La facciamo breve: sabato scorso, una trivella impiegata per i lavori della linea ferroviaria ad alta velocità (LGV) Bordeaux-Toulouse è stata distrutta a Saint-Jory. Una piccola luce nella notte, nel cuore di questo progetto da 20 miliardi di euro. Le loro macchine calpestano le nostre terre e le nostre vite per la loro frenesia di profitto. Dall’A69 alla LGV, ci rifiutiamo di essere semplici spettatori/rici di questi sinistri balletti.
Questa gigantesca e devastante trivella, ormai ridotta a un cumulo di rottami, è diventata una barricata all’interno del cantiere.
Che brucino i loro progetti mortiferi e i loro abissi finanziari.
Questa è una D.U.P., una Dichiarazione di Utilità Pubblica.
Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks.
Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato “Internet, un gigante molto vulnerabile” [Internet, un géant très vulnérable]. Il documentario adotta un approccio piuttosto poco critico e la domanda latente è soprattutto quella relativa al miglioramento della resilienza delle reti Internet. Tuttavia, permette di vedere l’interno di diverse infrastrutture strategiche, come i data center. Si parla anche molto dei cavi in fibra ottica sottomarini, un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento di Internet e per lo scambio di informazioni in tutto il mondo.
I cavi sottomarini: una sfida strategica
Questi cavi sono spesso descritti come un punto debole della rete. Si trovano sul fondo del mare, dove vengono posizionati da navi posacavi, e possono subire danni a causa di diverse cose: tempeste (possono essere spostati dalle correnti o risalire in superficie), incidenti di pesca (le reti dei pescherecci possono danneggiarli) o veri e propri atti di sabotaggio (per esempio, le navi della flotta segreta russa lascerebbero volontariamente trascinare le loro ancore per tagliare i cavi “nemici”). Questi cavi risalgono verso le coste, dove si trovano stazioni di atterraggio che li collegano alla rete elettrica o in fibra ottica terrestre.
Vicino al Memoriale di Caen sorgono i grandi uffici del Crédit Agricole Normandie e della Banque Populaire et Caisse d’Épargne (BPCE). Queste banche decidono le regole per l’agricoltura. Hanno come vicini la DREAL, AGRIAL e la Camera dell’Agricoltura…
Insieme alla BNP Paribas, queste banche investono diversi miliardi in multinazionali che estraggono petrolio e gas in Perù e Colombia, nella foresta amazzonica. Migliaia di ettari di foresta stanno scomparendo e i fiumi sono inquinati… I bambini non possono fare il bagno perché si ustionano…
Il Crédit Agricole e la BPCE, insieme a BNP Paribas e Société Générale, hanno investito più di 743 milioni di euro tra il 2013 e il 2022 nell’agricoltura di soia, olio di palma e allevamento di bovini in Brasile. Migliaia, se non centinaia di migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica vengono distrutti per far spazio a questa agricoltura intensiva.
Tentativo di sintesi delle disavventure pilonesche dalla fine del 2022 ad oggi sulla base dei comunicati e delle pubblicazioni degli ultimi anni.
Contro l’industria nucleare, le reti elettriche e l’approvvigionamento energetico più nocivo del capitalismo… I tralicci sono degli obiettivi! Lo scopo è quindi quello di evidenziare la vulnerabilità del sistema delle reti elettriche e, in un certo senso, di dimostrare la capacità di attaccare il capitalismo attraverso questo canale.
La notte del 13 Febbraio in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato e danneggiato i cavi lungo i binari provocando di fatto il blocco di diverse linee dell’alta velocità. Queste azioni sono il nostro contributo al caloroso benvenuto e augurio a questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali.
Abbiamo partecipato ai blocchi massivi delle strade e i porti durante i mesi di mobilitazione per la Palestina, abbiamo invaso le stazioni e attaccato la polizia quando è stato possibile. Ma oggi abbiamo scelto di agire protetti dalla luce della luna, in un piccolo gruppo riunito dall’affinità e dalla voglia di essere conseguenti agli slogan urlati nei mesi scorsi: blocchiamo tutto! Perché pensiamo che oltre a partecipare alle grandi mobilitazioni e al conflitto che esse possono generare sia necessario diffondere l’azione autonoma, per non lasciare che vengano disinnescate, recuperate e dirette dai professionisti della politica “militante”.
All’alba del 7 febbraio è stata sabotata la linea ferroviaria nei pressi della stazione di Pesaro (PU, Marche). Quest’azione mira a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo “spettacolo” delle Olimpiadi, in questo caso quelle invernali Milano Cortina 26. Tra i vari partner ufficiali di questi giochi ci sono aziende come Leonardo, Eni, Gruppo FS, che collaborano e speculano su guerre e devastazione della terra in nome del feroce progresso capitalista. Solidarietà combattiva con tutt* * lavorat* che si ribellano allo sfruttamento dei padroni, con i popoli in lotta per la liberazione della loro terra e con chi insorge contro questa società. Libertà per tutt* * ribelli in gabbia!
Queste Olimpiadi non potevano iniziare in maniera migliore.
La mattina del 7 febbraio, giorno della cerimonia inaugurale dei Giochi della Vergogna di Milano-Cortina 2026, ben tre sono state le linee ferroviare sabotate e bloccate fino al pomeriggio.
Intorno alle 6 sono stati piazzati due ordigni incendiari rudimentali accanto ai binari della linea ordinaria di Castel Maggiore, uno in direzione nord e uno in direzione sud. L’obiettivo erano i cavi per il rilevamento della velocità: uno dei due ordigni, quello verso nord, si è azionato verso le 8 danneggiando i cavi, mentre il secondo, quello in direzione Ancona, è rimasto inesploso. Una cabina elettrica verso Pesaro, invece, ha preso fuoco interrompendo i treni da e verso le Marche.
Sembra che qualcuno abbia voluto iniziare il nuovo anno con il botto! Il 2 gennaio, un enorme incendio di attrezzature sulla strada forestale Caycuse Main (a circa un’ora e 15 minuti da Lake Cowichan) ha distrutto tre macchine in un luogo e un’altra nelle vicinanze. L’azienda forestale ha stimato il danno in 500.000 dollari, dichiarandosi rattristata dal fatto che una somma così ingente sia andata in fumo. Le macchine stesse valgono milioni.
Attualmente, il sistema educativo sta subendo una ristrutturazione, con lo Stato e le autorità universitarie alla ricerca di vari modi per reprimere l’azione sociale e politica all’interno delle università, con l’obiettivo di consegnarle agli interessi delle imprese.
Misure disciplinari, orari di apertura, presenza di polizia e guardie di sicurezza, nonché mezzi tecnici di sorveglianza, contribuiscono a creare un quadro di stigmatizzazione degli studenti e dei cittadini, considerati potenziali obiettivi della vendetta dello Stato e dell’università.
Quest’inverno, le diverse squadre si sono riunite per dare il via a una nuova stagione di Camover. Alcune di loro hanno deciso di filmare alcuni dei loro successi.
L’SPVM1 ha implementato un software di sorveglianza basato sull’intelligenza artificiale che integra migliaia di telecamere, sia pubbliche che private. All’attacco delle infrastrutture della tecno-distopia! Meno occhi indiscreti, più circuiti morti sull’asfalto.
2° round: da San Valentino al 15 marzo.
*Pensateci sempre bene prima di filmarvi durante un’azione.
NDT: Service de Police de la Ville de Montreal, polizia della città di Montreal ↩︎
Poco dopo le due del mattino del giorno di Natale, ha svegliato i residenti di Vernon, nella Columbia Britannica, si sono svegliati confusi a causa del rumore di alcune esplosioni . Forse era Babbo Natale rimasto incastrato nel camino? O forse stava cercando di rimettere in moto la sua slitta? I sospetti sono stati confermati dopo una rapida occhiata fuori dalla finestra: il rumore aveva in effetti un che di festoso. Un denso fumo si alzava dal concessionario Kia di Vernon, dove un grande incendio stava devastando i veicoli parcheggiati. L’esplosione dei pneumatici o dei serbatoi di carburante deve aver causato il boato iniziale.
Quando i vigili del fuoco hanno domato le fiamme, sette auto erano completamente bruciate e altre due avevano riportato ingenti danni. L’incendio è considerato sospetto e viene indagato come doloso.
Rivendicazione del sabotaggio della piattaforma chimica di Balan, nell’Ain
Nella notte del 5 ottobre abbiamo fatto ricorso al sabotaggio per cercare di fermare la produzione tossica della piattaforma chimica di Balan, nell’Ain, colpendo la sua alimentazione elettrica a monte.
Ispirandoci alle azioni volte a interrompere l’energia alle industrie un po’ ovunque in Francia e altrove, abbiamo dato fuoco ai cavi ad alta tensione che partono dalla stazione di La Boisse in direzione della piattaforma. All’interno della sottostazione elettrica, i cavi escono dal terreno (isolati in guaine) per poi salire sui tralicci. È lì che è possibile appiccare il fuoco senza grandi rischi, provocando un cortocircuito e interrompendo la corrente.
Il 7 maggio 2025, a Saint-Chamond, nella Loira, la stazione elettrica all’ingresso della città ha ricevuto una visita notturna. Incaricata di convertire l’alta tensione in bassa tensione tramite i suoi cavi e il suo grande trasformatore, è stata parzialmente incendiata intorno alle 3 del mattino, lasciando al buio una parte della città e delle sue aziende. Si è trattato di un vero e proprio attacco (di cui riportiamo gli articoli di giornale in fondo al post), che è stato rivendicato tre giorni dopo contro i commercianti di armi, come si può leggere nel comunicato che riportiamo di seguito. Da notare che sul posto è stata lasciata la scritta “KO KNDS”, cosa che i portavoce della prefettura si sono ben guardati dal precisare.
Nella notte tra domenica e lunedì 27 ottobre, due incendi hanno devastato alcune infrastrutture sensibili non lontano dalla stazione TGV di Valence, nella Drôme.
Il primo sabotaggio ha colpito la cava dei Barris, vicino alla ferrovia di Saint-Marcel-lès-Valence, intorno alle 3:30: cinque macchinari da cantiere (un escavatore idraulico da 50 tonnellate, una pala caricatrice da 40 tonnellate e tre ribaltabili articolati) sono stati distrutti dalle fiamme, così come l’edificio che ospitava l’impianto di frantumazione. Il gruppo di lavori pubblici Cheval, specializzato nell’estrazione di inerti utilizzati per la produzione di calcestruzzo, ritiene che «i tre incendi distinti e distanti tra loro ci permettono di capire che non si tratta di un incidente» e stima i danni in cinque-sei milioni di euro. Inoltre, la distruzione dolosa dello stabilimento di produzione di inerti comporterà la cessazione di tale attività per almeno sei mesi, come ha lamentato il presidente del gruppo.
Il secondo sabotaggio è avvenuto a 200 metri di distanza, intorno alle 4 del mattino, nel comune di Alixan, direttamente ai piedi della linea ferroviaria del TGV, dopo che la recinzione era stata tagliata: 16 cavi di segnalazione e comunicazione, situati nelle camere di trazione di questo nodo ferroviario sensibile per tutto il sud-est, sono andati in fumo.
Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 2025, abbiamo dato fuoco all’armadio elettrico di un semaforo ferroviario tra le stazioni di Mézidon-Canon e Caen, in direzione Parigi-Caen.
L’obiettivo della nostra azione era quello di interrompere il traffico ferroviario tra Parigi e Caen per impedire il regolare svolgimento delle Conferenze nazionali sull’intelligenza artificiale, tenutesi giovedì 9 ottobre presso l’Università di Caen. Volevamo provocare ritardi e cancellazioni dei treni per ostacolare l’arrivo dei relatori a questa giornata di propaganda a favore della tecnologia e sconvolgere la routine quotidiana dell’ordine costituito.
Un mese fa, le macchine hanno iniziato ad attaccare le foreste. La macchina più grande è stata attaccata e alla fine è morta dopo essere stata riempita di cemento e affogata con la candeggina. È rimasta ferma per due settimane sotto un cerchio di querce secolari, bloccando una strada e impedendo l’abbattimento di quegli alberi. Anche una macchina più piccola, che tagliava gli alberi più piccoli, ha ricevuto una visita. Le sono stati rimossi i filtri dell’aria e il suo scarico è stato riempito di cemento. Il destino della terza macchina sabotata rimane sconosciuto, poiché ora hanno rimosso tutte le macchine dalla zona. È stato divertente!
Mentre il genocidio a Gaza entra nella sua fase finale, i mercanti d’armi collaborazionisti sono più che mai in prima linea.
Thales, che da anni fornisce i sistemi di pilotaggio dei droni killer israeliani e rifornisce gli eserciti di tutto il mondo di droni, missili, veicoli corazzati e sistemi elettronici, sta attualmente finanziando la costruzione di un enorme campus a Meudon-la-Forêt. A due passi dal sito già esistente Hélios 1 a Vélizy, Hélios 2 ospiterà 2.500 dipendenti che si occuperanno di attrezzature aeronautiche per uso civile e militare.
In piena estate, il “Commando Angry Birds” ha causato un’interruzione di servizio a pochi giorni da un enorme esodo: nella notte tra il 30 e il 31 luglio, su una delle più importanti linee ferroviarie tedesche, quella tra Duisburg e Düsseldorf, dove transitano più di 620 treni al giorno (esclusi i treni merci), a due passi dall’aeroporto, si sono verificati due attacchi simultanei contro i cavi situati lungo i binari. Il primo ha danneggiato circa 60 metri di cavi nei pressi di una cabina di manovra, mentre il secondo, a un chilometro di distanza, ha distrutto cinque cavi grandi quanto un pugno, ciascuno lungo 20 metri. Questo sabotaggio è stato rivendicato dal comunicato n. 6 del Commando Angry Birds, pubblicato il 31 luglio su de.indymedia. Di seguito, ne riportiamo una traduzione dal tedesco.
Il 5 gennaio 2026 è stato diffuso un comunicato del Commando Angry Birds che annunciava di aver attaccato, qualche tempo prima, una sottostazione elettrica a Erkrath, vicino a Düsseldorf, con l’obiettivo di mettere fuori uso la zona industriale più lontana. Ricordiamo che questo gruppo è attivo nella regione dal 2023 e ha pubblicato sia comunicati di sabotaggio numerati (il numero cinque è disponibile qui) sia manuali tecnici per diffondere la propria pratica. Questa volta, la procura di Wuppertal ha precisato che, dopo la pubblicazione del comunicato, la polizia si è recata sul posto e ha potuto constatare la presenza di un ordigno incendiario che non ha funzionato, commentando che “se avesse funzionato, avrebbe potuto provocare un’interruzione di corrente su larga scala”. »
Di seguito, una traduzione del comunicato n. 7, pubblicato su de.indymedia il 5 gennaio e contenente in allegato un piccolo opuscolo in tedesco intitolato «Move fast and break things» (qui in tedesco).