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[Meylan, Francia] Incendio della cabina di fibra ottica di Dassault

Da Indymedia Nantes, 19.06.26

Nella notte tra il 18 e il 19 giugno, la cabina di fibra ottica situata al 18 di chemin de Malacher, a Meylan, è stata incendiata. Il contenuto della cabina è interamente bruciato a causa di un mezzo litro di benzina. A questo indirizzo, la palazzina “Le Signal” ospita i locali di diverse imprese informatiche, tra cui Dassault Systèmes.

Questa impresa sviluppa dei software di progettazione 3D per la fabbricazione e la costruzione in tutti i campi, comprese l’aeronautica e l’armamento. Dassault Systèmes possiede degli uffici in Israele e a Ra’anana, città costruita sulle rovine del villaggio palestinese di Tabsur. Numerose imprese di armi israeliane utilizzano software venduti da Dassault Systèmes.
Fa parte del gruppo Dassault, che fabbrica aerei militari e li vende a numerosi paesi imperialisti come Stati Uniti e Israele. Dassault Aviation mantiene molte partnership con le imprese israeliane Elbit e IAI per la fabbricazione di aerei Rafale. Quindi ogni aereo venduto rappresenterà dei benefici per l’idustria di armi istraeliana. Allo stesso tempo il gruppo Dassault è il principale azionista privato di Thales, che è fortemente implicata nel commercio di armi con Israele.

Noi volevamo compiere questo attacco mente aveva luogo il salone di guerra Eurosatory. Questa esposizione avviene ogni due anni a Villepinte e le armate e le imprese di numerosi paesi si vantano della superiorità del loro equipaggiamento e delle loro macchine da guerra.

Solidarietà con gli anarchici italiani Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro e Tony dopo l’operazione del 16 giugno e la loro incarcerazione.
No all’estradizione di Gino e Zaid verso la Germania. Free All Antifas!

A proposito del sabotaggio coordinato contro la rete di fibra ottica durante le Olimpiadi [di Parigi]

Da sans nom, 30 luglio 2024

Mentre la SNCF sta faticosamente cercando di riprendersi dal sabotaggio che ha colpito la rete dei treni ad alta velocità, le Olimpiadi di Parigi 2024 non sembrano ancora fuori pericolo. Nella notte tra domenica e lunedì 29 luglio, infatti, si è verificato un nuovo «sabotaggio massiccio» che ha colpito la rete a lunga distanza della fibra ottica ad alta velocità (dorsale).

Concretamente, tra l’una e le tre del mattino le autostrade digitali in fibra ottica sono state interrotte volontariamente in almeno dieci dipartimenti (Ain, Aude, Ardèche, Drôme, Hérault, Bouches-du-Rhône, Oise, Marne, Meuse e Vaucluse), con conseguenze di vasta portata, poiché la sezione di questi cavi della rete a lunga distanza dell’operatore di infrastrutture SFR ha avuto un impatto su molti altri operatori di telecomunicazioni. Tra questi, si possono citare in particolare Free, Bouygues, Orange (fornitore di telecomunicazioni delle Olimpiadi di Parigi 2024), TDF, OVH, SFR, Netalis, Axione, Vodafone, British Telecom e Colt (operatore britannico che opera in 28 paesi europei).

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Colombelles (Francia): Incendi volontari al campus tecnologico Effiscience

Da Attaque, 30.9.25

In questo fine settimana, caratterizzato dall’estensione dei terreni della guerra in Medio Oriente e dallo svolgimento del Salone di Le Bourget a Parigi, abbiamo deciso di interrompere l’attività del polo di innovazione tecnologica Effiscience a Colombelles, che riunisce in un unico “campus” numerose aziende del complesso militare-industriale: Safran Data Systems, Sotraban, NXP Semiconductors, Telit Wireless Solution, Nucleopolis, CLARA, Probent Technology, Atos & Bull Technologies, Eff’Innov Technologies…

Nella notte tra il 22 e il 23 giugno, abbiamo dato fuoco a due cabine di fibra ottica situate in Rue du Bocage, all’interno del sito. Le fiamme hanno cominciato a divampare quando ci siamo allontanati dal luogo. È facile immaginare che domani mattina sarà difficile connettersi a Internet in quella zona.

Le immagini spettacolari dei bombardamenti a migliaia di chilometri di distanza non devono farci dimenticare che le armi vengono fabbricate qui, nei centri di ricerca e produzione. Indignarsi per i massacri è una cosa (fondamentale), ma agire è un’altra, resa necessaria dalla brutalità degli eventi e dalla volontà di trasformare radicalmente le basi sociali su cui si fondano guerre, confini e genocidi.

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