[Verona, Italia]: Sabotaggio della linea ferroviaria del Brennero in concomitanza con la manifestazione che ha bloccato il valico autostradale

Da l’Espresso, 30.05.26

Riportiamo di seguito degli estratti dalla stampa di regime.

Brennero bloccato tra protesta e sabotaggio: autostrada chiusa e treni nel caos

Doppio stop al valico: cinquecento ambientalisti occupano l’A13 in Tirolo contro il traffico pesante mentre nella notte un rogo doloso ha danneggiato la linea ferroviaria a nord di Verona: gli investigatori seguono la pista anarchica ed eco-radicale

Doppio stop al Brennero. Per una protesta programmata e per un sabotaggio ora indagato come possibile gesto legato all’ambientalismo radicale o all’area anarco-insurrezionalista.

Alle 10.30 è scattato il blocco totale del valico sul versante austriaco, organizzato dagli ambientalisti di Gries am Brenner per denunciare l’impatto del traffico pesantelungo uno dei principali corridoi europei di collegamento tra Nord e Sud del continente. Fino alle 20 il traffico sarà interrotto completamente: chiusa l’autostrada A13 e la statale B182 in Austria, mentre sul lato italiano l’A22 è stata bloccata in direzione nord a partire dal casello di Vipiteno. […]

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[Trento, Italia]: Sabotato distributore ENI in occasione dello sciopero generale

Da Il Rovescio, 30.05.26

Riceviamo da email anonima e diffondiamo:

La notte fra giovedì 28 e venerdì 29 maggio è stato sabotato e messo fuori uso un distributore ENI a Trento. Nonostante la scelta di colpire ENI non sia casuale, viste le innumerevoli imprese del cane a sei zampe in Africa e, ultimamente, anche a largo di Gaza, la scelta di colpire un distributore di benzina riguarda anche il sempre più crescente carovita, che strozza i proletari e rende sempre più difficile arrivare a fine mese. Sappiamo bene chi si arricchisce sulle spalle dei proletari con l’aumento dei carburanti, con la loro tassazione, con l’aumento generalizzato dei prezzi, e contro di loro é rivolta questa piccola azione, che si inserisce nel contesto dello sciopero generale del 29 maggio. Contro guerra e carovita, non ci resta che il sabotaggio.

[Coutances, Francia]: Mezzo da cantiere in fiamme per la primavera di lotte

Da Trognon, 29.05.26

Creare crepe nel cemento

Nella notte tra il 25 e il 26 maggio, un mezzo da cantiere è stato dato alle fiamme nel comune di Coutances, nella zona industriale della Mare.
Questa azione fa parte della campagna nazionale “Primavera di lotta”, per la quale i collettivi di tutta la Francia erano stati chiamati a mobilitarsi contro l’artificializzazione del suolo.
Ecco il comunicato che ci è stato inviato: [nell’originale è in rima, NdT]

Non è saggio!

È perché hanno solo l’economia come adagio,
hanno fatto del nostro patrimonio un massacro,
il selvaggio è senza sosta un naufragio,
su acciaio e cemento, foglie e piumiaggio non sono che un
maquillage.
Poiché l’incessante rosicchiamento del nostro paesaggio boschivo uccide i nostri villaggi e saccheggia le nostre spiagge, è ai pascoli che non possiamo fare altro che rendere omaggio.

Poiché così va il l’ingranaggio, usciamo dalle nostre gabbie, rispondiamo alle devastazioni, non cambiamo rotta per andare all’arrembaggio del grande Santo Spreco.

Il nostro passaggio avviene al rumore dei sabotaggi, illimitata è la nostra rabbia, ci illuminiamo col fuoco degli ingranaggi.

[Atene, Grecia]: Nuclei di Azione Diretta – Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’OPEKEPE

Da Indymedia Atene, 22.05.26

I Nuclei di Azione Diretta rivendicano l’attacco incendiario all’edificio dell’OPEKEPE* in via Domokou. Il nucleo che ha eseguito l’attacco si è mosso in una zona piuttosto sorvegliata e ha agito in un edificio protetto da una pattuglia della polizia, eppure il piano è stato portato a termine con successo. L’attacco è dedicato a chi soffoca nella tetra situazione del Paese, a chi è oppresso dall’ansia di arrivare a fine mese, a chi sogna lampi di vendetta contro la barbarie di una quotidianità ingiusta e sorride al pensiero di un atto di resistenza politica. Ma soprattutto a coloro che, con le loro azioni, cercano di plasmare il grande mosaico della resistenza radicale al capitalismo e ai rapporti che esso riproduce nel corpo sociale. A coloro che, con o senza motivo, attaccano le strutture e il potenziale umano del nemico. Faro e guida di tutti i nostri attacchi è e sarà sempre il combattente armato Kyriakos Xymitiris. Chiediamo ancora una volta a chi lotta di organizzare subito la resistenza contro il totalitarismo moderno. Di utilizzare lo strumento dell’azione diretta contro le strutture del sistema che ci opprime e passare all’attacco. Che l’esempio di altruismo di Kyriakos sia per tutti noi una fonte di energia per combattere la battaglia per la sopravvivenza contro la tirannia del cappio economico e la mannaia dell’assimilazione e dell’indifferenza. Del resto, in questi giorni bui che stiamo vivendo, la vittoria consiste semplicemente nel rimanere umani. La vittoria consiste semplicemente nel lottare per la libertà.

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[Nantes, Francia] : Rivendicazione del sabotaggio di betoniere – Primavera di lotte locali

Da Indymedia Nantes, 25.05.26

Nella notte tra sabato e domenica, insieme ai miei peluche del cuore, abbiamo dato fuoco a quattro betoniere a nord di Nantes.

Lottiamo contro il cemento e il mondo che rappresenta. Distruggiamo le industrie ecocidi.

È stato fantastico! Vi consigliamo vivamente di riprodurlo a casa vostra!


Nonostante gli impegni presi a favore della “zero artificializzazione” e della conservazione della vita, la realtà è sconcertante: la Francia continua a cementificare massicciamente i propri terreni agricoli e naturali.

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[Parigi, Francia]: Attacco contro i complici dell’ICE

Da Indymedia Nantes, 20.05.26

Tra l’8 e il 15 maggio abbiamo condotto diverse azioni a Parigi (graffiti, scritte con l’acido e vetri rotti) contro i complici dell’ICE: Capgemini, Palantir e Parrot Drones.

Dalla sua creazione nel 2003 per mano di George W. Bush, l’ICE (l’agenzia federale responsabile del controllo dell’immigrazione e delle dogane) terrorizza le persone immigrate negli Stati Uniti, braccandole nei luoghi di lavoro, per strada e a casa, sequestrandole, rinchiudendole, torturandole, uccidendole e deportandole in massa.

Con ogni nuovo governo, sia esso democratico o repubblicano, il budget e la gamma di strumenti a sua disposizione sono aumentati costantemente fino a raggiungere diverse decine di miliardi di dollari durante il secondo mandato di Trump. Solo nel 2025, l’ICE ha espulso oltre mezzo milione di persone dal territorio statunitense.

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[Salonicco, Grecia]: Attacco contro la società HERON, controllata del gruppo GEK TERNA

Da Indymedia Atene, 16.04.26

Da due settimane assistiamo a un processo che il potere cerca di sminuire dal punto di vista politico, deviando l’attenzione su presunti terroristi armati e ricorrendo a noti stereotipi per rafforzare la narrazione secondo cui le persone accusate per il caso di Ambelokipi rappresenterebbero un potenziale pericolo per la società. In realtà, i/le nostri/e compagni/e hanno mantenuto intatta la loro dignità politica e la memoria del compagno Kyriakos con il loro comportamento in aula e durante tutta la detenzione.

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[New orleans, usa]: bottiglia molotov contro un ufficio vendite tesla

Da The Dirty South, 24.04.2026

14 aprile 2026

Qualcuno ha lanciato quello che sembra essere un cocktail Molotov contro un ufficio vendite Tesla a New Orleans, provocando un incendio che ha danneggiato la facciata dell’edificio, secondo quanto riferito dalle autorità.

L’incidente è avvenuto nelle prime ore del mattino del 14 aprile, secondo l’ufficio dell’ATF di New Orleans. Il Dipartimento di Polizia di New Orleans ha dichiarato di essere intervenuto intorno alle 7:52 del mattino, quando il proprietario dell’attività ha scoperto i danni causati dall’incendio.

Non sono stati segnalati feriti né danni oltre alla porta d’ingresso

[Germania]: Due anni di «Switch Off» – un bilancio provvisorio

Da Sans Nom, 09.05.25

[Testo originale in tedesco pubblicato sul sito di Switch Off, 16.04.25]

Sono passati due anni da quando abbiamo preso la parola per la prima volta. Quella chiamata era stata scritta nel bel mezzo del dibattito strategico in corso all’interno del movimento per il clima. All’epoca, dopo le occupazioni delle foreste di Hambi e Danni e sulla scia di Lützerath, il potenziale delle azioni di massa sembrava ormai esaurito per molti/e. In questo contesto, abbiamo voluto proporre un progetto che ponesse l’accento su azioni dirette decentralizzate.

In quel momento, la consapevolezza del collasso climatico e la paura di fronte a questa minaccia ci hanno spinto a considerare l’urgenza di adottare metodi radicali e di intensificare le pratiche rivoluzionarie all’interno del movimento per il clima.

Abbiamo elaborato prospettive antistatali, autonome e anarchiche di sabotaggio e volevamo metterle in pratica con maggiore forza in questo contesto.

Per quanto riguarda i contenuti, ci siamo concentrati/e su un’analisi anticoloniale e critica della tecnologia. Ci siamo lasciati/e ispirare dalle lotte indigene e dalle loro pratiche di resistenza contro lo sfruttamento (neo)coloniale e la distruzione dei loro territori. Lo sfruttamento coloniale non solo fa parte della storia ideologicamente razzista dell’Occidente, ma continua a essere parte integrante delle velleità di espansione economica e imperialista di grandi aziende come la Deutsche Bahn con il megaprogetto Tren Maya. Con la nostra analisi e il nostro appello, ci siamo schierati in solidarietà con le lotte di ogni angolo del mondo. La costante distruzione del pianeta ci ha mostrato la necessità di attaccare le infrastrutture industriali e le opportunità che ciò offriva per rafforzare un coinvolgimento internazionale in queste lotte.

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[Kato Tithorea, Grecia]: Esproprio di una banca e arresti di 8 compagni/e

Da Act for Freedom Now!, 14.05.26

La mattina dell’11 maggio è stata espropriata una filiale bancaria a Kato Tithorea, in Grecia centrale. Poche ore dopo, otto compagni/e sono stati/e arrestati/e a seguito di un’operazione repressiva simultanea condotta dalla polizia nella zona circostante e di perquisizioni domiciliari ad Atene.

Testo dei/lle compagni/e:

Nelle prime ore dell’11 maggio 2026, un gruppo di compagni/e ha espropriato una banca a Kato Tithorea. Circa cinque ore dopo, cinque di loro sono stati arrestati in seguito a un’operazione repressiva coordinata da parte della polizia e a irruzioni nelle abitazioni. Otto compagni/e anarchici/he si sono ritrovati/e ostaggi nelle mani dello Stato.

Ci è stato letto un capo d’accusa gonfiato che include espropri di banche e il possesso di armi. I compagni sono detenuti nel GADA (questura centrale di Atene) e le compagne nel centro di detenzione di Vyronas. Oggi, 12 maggio, siamo stati/e convocati/e dal PM e ci è stata fissata una data per la comparizione davanti al giudice istruttore venerdì 15/05 alle 9:00 in Evelpidon, edificio 9.

VIVA L’ANARCHIA

SPYROS DRAVILAS PRESENTE

CHARIS TEMPEREKIDIS PRESENTE

SEBASTIAN OVERSLUIJ PRESENTE

Gli 8 compagni/compagne per il caso dell’11 maggio

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[San Francisco, Stati Uniti]: Attacco con molotov contro la casa di Sam Altman, fondatore e capo di OpenAI

Da Switch Off!, 10.04.26

Articolo di Die Zeit del 18 aprile 2026

Bisogna distruggere le macchine?

Un uomo attacca la casa di Sam Altman e i taxi autonomi vanno in fiamme. La reazione contro l’IA diventa violenta e unisce persone che altrimenti non avrebbero nulla in comune.

Cosa fare quando il futuro appare minaccioso? Ci si dispera, si entra in politica o si fugge subito nella natura selvaggia? Un giovane negli Stati Uniti ha recentemente trovato una risposta diversa: dare fuoco a tutto. Venerdì scorso [10 aprile, NdT], nelle prime ore del mattino, ha lanciato una bottiglia molotov contro la casa di Sam Altman [a San Francisco, NdT], poi è fuggito a piedi ed è stato arrestato poche ore dopo con una tanica piena di cherosene davanti alla sede centrale di OpenAI. Secondo quanto riferito dall’FBI, con sé aveva un manifesto in cui si scagliava contro l’intelligenza artificiale.

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[Atene, Grecia]: Attacco esplosivo contro l’EFKA di Kallithea

Da Abolition Media, 08.05.26

«La resistenza violenta è affascinante, è speranza in un mondo disperato e silenzioso».

Mentre la maggioranza della società cerca di adattarsi a un mondo soffocante, un mondo in cui nemmeno il respiro è scontato, in cui la morte è all’ordine del giorno, in cui l’industria bellica rapidamente si sviluppa, in cui i governanti calpestano la dignità umana e in cui il sangue scorre come acqua, imponendo tutto ciò come normalità, alcuni scelgono di ribellarsi all’oppressione, di rifiutare la sottomissione e di non accettare l’assimilazione della miseria. Alcuni scelgono di combattere, di correre dei rischi, di combattere chi li spoglia dei loro sogni… con orgoglio e combattività.

Uno di loro era il combattente armato Kyriakos Xymitiris, ucciso da un’esplosione il 31 ottobre del ’24 mentre maneggiava materiali esplosivi in un appartamento ad Ampelokipis. A ciò ha fatto seguito la vendetta del potere statale , con la custodia cautelare di Marianna Manoura, ferita dall’esplosione, e di Dimitra Zaraveta, nonché di Dimitris, Nikos Romanos e A.K. Dopo un anno e mezzo di carcere, il processo è finito con l’assoluzione degli ultimi tre, mentre le due compagne sono stati giudicate colpevoli di appartenenza a un’organizzazione terroristica. Marianna M. è stata condannata a 19 anni di carcere, mentre Dimitra a 8. Non dovremmo sorprenderci né degli arresti senza prove né delle condanne. Questa è la guerra del potere e chiunque combatte verrà represso, e questo è il minimo. Innumerevoli le vittime della repressione di Stato, migliaia i morti. Modificando e inasprendo il codice penale, lo Stato preannuncia un regime totalitario moderno in cui chi non si adegua rischia la morte o il carcere. I giudici, in quanto eterni difensori dei padroni, condannano ogni esistenza delinquente, tutto ciò che si discosta dalla monotona realtà distopica, dall’esistenza priva di libertà che ci costringono ad accettare. Con le loro decisioni infami, condannano le persone al confinamento in una cella, all’esposizione alla violenza dilagante all’interno delle carceri, alla recisione violenta dei legami familiari e di amicizia e all’orrore della sparizione nel nulla. Nei tribunali, dove il debole vede la propria vita distrutta per reati minori, ministri, parlamentari e ricchi la fanno franca. Dimostrando che l’essenza della giustizia civile è quella di non voltare mai le spalle agli sporchi interessi dei governanti. Alcuni dei loro interessi più importanti sono indiscutibili: il soffocamento dell’azione politica anarchica, la repressione delle lotte per la libertà, il logoramento dei combattenti con accuse inconsistenti, detenzioni arbitrarie e pene pesanti. Ma l’azione politica non si piega.

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[Portland, Stati Uniti]: Una lettera d’amore

Da Rose City Couter Info, 05.05.26

1 maggio 2026 – Abbiamo salutato il Primo Maggio nelle prime ore del mattino, accompagnati dal canto degli allocchi barrati e dai passi svelti dei coyote che si aggiravano nel quartiere intorno all’autonoleggio Enterprise di Portland, all’incrocio tra Sandy Boulevard e la 29ª strada nord-est.

Sono bastati meno di cinque minuti per scavalcare il filo spinato e la recinzione metallica ormai arrugginita, squarciare ogni pneumatico del parcheggio e scomparire nella notte.

In tutto il Paese e qui a Portland, Enterprise noleggia migliaia di veicoli agli agenti dell’ICE, fornendo consapevolmente i mezzi per rapire, maltrattare e terrorizzare la nostra comunità. Finché Enterprise continuerà a noleggiare all’ICE, continueremo ad attaccarli.

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[Montréal, Canada]: Ci siamo dati oggi il nostro pane quotidiano: rifiutiamo il «Pane-opticon» di Mamie Clafoutis

Da Montréal Contre-Information, 02.05.26

Da invio anonimo a MTL Contre-info

In linea con tutti gli espropri del 1° maggio che ci hanno preceduto, questa mattina abbiamo fatto irruzione nel Mamie Clafoutis di rue Saint-Denis, riempiendo i nostri sacchi in aperta sfida allo sguardo invadente della sorveglianza e ai falsi dei del capitalismo.

In collaborazione con Leav, una start-up specializzata in tecnologie per il commercio al dettaglio, Mamie Clafoutis si vanta di essere «pioniera di una nuova era di negozi intelligenti automatizzati». Questo modello è simile a quello di Amazon Go e ha già contagiato altre città, oltre a essere salutato dai media come una nuova innovazione. Registrandosi tramite il riconoscimento facciale sulla loro app, si può ottenere il “privilegio” di acquistare il pane 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nelle loro panetterie automatizzate e senza cassa.

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[Le Vigen, Haute-Vienne, Francia]: La guerra non è un evento accidentale

Da Indymedia Nantes, 8.05.26

Giovedì 7 maggio, all’alba, un ripetitore dell’operatore Bouygues e un trasformatore TDF per la radio digitale che trasmetteva BFM sono andati a fuoco a sud di Limoges, nella località denominata “la croix de l’arbre”.

Questa infrastruttura mediatica e di telecomunicazione è stata presa di mira perché fa parte integrante dell’industria militare e del digitale imposto in ogni aspetto delle nostre vite.

Per Bouygues, le guerre in corso sono un’opportunità di guadagno come un’altra. Attraverso una delle sue società, INEO Defense, garantisce l’infrastruttura di comunicazione dell’esercito francese. Quanto a BFM o RMC, le loro reti contribuiscono a renderci spettatori dei massacri in Palestina, in Libano e altrove.

La guerra inizia con la pacificazione sociale e la nostra assuefazione alla narrazione egemonica diffusa dai media. Non ci soffermeremo a presentare BFM, ben nota per essere uno dei portavoce reazionari degli interessi industriali. Le loro narrazioni ci abituano anche alla nostra impotenza e definiscono al posto nostro quale sia il nemico da combattere, sia esso interno o esterno. Rifiutiamo lo sforzo bellico che vuole farci accettare l’austerità sociale come fosse una fatalità.

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La foresta dell’agire

Da Avis de tempêtes n.40, 15.4.21

In ordine sparso

«Suggeriamo perciò, in Italia e fuori, a tutti coloro che vogliono molestare, fino a fiaccarlo, il nemico, la guerriglia autonoma e per ordine sparso; di piccole entità più difficilmente raggiungibili e identificabili»

“Non molliamo, gennaio 1927

Forse è giunto il momento di provare a tornare sulle ipotesi organizzative, sul rifiuto o l’assenza delle stesse, nella piccola galassia di individui, di piccoli gruppi, di vari progetti differenti, di costellazioni conflittuali, che si riconoscono nella lotta per l’anarchia, una lotta certo dai metodi più variegati, ma che si svolge qui e ora. Una lotta che pone al centro il problema della distruzione. Distruzione di quanto ostacola la libertà e l’anarchia, anziché la sua gestione. Distruzione di ciò che opprime, sfrutta e devasta, piuttosto che un’educazione popolare di coloro che aderiscono, più o meno coscientemente, a ciò che opprime, sfrutta e devasta. Distruzione di tutto ciò che media, di tutto ciò che sopprime l’autonomia a favore della dipendenza, più che la creazione di piccoli isolotti alternativi negli interstizi del dominio. Le discussioni che ci allontanano da questa distruzione e dal nostro modesto contributo ad essa; le discussioni che non si interrogano su come incoraggiare la distruzione, su come contribuire a creare condizioni materiali e soggettive che favoriscano la distruzione, ci conducono solo al ristagno della paralisi.

Ciò detto, intendiamoci bene. La distruzione non è solo questione di fuoco, di sabotaggio, d’insurrezione o di armi. Se da un lato la distruzione comprende la soppressione materiale delle strutture e delle persone autoritarie, dall’altro implica una critica corrosiva dei rapporti sociali che sostengono, favoriscono e riproducono tali strutture, fino a toccare le nostre stesse responsabilità, i nostri compromessi, le nostre rinunce, che sono altrettanti mattoni dell’edificio sociale da demolire. La distruzione non è tanto un affare di guerra, dove sono tracciate le linee di demarcazioni tra amici e nemici; ciò di cui stiamo parlando va ben oltre un tale schema probabilmente troppo facile per spiegare l’eternità dell’oppressione e dello sfruttamento nel calvario della storia umana. Inoltre la distruzione, come fatto materiale violento, non è riducibile al semplice atto della distruzione (che essa si esprima contro le cose o contro gli uomini, da questo punto di vista non fa alcuna differenza: l’atto di distruggere comporta comunque l’uso della violenza — offensiva o difensiva, giustificata o meno, in fondo si tratta di questioni che ognuno e ognuna deve risolvere da sé, senza le stampelle che qualche ideologia, sistema filosofico o convinzione religiosa possa offrire). Occorrono non solo braccia, ma anche testa; non solo una preparazione mentale, ma anche cuore; non solo uno sforzo e una convinzione individuali, ma forse anche il sostegno di chi abbiamo vicino.

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[quebec, canada]: monta la tensione alla Grandbois Lakes Forest a seguito di un incendio che ha distrutto due macchine forestali

Da Act for freedom now!, 05.04.26


La Sûreté du Québec (SQ) sta indagando su un incendio che domenica ha distrutto due macchine forestali in una zona vicina alla Grandbois Lakes Forest, nella regione della Mauricie.
Al momento dell’incendio, le macchine si trovavano su una strada forestale al di fuori del perimetro della Grandbois Lakes Forest.
La Grandbois Lakes Forest è stata spesso al centro dell’attenzione nelle ultime settimane perché l’area è oggetto di una proposta di area protetta e perché il governo del Québec ha autorizzato il disboscamento per costruire una strada forestale invernale.
C’è stato un forte movimento di opposizione al taglio degli alberi bicentenari e ora, domenica, due delle macchine dell’operatore sono state date alle fiamme.
“Quando sono arrivato, il fuoco stava ancora bruciando […]”, ha detto un operaio forestale intervistato da Noovo Info nella foresta.
La Sûreté du Québec1 è stata informata dei fatti intorno alle 10:15 di domenica mattina. Un esperto di incendi della SQ è stato inviato sul posto. Secondo gli investigatori, si tratterebbe molto probabilmente di casi di incendio doloso.
Le due macchine bruciate hanno un valore compreso tra 600.000 e 1 milione di dollari.
Il proprietario ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni davanti alle telecamere di Noovo Info, ma ha affermato che sta diventando sempre più difficile lavorare nel settore forestale.
Il gruppo di cittadini che si batte per la protezione della foresta di Grands Bois sostiene di non avere alcun collegamento con gli incendi e condanna queste azioni, che definisce “violente”.

Dai mass media
https://www.noovo.info/resizer/v2/ISEUOUIUF5BFLFS3Z4XYBJYKWU.png?auth=51993b7f8e54cc95179aeb8ed049e1d2

  1. La polizia provinciale del Quebec ↩︎

[berlino, germania]: Pietre contro la polizia in solidarietà con Marianna e Dimitra

Da La Nemesi, 28.04.26

Il processo Ambelokipoi ad Atene si è concluso. In seguito all’esplosione del 31 ottobre 2024, che ha causato la morte del compagno anarchico Kyriakos Xymitiris e il grave ferimento della compagna anarchica Marianna, lo Stato greco ha tenuto lei e altri quattro compagni in custodia cautelare per gli ultimi 18 mesi. Oggi è stata emessa la sentenza prevista: 19 anni di carcere per Marianna e 8 per Dimitra. Dimitris, Nikos Romanos e A.K. sono stati assolti e rilasciati, il che significa che hanno perso 18 mesi della loro vita a causa del costrutto creato dallo Stato di appartenenza a un’organizzazione terroristica.
Per esprimere la nostra rabbia e trovare una risposta immediata e spontanea, ci siamo riuniti e abbiamo organizzato un’imboscata nella zona di Rigaer Straße. Le forze dell’ordine, giunte sul posto, sono state attaccate con pietre lanciate da angoli bui, il che ha distrutto almeno un’auto di pattuglia. I porci sono fuggiti in preda al panico.
La polizia di Berlino ha aiutato quella di Atene a identificare Kyriakos dopo l’esplosione e ha consegnato i propri fascicoli al sistema repressivo greco. Inoltre, la polizia tedesca collabora con la polizia greca e con Frontex nei massacri lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Con questa azione, continuiamo le lotte che abbiamo combattuto insieme a Kyriakos e che ci legano ancora ai nostri compagni imprigionati nel carcere di Korydallos, ad Atene.

Kyriakos Xyimitiris, sempre presente!
Libertà per Marianna e Dimitra!
La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella di prigione

[hannover, germania]: Spaccate le vetrate dell’azienda Viscom AG, produttrice di tecnologie d’ispezione elettronica per l’industria della sicurezza e della difesa

Da La Nemesi, 28.04.26

All’edizione di quest’anno della Fiera di Hannover è presente una “Defense Production Area” in cui, oltre alle aziende tradizionali del settore della difesa, partecipano anche i fornitori.
Viscom è presente in questa area con le sue “soluzioni di ispezione per l’industria della sicurezza e della difesa”. Nella loro presentazione, spiegano come i loro sistemi di ispezione basati sull’intelligenza artificiale “creino una trasparenza completa, dall’approvvigionamento delle materie prime all’assemblaggio, fino alla logistica e alla consegna”.
L’azienda di Hannover-Badenstedt, che gestisce filiali in tutto il mondo, è cresciuta in realtà con le apparecchiature a raggi X. Nel frattempo, però, ha fatto il suo ingresso anche nel settore degli armamenti, diventando così un bersaglio.
La prospettiva di profitti garantiti dallo Stato in misura quasi infinita e di una maggiore accettazione sociale spinge aziende di ogni sorta a saltare sul treno della militarizzazione. Ma che si tratti di armamenti nazionali o di denaro a tutti i costi: prima o poi ne pagherete le conseguenze! Non siamo disposti ad accettare passivamente la vostra visione di un futuro militarizzato ad alta tecnologia. Per questo ieri notte abbiamo deciso di rompere le vetrine di chi trae profitto dalla guerra e dallo sfruttamento, in questo caso Viscom, e di lasciare un messaggio di riflessione per il personale. “LA GUERRA INIZIA QUI” è ora scritto sulla vostra facciata. Pensateci su.

Nessun esercito! Nessuno Stato! Nessun apparato militare!

[atene, grecia]: Rivendicazione per l’attacco incendiario contro l’auto di Dimitris Karonis, professore del Politecnico di Zografou, da parte di Commando Kyriakos Xymitiris

Da La Nemesi, 27.04.24

I SILENZI DEVONO TRASFORMARSI IN GRIDA

In un’epoca di silenzio opprimente e apatia diffusa, è necessario prendere posizione e agire. Come meglio possiamo, ma dobbiamo agire. Non ci sono scuse, non c’è spazio per rinvii e indugi. Il mondo corre a una velocità folle, ci supera, ci calpesta e non rimane nulla in piedi, eppure noi facciamo finta che non stia succedendo nulla. I MORTI AMMAZZATI SUI TRENI E NELLE FABBRICHE, QUELLI UCCISI TRA LE MACERIE DI GAZA, LE BAMBINE UCCISE A MINAB, LE PERSONE UCCISE A COLPI DI PISTOLA ALLA SCHIENA IN MINNESOTA. In ogni angolo del pianeta, il monopolio statale della violenza deve essere messo in discussione. Nel teatro dell’assurdo e della più oscura distopia che stiamo vivendo, restare al nostro posto impassibili costituisce una complicità sanguinosa. Una complicità sporca di sangue, quella di una società di persone con il sorriso sfregiato, il passo docile e le mani sporche di sangue. Una società caduta in un “dolce” letargo tra le braccia di un Morfeo digitale (cultura mediatica contemporanea, comunicazione e, in definitiva, disinformazione) e che sta vivendo una crisi pandemica non eccezionale, ma permanente, i cui sintomi, questa volta, sono l’apolitica sudditanza e la dedizione esclusiva di ciascuno alla propria esistenza. L’alternativa a questo lento ma doloroso soffocamento assimilatorio la troviamo in un atteggiamento esistenziale dignitoso e in una scelta consapevole di fronte a un sistema insaziabile, nonché nella profonda empatia e solidarietà verso chi ci sta accanto.

Passiamo quindi all’azione e rivendichiamo la responsabilità dell’attacco incendiario contro l’auto del professore Dimitris Karonis, nella zona del Politecnico di Zografou. Su ordine del partito Nea Dimokratia, Karonis ha insabbiato la verità sul caso di Tempi.

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