerie della metropolitana.

Per accedere alle leve situate all’ingresso delle gallerie, è sufficiente scendere i quattro piccoli gradini all’inizio e alla fine delle banchine, talvolta protetti da un piccolo cartello giallo di avvertimento o da una porta a molla. Poi, contro la parete del tunnel, all’altezza delle spalle, si trova una scatola quadrata con una o più maniglie che può essere azionata da chiunque senza timore per la propria sicurezza. Si tratta di una piccola scatola impossibile da non notare, di colore rosso (o con la vernice rossa intorno).

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[Saint-Chamond, Loira, Francia]: azione contro l’industria delle armi

Da sans nom, 11.5.25

Il 7 maggio 2025, a Saint-Chamond, nella Loira, la stazione elettrica all’ingresso della città ha ricevuto una visita notturna. Incaricata di convertire l’alta tensione in bassa tensione tramite i suoi cavi e il suo grande trasformatore, è stata parzialmente incendiata intorno alle 3 del mattino, lasciando al buio una parte della città e delle sue aziende. Si è trattato di un vero e proprio attacco (di cui riportiamo gli articoli di giornale in fondo al post), che è stato rivendicato tre giorni dopo contro i commercianti di armi, come si può leggere nel comunicato che riportiamo di seguito. Da notare che sul posto è stata lasciata la scritta “KO KNDS”, cosa che i portavoce della prefettura si sono ben guardati dal precisare.

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[Meudon-la-Forêt, Île-de-France, Francia]: Rispondere al genocidio con il fuoco: attacco al trasformatore del futuro campus di Thales

Da Indymedia Nantes, 22.9.2025

Mentre il genocidio a Gaza entra nella sua fase finale, i mercanti d’armi collaborazionisti sono più che mai in prima linea.

Thales, che da anni fornisce i sistemi di pilotaggio dei droni killer israeliani e rifornisce gli eserciti di tutto il mondo di droni, missili, veicoli corazzati e sistemi elettronici, sta attualmente finanziando la costruzione di un enorme campus a Meudon-la-Forêt. A due passi dal sito già esistente Hélios 1 a Vélizy, Hélios 2 ospiterà 2.500 dipendenti che si occuperanno di attrezzature aeronautiche per uso civile e militare.

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Colombelles (Francia): Incendi volontari al campus tecnologico Effiscience

Da Attaque, 30.9.25

In questo fine settimana, caratterizzato dall’estensione dei terreni della guerra in Medio Oriente e dallo svolgimento del Salone di Le Bourget a Parigi, abbiamo deciso di interrompere l’attività del polo di innovazione tecnologica Effiscience a Colombelles, che riunisce in un unico “campus” numerose aziende del complesso militare-industriale: Safran Data Systems, Sotraban, NXP Semiconductors, Telit Wireless Solution, Nucleopolis, CLARA, Probent Technology, Atos & Bull Technologies, Eff’Innov Technologies…

Nella notte tra il 22 e il 23 giugno, abbiamo dato fuoco a due cabine di fibra ottica situate in Rue du Bocage, all’interno del sito. Le fiamme hanno cominciato a divampare quando ci siamo allontanati dal luogo. È facile immaginare che domani mattina sarà difficile connettersi a Internet in quella zona.

Le immagini spettacolari dei bombardamenti a migliaia di chilometri di distanza non devono farci dimenticare che le armi vengono fabbricate qui, nei centri di ricerca e produzione. Indignarsi per i massacri è una cosa (fondamentale), ma agire è un’altra, resa necessaria dalla brutalità degli eventi e dalla volontà di trasformare radicalmente le basi sociali su cui si fondano guerre, confini e genocidi.

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Attacco incendiario contro i macchinari da cantiere nel data center di Meudon (Francia)

Da Indymedia Nantes, 26.11.2025

Nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 novembre, alcuni congegni incendiari sono stati depositati nei mezzi da cantiere del campus di Intelligenza Artificiale, adiacente al datacenter Equinix lì presente. Il cantiere si trova nella zona industriale di Vélizy-Meudon, di fronte al cantiere del nuovo complesso Thales. Tra i clienti di Equinix figurano Thales, Dassault, Bouygues, Amazon e altre aziende presenti in questo quartiere.

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