ALCUNE RIFLESSIONI, E UN APPELLO ALLA MOBILITAZIONE, IN SOLIDARIETÀ ALLX COMPAGNX ARRESTATX E INQUISITX NELL’OPERAZIONE DEL 16 GIUGNO

da Brughiere

Sono passati dieci giorni da quando, all’alba, in varie parti dello stivale, compagnx si svegliavano con i colpi degli sbirri alle porte ed alle barricate; dieci giorni da quando hanno sigillato col cemento il Bencivenga; dieci giorni in cui si è dormito poco, bestemmiato molto, pensato e riflettuto.
Abbiamo bisogno di trasformare l’universo di emozioni e sensazioni che abbiamo dentro attraverso le parole; abbiamo bisogno di ritrovarci nel calore della solidarietà, di un agire concreto che spezzi il dispositivo più atroce della repressione: l’isolamento.

Vogliamo altresì ambire a riflessioni ed analisi che siano all’altezza dei tempi davvero complessi e gravi che stiamo vivendo per provare a farne, invece, un momento propizio. Anche se con la fretta dell’ennesima ghigliottinata alle nostre relazioni di complicità, avvertiamo la priorità di far uscire qualche concetto che, a caldo, consideriamo cardine per la lettura di questa ennesima indagine antianarchica. Ci troviamo di fronte ad un copione che mescola vecchi e nuovi strumenti repressivi in un contesto connotato da profondi mutamenti sociali ma, esistendo tante e più approfondite analisi sul presente che viviamo oggi, vogliamo concentrarci non tanto sul tratteggiare il contesto-mondo nel quale viene calata dal dominio questa operazione, quanto più cosa questa operazione ci dice del mondo.

Gli ingredienti che vengono citati ripetutamente, al fine di persuadere un GIP a firmare la carcerazione dex nostrx compagnx, parlano del contesto di alcune lotte che si sono sviluppate, in italia, negli ultimi anni. E da qui cerchiamo di partire. Ci riferiamo principalmente alla lotta contro al 41bis che, in qualche forma, secondo chi scrive, ha trovato dei rapporti di continuità nelle mobilitazioni per la Palestina, sviluppatesi con forti connotati antiautoritari (nel primo caso squisitamente anarchici) e che, crediamo, sia importante rivendicare come un tassello del nostro presente di conflitto.

Di quei giorni e mesi di rabbia e azione non devono essere le carogne di tribunali, giornali o caserme a parlare per noi, ma quando lo fanno, citandoli esplicitamente come movente della repressione, ci sembra che sia fondamentale soffermarsi sul portato che ha avuto ed avrà, ciò che abbiamo messo, e che metteremo, in campo. Forse non c’è stato il tempo (o la voglia) di analizzare approfonditamente quello che si è giocato in quelle strade e in quelle piazze ma l’operazione repressiva del 16 giugno muove i suoi passi anche da lì e quindi ci pare sensato interrogarci sul perchè.

Il potere parte dalla necessità che lx anarchicx devono essere isolatx, mistificatx, sbattutx sui giornali quando lx si arresta, e poi ritornare nel dimenticatoio della storia. Così, in parte, lo stato riesce a gestire l’esistenza di un’idea-pratica che porterà alla sua distruzione ed estinzione della sua ragion d’essere: il dominio. Quando lx anarchicx invece non sono più alienx ma sono presenti nello spazio pubblico e i loro slogan sono sulle bocche di persone “insospettabili” o quando nelle manifestazioni di massa alcuni temi e pratiche dell’anarchismo si diffondono, ecco che lo stato decide di dare un segnale più forte di altri. La repressione non serve, infatti, solo a tentare di spezzare dei legami consolidati, fiaccare animi e corpi, diffondere allarme tra lx nemichx dell’ordine, ma anche a dissuadere potenziali complici da unirsi ax “cattivx maestrx”. La grandinata di denunce e arresti e misure preventive nei confronti di quellx che si definiscono attivistx è lì a testimoniare che, certo, questo governo è più zelante di altri nel reprimere fino al semplice dissenso, ma questa furia castigatrice ci dice anche che il leviatano deve colpire per mantenersi in vita, scagliandosi sempre più spesso e sempre più violentemente contro lx proprx oppositricx. È la logica stessa della guerra: prosegue solo se hai nemici sempre freschi da combattere e da dare in pasto alla parte di popolazione soggiogata dai rigurgiti patriottici.

Fortunatamente esistono ancora – e sempre esisteranno – minoranze agenti che non solo disertano l’arruolamento patriottico delle coscienze, ma cercano anche di sabotarlo. In questo senso leggiamo lo sgombero di un luogo storico del movimento anarchico, della controcultura, dell’opposizione alla vita metropolitana mercificata: ci tolgono gli spazi perchè è nell’attarversarli assieme (siano essi piazze, squat, cascine, montagne) che si creano legami e possibili cospirazioni. Ci tolgono i nostri luoghi anche per farla finita con la nostra storia, che così come la questione palestinese ci dice, è visceralmente connessa ai territori che abitiamo, in cui lottiamo.

In ogni contesto di guerra la compressione dello spazio pubblcio deve essere massima, figuriamoci sopportare l’esistenza di un’isola di alterità così sfacciata com’è sempre stato il Bencivenga.

E se di guerra si parla è perchè tutto nell’azione della repressione parla il linguaggio bellico: la prova muscolare d’irruzioni sbirresche coi passamontagna calati in faccia; l’apposizione, a mo di sfregio fascista, del tricolore sulla porta appena murata del Benci, che cosa sono se non una diapositiva della guerra che, a macchia di Leonardo è già in atto contro chi sceglie la via della ribellione o percorre, per moto centrifugo della storia, il grande esodo dell’esclusione dai privilegi?

E cosa è stata la celebrazione dei giochi di Milano-Cortina, contro i quali l’azione di sabotaggio dei treni di cui si parla nell’indagine si è scagliata come un fulmine, se non una gigantesca e multimilionaria parata di guerra? (che trova nell’ostentata presenza delle truppe ICE il suo apice)
Il fatto che lo stato, nelle sue stesse vene o arterie – le infrastruttre di trasporti e telecomunicazioni – possa essere ostacolato, indebolito, sabotato, rallentato, è intollerabile per un istituzione totalitaria che si identifica, al netto dei formalismi democratici-liberali, essenzialmente con la sua stessa tensione alla guerra, esterna come interna. Guerra non dichiarata che chiamiamo normalità.

Le armi che si dispiegano in questo stillicidio contro la ribellione e l’alterità, allo stato attuale dell’organizzazione sociale, non sono più rappresentate dal plotone d’esecuzione che si schiera d’innanzi allx condannatx, piuttosto un dedalo di sofisticati tranelli e tagliole che prendono il nome di leggi. Con questo non vogliamo dire che la legge sia uno strumento repressivo nuovo (è purtroppo vecchio quanto l’autorità) ma che assistiamo ad una forma di pan-penalizzazione e pan-normatività, nel contesto italiano, che ci attanaglia, e questa particolare forma di repressione causa tutta una serie di specifiche conseguenze in noi che la subiamo e vi resistiamo.

Inoltre l’arsenale dello stato italiano si è incredibilmente arricchito di nuovi strumenti repressivi negli ultimi anni (senza mai tralasciare di oliare struttre ben rodate e indispensabili come, appunto, il 41bis) e questo, si badi bene, non lo imputiamo alla natura fascista dei governanti attuali: mai come oggi ci permettiamo di dire che democrazia e fascismo sono esattamente due facce della stessa medaglia, intercambiabili e possibilmente coesistenti. Un articolo, tra gli altri, che questa indagine scaglia sul capo dex nostrx compagnx, e che ha giustificato l’arresto di due di loro (arresto che, a parità di condizioni, solo un anno fa non sarebbe avvenuto) che ci pare necessiti un’urgente presa in carico da parte nostra è il 270quinques terzo. Il così detto “terrorismo della parola”.

Se infatti sono anni, decenni, che ci confrontiamo con accuse legati ai reati associativi (270bis) il fatto di punire la semplice detenzione di materiale cartaceo o virtuale che possa essere considerato da lor signori come terrorista, apre la porte a scenari di arresti (in flagranza!) facilissimi per i nostri repressori. Il 270quinques terzo, a differenza del secondo (autoaddestramento) a detta dex legali, è estremamente ostico da smontare in sede processuale perchè non vi è la necessità da parte del PM di dimostrare alcuna intenzionalità nel “passare all’azione”: il semplice fatto di possedere uno scritto incriminato può condurci in galera. Questa legge sembra fatta proprio apposta per un movimento, come quello anarchico, dove gli scritti hanno sempre avuto grande e numeroso risalto sia nella crescita individuale, sia nella propaganda.

Queste le suggestioni che abbiamo ritenuto, dopo confronti tutti da approfondire, di condividere per tracciare un minimo comune terreno di azione e di discorso sul quale vogliamo chiamare la mobilitazione per la solidarietà a chi è statx arrestatx, perquisitx, inquisitx, imprigionatx in casa propria.

Sentiamo forte in questo momento la spinta a fare sì che la repressione non sia mai e poi mai vissuta come una questione privata (benchè si parli di un contesto che non è quello anarchico, il suicidio di due attivisti per la Palestina, a Torino, posti agli arresti domiciliari, ci dà un sanguinario polso della situazione) e vogliamo, in chiusura di questo testo, chiamare alla mobilitazione in solidarietà ax compagnx colpitx nell’operazione del 16 giugno. Proprio per uscire dall’angolo, proprio per riportare nella dimensione pubblica il fatto che c’è un mondo che si sta disfacendo e del quale possiamo accelerare la caduta, costruendo nel mentre quel sogno difficilissimo e irrinunciabile che è l’anarchia.

Nelle giornate dal 10 al 12 luglio, in vista del riesame, facciamo quindi sentire forte la solidarietà ax nostrx compagnx ostaggx dello stato: ognunx nei modi che riterrà opportuno, come sempre diciamo, per uscire dall’angolo della presa male e rilanciare la nostra voglia di ribaltare questo dannato presente. La libertà è possibile e tangibile, nella lotta per la liberazione.

Solidarietà e complicità con lx arrestatx, perquisitx, inquisitx del 16 giugno! Nico, Micol, Pietro, Giu, Luna, Bibi, Toni, Ste liberx subito!

Tuttx liberx, fuoco a tribunali e galere!

Alcunx compagnx solidalx

Di seguito diffondiamo gli estremi del conto sul quale versare benfit e contributi economici per l’operazione del 16 giugno: D’ORA IN AVANTI FATE RIFERIMENTO SOLO A QUESTO CONTO.

Giovanna di Romano
IT67E3608105138259570159586
Numero Carta PostePay
5333174809836489

Questi, al momento gli indirizzi disponibili dex compagnx: scriviamo loro, non facciamolx sentire solx nè isolatx

Andrea Toniolo (Toni):
C.C. di Rossano – Contrada ciminata.
87064 – Corigliano Rossano (CS)

Francesco Benedetti (Bibi):
C.C di Rossano – Contrada ciminata.
87064 – Corigliano Rossano (CS)

Micol Marino:
C.C. Rebibbia femminile – Via Bartolo Longo 92
00156 – Roma (RM)

Stefano Marri:
C.C. di Terni – Strada delle campore 32
05100 – Terni (TR)

Pietro Rosetti:
C.C di Terni – Strada delle Campore  32
05100 – Terni (TR)

Nico Aurigemma:
C.C. di Ferrara – Via arginone 327
44122 – Ferrara (FE)


Arnau è ancora a Regina Coeli in attesa di trasferimento.
L’indirizzo per scrivergli per il momento resta:

Arnau Vallet Casadevall
Regina Coeli, via della Lungara 29
00165 Roma

[Portland, Oregon – USA] Amazon uccide

da rosecitycounterinfo, 25.06.26

Amazon uccide, amazon uccide i propri lavoratori, Amazon uccide i fiumi e le terre. Amazon uccide la libertà, e la rimpiazza con un consumismo vuoto progettato per dare l’illusione della scelta.

Ieri notte ho bruciato dei furgoni delle consegne di Amazon parcheggiati vicino a dei locali di Rivian, a Portland. I furgoni sono andati in pochi minuti e ne è rimasto solo il telaio in metallo: nessuna sorpresa visto che sono fatti prevalentemente di plastica 😉

E’ facile perdere la speranza e sentirsi impotenti nell’avanzare di un mondo sempre più artificiale e questo è l’obiettivo. Ma un’altra vita è possibile, se osiamo.

Quattro furgoni Amazon non sono molto, ma è un promemoria che con po’ di audacia e tanta rabbia e passione nel tuo cuore, puoi contrattaccare. Tutto quello che devi fare è scegliere di agire: agisci per il pianeta, agisci per la libertà, agisci per l’altrx e, ancora più importante, agisci per te stessx.

Saluti ardenti per il solstizio a tuttx l’anarchicx in fuga e nell’ombra!

Pubblicato anonimamente

[Hochelaga, Canada] Rifiutando la Tech-Dystopia: crollata torre delle telecamere AI di GardaWorld a Hochelaga

da actforfree, 23.06.26

Circa un mese fa, senza alcun annuncio, una grande torre di telecamere è stata piazzata nel mezzo di Marche Maisonneuve, a Hochelaga.
La torre era un nuovo strumento di telecamere di sorveglianza AI sviluppate dalla compagnia locale nemica GardaWorld. Queste torri di controllo sono in fase di distribuzione in tutto il Nord America da parte delle migliaia di nuove compagnie di controllo ECAM.

Infuriati per l’avanzata continua delle tecnologie di sorveglianza nelle nostre vite e incoraggiati da un inverno pieno di attacchi di telecamere in città, abbiamo deciso di farci qualcosa.
Siamo andati una notte, abbiamo buttato già la torre e distrutto le telecamere. Siamo stati riempiti di gioia quando nello scoprire che altri sono arrivati prima di noi, in quello che era chiaramente un tentativo di bruciare la torre. ECAM si rivendica che, usando la tecnlogia AI, questa torre avvertirà le autorità di attività sospette prima che un crimine venga commesso. Chiaramente non sono riusciti a farlo abbastanza in fretta.

Da allora la torre è stata rimossa dalla piazza e dove un tempo sorgeva ora rimangono solo tracce di bruciatura sul cemento. E’ bello. L’unico rimorso è che la torre è stata tollerata per un intero mese. Speriamo che altri, mossi da spirito ribelle, non lascino in piedi nessuna di queste torri.

“Perché dietro ogni telecamera ci sono i ricchi e i potenti, che contano nella paira per mantenere la pace sociale necessaria per i loro profitti” – da “Why Destroy Cameras”, un poster visto in Hochelaga che ci ha ispirati.

CAMOVER

Inviato anonimamente a MTL Counter-info

[Canelones, Uruguay] Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un’antenna telefonica

Da Informativo Anarquista, 19.06.26

Il fuoco luddista è tornato a illuminare la notte della soddisfazione cittadinista e la monotonia delle nostre vite da consumatori. Nella notte tra il 29 e il 30 maggio abbiamo bruciato un’antenna di telefonia e tutta la sua merda di apparecchi radiomagnetici. Questo sulla costa di Canelones, territorio controllato dallo stato uruguaiano, assassino e repressore. In memoria del compagno Panky Mauri, caduto 17 anni fa e di tuttx lx combattentx assassinatx e incarceratx dal capitale.

In questa epoca di tecnofascismo e di attivismo in rete, ricordiamo che le basi materiali di questo sistema che controlla la vita attraverso la tecnica e gli algoritmi possono ridursi in cenere.
Salutx ax selvaggx!!!!!!!!!!!

Ned e amicx

Silenzio!!!…le antenne stanno bruciando.

[Meylan, Francia] Incendio della cabina di fibra ottica di Dassault

Da Indymedia Nantes, 19.06.26

Nella notte tra il 18 e il 19 giugno, la cabina di fibra ottica situata al 18 di chemin de Malacher, a Meylan, è stata incendiata. Il contenuto della cabina è interamente bruciato a causa di un mezzo litro di benzina. A questo indirizzo, la palazzina “Le Signal” ospita i locali di diverse imprese informatiche, tra cui Dassault Systèmes.

Questa impresa sviluppa dei software di progettazione 3D per la fabbricazione e la costruzione in tutti i campi, comprese l’aeronautica e l’armamento. Dassault Systèmes possiede degli uffici in Israele e a Ra’anana, città costruita sulle rovine del villaggio palestinese di Tabsur. Numerose imprese di armi israeliane utilizzano software venduti da Dassault Systèmes.
Fa parte del gruppo Dassault, che fabbrica aerei militari e li vende a numerosi paesi imperialisti come Stati Uniti e Israele. Dassault Aviation mantiene molte partnership con le imprese israeliane Elbit e IAI per la fabbricazione di aerei Rafale. Quindi ogni aereo venduto rappresenterà dei benefici per l’idustria di armi istraeliana. Allo stesso tempo il gruppo Dassault è il principale azionista privato di Thales, che è fortemente implicata nel commercio di armi con Israele.

Noi volevamo compiere questo attacco mente aveva luogo il salone di guerra Eurosatory. Questa esposizione avviene ogni due anni a Villepinte e le armate e le imprese di numerosi paesi si vantano della superiorità del loro equipaggiamento e delle loro macchine da guerra.

Solidarietà con gli anarchici italiani Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro e Tony dopo l’operazione del 16 giugno e la loro incarcerazione.
No all’estradizione di Gino e Zaid verso la Germania. Free All Antifas!

Nuova operazione repressiva per 270bis. Sgombero del Bencivenga Occupato a Roma e arresti e perquisizioni in diverse città.

Da brughiere, aggiornato al 17.06.26


Dalle 5 circa della mattina del 16 giugno 2026 è scattata l’ennesima operazione repressiva, diretta dalla procura di roma, che ha coinvolto numerosx compagnx anarchicx in varie parti della penisola. Il reato contestato è un’associazione con finalità di terrorismo (art.270 bis). L’associazione sarebbe inerente alcuni sabotaggi compiuti in occasione della devastazione dei territori di Milano e Cortina, anche nota come Olimpiadi Invernali.
A quanto ci risulta sono state applicate 5 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A seguito delle perquisizioni però, con la contestazione di autoaddestarmento (270 quinquies), altri 2 compagni sono stati tratti in arresto in attesa della convalida.
A seguito di questa operazione il Bencivenga occupato è stato sgomberato.
Attualmente elenchiamo gli indirizzi noti dex compagni incarceratx.

Nico Aurigemma
Arnau Vallet Casadevall
Stefano Marri
Andrea Toniolo
Regina Coeli, via della Lungara 29, 00165, Roma

Micol Marino
C.C. Rebibbia femminile, via Bartolo Longo, 92 00156 Roma
Francesco Benedetti
C.C.Lorusso e Cotugno, via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151, Torino

Pietro Rosetti
C.C.di Forlì, via della Rocca 4, 47121, Forlì

Questi indirizzi sono provvisori e potrebbero cambiare nei prossimi giorni. Seguiranno aggiornamenti.
A loro va tutta la nostra solidarietà. Con rabbia e amore, per l’anarchia.


16/06/26

Dalle 5 circa della mattina del 16 giugno 2026 è scattata l’ennesima operazione repressiva da parte della procura di Roma, che ha coinvolto numerosx compagnx anarchicx in varie parti della penisola. Il reato contestato è un’associazione con finalità di terrorismo (art.270 bis). L’associazione sarebbe inerente alcuni sabotaggi compiuti in occasione della devastazione dei territori di Milano e Cortina, anche nota come Olimpiadi Invernali.
A quanto ci risulta sono state applicate 5 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A seguito delle perquisizioni però, con la contestazione di autoaddestramento (270 quinquies), altri 2 compagni sono stati tratti in arresto, per loro non era inizialmente prevista alcuna misura cautelare.
A seguito di questa operazione il Bencivenga occupato è stato sgomberato.
Attualmente elenchiamo gli indirizzi noti dex compagni incarceratx.

Nico Aurigemma
Arnau Vallet Casadevall
Stefano Marri
Regina Coeli, via della Lungara 29, 00165, Roma

Micol Marino
C.C. Rebibbia femminile, via Bartolo Longo, 92  00156 Roma

Pietro Rosetti
C.C.di Forlì, via della Rocca 4, 47121, Forlì

Francesco Benedetti
C.C.Lorusso e Cotugno, via Maria Adelaide Aglietta 35, 10151, Torino

Questi indirizzi sono provvisori e potrebbero cambiare nei prossimi giorni. Uno dei due compagnx arrestatx a seguito della perquisizione pare ancora in questura in attesa del processo per direttissima. Seguiranno aggiornamenti.
A loro va tutta la nostra solidarietà. Con rabbia e amore, per l’anarchia.

[Ratisbona, Germania]: Doppio attacco incendiario contro la rete elettrica e l’industria dei microchip

Da Sans nom, 15.06.26

Ratisbona (Germania), 8 giugno 2026. Incendiati i cavi sotto il ponte che attraversa il Danubio e conduce alla centrale idroelettrica, la quale a sua volta alimenta il vicino stabilimento di semiconduttori.

La notte tra domenica e lunedì 8 giugno non è stata come le altre a Ratisbona, laboriosa città della Baviera situata a metà strada tra Monaco e Norimberga. Non perché i suoi abitanti non abbiano potuto dormire sonni tranquilli, ma perché il loro caro strumento di lavoro ha rischiato grosso. Quella notte, infatti, mentre gli onesti lavoratori ricaricavano il loro livello di servitù volontaria prima di tornare al triste lavoro, delle creature della notte hanno tentato di attaccare col fuoco la rete elettrica della città in due punti: da un lato, a sud, nel sobborgo di Pentling, agendo contro un traliccio elettrico situato vicino a un parco solare; dall’altro, a nord-ovest di Ratisbona, verso le quattro del mattino, incendiando i cavi che passano sotto un ponte sul Danubio e che sono collegati direttamente alla centrale idroelettrica della zona. Il costo stimato dei danni non è stato reso pubblico nel primo caso, dove il dispositivo sembra aver avuto scarso successo, mentre nel secondo caso è stato stimato in 30.000 euro.

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[Marsiglia, Francia] : Fuoco contro la fabbrica di armi Eurolinks

Da Indymedia Lille, 05.06.26

Abbiamo dato fuoco all’impianto elettrico della Eurolinks.

Per bloccare per diverse settimane questa fabbrica di morte che produce a Marsiglia materiale bellico venduto all’esercito israeliano, responsabile del genocidio in Palestina.

Per mostrare la nostra solidarietà a chi subisce le guerre in Libano, in Iran, in Palestina e altrove.

Per far sì che le aziende francesi produttrici di armi smettano di trarre profitto dalla morte e dal colonialismo.

Per unirci alle resistenze di tutto il mondo nella lotta contro il militarismo e l’autoritarismo.

4 giugno 2026

[Reutlingen, Germania]: Staccare la corrente allo stabilimento di semiconduttori «Bosch»

Da Sans nom, 11.06.26

Reutlingen (Germania), 8 giugno 2026. L’incendio intenzionale della sottostazione elettrica provoca il parziale arresto dello stabilimento di semiconduttori «Bosch».

Nella notte tra domenica e lunedì 8 giugno, intorno all’1:45, la sottostazione elettrica di Betzingen, situata a ovest di Reutlingen (città di circa 120.000 abitanti a quaranta chilometri da Stoccarda, in Baden-Württemberg), è stata oggetto di un atto di sabotaggio. È stata tagliata la recinzione e sono stati appiccati tre focolai d’incendio contro cavi e trasformatori ad alta e media tensione, gestiti congiuntamente dagli operatori Netze BW e FairNetz. Circa duecento pompieri sono stati inviati sul posto e hanno impiegato quasi cinque ore per spegnere gli incendi.

Decine di migliaia di persone sono rimaste immediatamente senza elettricità, un numero che è sceso a 7.500 nel corso della giornata di lunedì, prima che l’intera rete venisse ricollegata mercoledì 10 giugno. I danni sono stimati in diversi milioni di euro e i lavori di riparazione richiederanno diversi mesi. Ma la cosa più allarmante, per tutti i benpensanti che si sono riversati in un fiume di indignazione, è che un complesso industriale della Bosch, che impiega 10.000 persone e si trova proprio a Reutlingen e nel suo sobborgo di Kusterdingen, ha potuto riprendere le sue attività nocive solo molto più tardi e solo in alcuni settori (come la logistica), grazie a generatori di emergenza. Un complesso di stabilimenti sensibili all’interno dei quali gli schiavi salariati lavorano allo sviluppo e della produzione di semiconduttori e unità di controllo elettroniche…

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[Garching, Germania]: A proposito del campus high-tech e dell’incendio di due tralicci

Da Sans nom, 09.06.26

Garching (Germania), 25 maggio 2026. Incendio volontario dei cavi ad alta tensione di due tralicci, nell’area del campus tecnico-scientifico

Il 25 maggio scorso, intorno alle 3:50, si è verificato un incendio intenzionale contro due tralicci elettrici a Garching, nella periferia nord di Monaco di Baviera. «Gli elementi di cui disponiamo al momento indicano chiaramente che si è trattato di un atto di sabotaggio. Le nostre forze di sicurezza stanno conducendo le indagini a ritmo serrato», ha dichiarato il ministro dell’Interno regionale Joachim Herrmann (CSU). Nonostante l’incendio abbia causato solo un’interruzione di corrente della durata di 45 minuti*, si nota la riluttanza dei media a menzionare il luogo e il contesto dell’incidente. «Considerando l’obiettivo e le modalità dell’azione, si può supporre che si tratti di un atto di matrice politica», ha dichiarato la Procura generale che dirige le indagini. I media locali, tuttavia, non hanno detto nulla sui motivi per cui l’obiettivo colpito porta a questa conclusione. Per quanto riguarda i loro colleghi nazionali, hanno mantenuto il silenzio totale su quanto accaduto. Una breve ricerca su Internet permette di capire chiaramente perché lo Stato sia così sicuro che si sia trattato di un atto di sabotaggio.

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[Rousset (Bouches-du-Rhône), Francia]: Staccare la corrente alle fabbriche di microchip

Da Sans nom, 08.06.26

Aperta un’indagine dopo l’incendio di un trasformatore elettrico nella zona industriale di Rousset
La Provence, 5 giugno 2026 (estratto)

Nella notte tra lunedì 1° e martedì 2 giugno, un «atto doloso», secondo quanto riferito dal Comune, ha provocato l’incendio del trasformatore elettrico di potenza situato nella zona industriale di Rousset. Una rete metallica che circonda l’area in cui si trova il trasformatore è stata tagliata per consentire l’accesso al luogo, sempre secondo quanto riferito dal Comune. Questo atto vandalico ha causato un’interruzione di corrente che ha interessato tre aziende del settore [tra cui i produttori di semiconduttori STMicroelectronics e Microchip Technology, nonché i loro fornitori*]. Un trasformatore di potenza è un componente elettrico ad alta tensione, essenziale per il funzionamento delle reti elettriche. Non appena i fatti sono stati scoperti, la polizia municipale è intervenuta per raccogliere i primi elementi utili alle indagini.

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[Montréal, Canada]: Rifiutare la distopia di GardaWorld: sabotaggio di una torre di videosorveglianza con IA a Hochelaga

Da Montréal Contre-Information, 08.06.26

Per un mese intero, senza nessun preavviso, una torre di videosorveglianza è stata installata al centro della piazza del mercato Maisonneuve, situata nel quartiere di Hochelaga. Si trattava di una stazione di videosorveglianza ECAM, realizzata dalla nemica società quebecchese GardaWorld. L’azienda ha sviluppato questo nuovo strumento di videosorveglianza basato sull’intelligenza artificiale con l’obiettivo di implementare la sorveglianza di massa in Nord America. Già migliaia di ECAM hanno invaso il continente. Infuriati/e dalla sorveglianza sempre più presente nelle nostre vite quotidiane e incoraggiati/e dal movimento di distruzione delle telecamere che si è verificato durante l’inverno, abbiamo deciso di agire.

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[BERLINO, GERMANIA]: VANDALIZZATO FURGONE APPARTENENTE A KONE DITTA CHE COLLABORA CON IL SISTEMA CARCERARIO IN SOLIDARIETÀ CON I PRIGIONIERI GRECI

Da Act for freedom now!, 08.06.26

Nella notte tra venerdì e sabato (15-16 maggio), abbiamo vandalizzato un furgone della KONE parcheggiato a Connewitz, distruggendo i finestrini, squarciando le gomme e lasciamdo lo slogan «Contro le prigioni». Il produttore di ascensori KONE è coinvolto nella costruzione di carceri e trae quindi profitto direttamente dal disumano sistema carcerario.

Con questa azione, inviamo saluti militanti e pieni di solidarietà ad Atene. Lì, tra gli altri, la nostra compagna anarchica Marianna è stata condannata a 19 anni di carcere poche settimane fa per aver incorporato nella sua resistenza la via della resistenza armata contro il mondo dell’oppressione. Una via che è costata la vita al suo compagno Kyriakos Xymitiris. Inoltre, altri sei compagni sono da ieri in custodia cautelare, accusati di aver compiuto una serie di espropri armati di banche; anche in questo caso, rischiano lunghe pene detentive.

La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella!

Libertà per tutti i prigionieri!

Saluti militanti ai prigionieri greci!

[ATENE, GRECIA]: DISTRUTTA TELECAMERA AI

Da Act for freedom now!, 31.05.26

Ieri mattina (25/5) abbiamo notato che stavano installando una telecamera di sorveglianza fuori dal liceo locale.

Così, la sera stessa, non appena l’installazione è stata completata (non era ancora stata collegata alla rete elettrica), abbiamo deciso di passare all’azione.

Così abbiamo distrutto la telecamera, l’abbiamo imbrattata con vernice spray e abbiamo attaccato adesivi contro l’IA e la sorveglianza in generale. In una zona dove per anni non c’erano telecamere statali a sorvegliarci e quelle private esistenti erano posizionate in punti che non ci riguardavano, abbiamo pensato che fosse meglio lasciare le cose come stavano.

L’azione, come si vede nel video, è stata semplice e molto breve, quindi invitiamo altri gruppi e individui di tutti i quartieri a resistere alla diffusione dell’IA e dei dispositivi di sorveglianza.

SE NON HAI NULLA DA NASCONDERE ALLO STATO E ALLE AZIENDE, SEI GIÀ MORTO

BASTA CON IL CONTROLLO

Anarchici della zona di Acharnon, Atene

[ATENE, GRECIA]: ATTACCO CON MOLOTOV AL TRIBUNALE DI EVELPIDON IN SOLIDARIETÀ CON COLORO SOTTO ACCUSA PER LA RAPINA IN BANCA DI KATO TITHOREA

Da Dark Nights, 06.06.26

L’avvenire è la maschera della paura. Il coraggio e la forza non hanno avvenire per il semplice fatto che sono essi stessi l’avvenire che si rivolta sul passato e lo distrugge.
“La purezza della vita procede soltanto con la nobiltà del coraggio che è la filosofia dell’azione.”
Osservai: “La purezza di questa tua vita mi sembra rasentare il delitto!”
Rispose: “il delitto è sintesi suprema di libertà e di vita.”

Estratto da L’Espropriatore di Renzo Novatore

La mattina dell’11 maggio, un gruppo di compagni ha fatto irruzione in una banca a Karo Tithorea. Poche ore dopo, otto compagni sono stati arrestati; dopo le udienze preliminari, sei sono stati rinviati a giudizio e trasferiti in diverse carceri.

Come ci si può sentire umani negando quella caratteristica fondamentale dell’essere umano che è prendere l’iniziativa invece di aspettare che ci venga dato qualcosa? Soprattutto quando si tratta di rivendicare ciò che ci spetta di diritto. Come si può accettare il sistema esistente quando ci infligge violenza ogni giorno?

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[Froges (Isère), Francia]: Rivendicazione di un attacco ai tralicci contro STM e Soitec: acqua e stelle, non chip e nucleare!

Da Indymedia Nantes, 05.06.26

All’inizio della settimana, abbiamo attaccato due tralicci delle linee ad alta tensione che alimentano la sottostazione elettrica di Froges, nel Grésivaudan. Questa sottostazione fornisce elettricità agli stabilimenti di semiconduttori STMicroelectronics e Soitec. Abbiamo segato le basi di questi tralicci, ma sono rimasti in piedi nonostante i nostri sforzi per farli cadere e causare un’interruzione di corrente.

RTE, queste linee devono essere messe fuori tensione subito!

Il nostro sabotaggio si inserisce in una lotta più ampia contro il sistema tecno-industriale. Cogliamo l’occasione per salutare i/le partecipanti al corteo in corso a Grenoble e far loro sapere che siamo in molti/e a opporci al loro mondo di microchip, alienazione e distruzione della vita.

Azione diretta!

Solidarietà!

Resistenza!

Sul disertare lo scontro frontale e l’abbandono delle logiche proprie del potere

Da Latebre, Maggio ’26

Con lo scopo di incanalare la naturale tendenza degli essere viventi, tra cui quelli umani, al conflitto e al dissenso, il potere ha creato e legittimato numerose modalità.

Votazioni, comitati, referendum, raccolte firme infatti non minano in alcun modo il potere, al contrario lo corroborano in quanto ribadiscono come il potere stesso rimanga l’unico detentore della possibilità di concedere un qualcosa. Che sia un diritto o la costruzione di una discarica lì invece che qui.

Ogni sogno, ogni aspirazione, ogni desiderio dovrebbero dunque trasformarsi in richieste, che, anche solo per essere prese in considerazione, dovrebbero esser effettuate secondo stringenti protocolli.

Tutto ciò che è al di fuori di questa pantomima democratica viene prima etichettato e poi ritenuto sbagliato, deplorevole e meritevole di punizione, sia dai detentori del potere ma sopratutto da chi li supporta.

Ogni minaccia alla tanto cara democrazia viene vista come un attacco diretto a chiunque si senta un cittadino, dunque, perfetto ingranaggio di questa macchina liberticida chiamata democrazia.

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Spegnere il dominio

Da Anathema, volume IX numero 1, Aprile 2023

Negli ultimi mesi, gli attacchi alle sottostazioni elettriche in Florida, Washington, Oregon, Carolina del Sud e Carolina del Nord hanno fatto notizia. I media, pur riconoscendo che nessuno ha rivendicato questi atti di sabotaggio e che potrebbero essere stati compiuti da diversi gruppi “estremisti”, hanno puntato il dito contro l’estrema destra. Gli articoli hanno collegato questi recenti atti alla letteratura accelerazionista fascista e all’attività sui social media che promuove tali attacchi e fornisce istruzioni su come metterli in atto, citando altri casi in cui esponenti dell’estrema destra sono stati arrestati per aver cospirato per attaccare la rete elettrica.

Non solo nessuno ha rivendicato queste recenti azioni, ma, secondo le stesse aziende elettriche, esse sono ben lungi dall’essere gli unici atti di sabotaggio perpetrati contro la rete elettrica. A quanto pare, azioni simili sono piuttosto comuni, ma vengono raramente rese pubbliche per scoraggiare eventuali emulatori. Che questi attacchi specifici siano stati compiuti o meno da reazionari (è degno di nota il fatto che il blackout molto pubblicizzato avvenuto in North Carolina a dicembre abbia coinciso con uno spettacolo di drag queen nella regione), gli anarchici non dovrebbero permettere la costruzione di una narrazione secondo cui interrompere l’energia che alimenta la civiltà industriale potrebbe servire solo al fascismo. Infatti, gli stessi articoli dei media mainstream proseguono paragonando i recenti eventi a un attacco a una sottostazione in California di quasi un decennio fa che «avrebbe potuto mettere fuori uso tutta la Silicon Valley» e causare 15 milioni di dollari di danni, dimostrando che il sabotaggio delle sottostazioni è una tattica in grado di infliggere un duro colpo al dominio tecnologico.

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[Santiago, Cile]: Sabotaggio contro l’azienda di autobus RED in memoria dex compagnx cadutx

Da Contra info, 22.05.26

22 MAGGIO GIORNO DEL CAOS
PROCURA KE VIVA LA ANARQUÍA
PUNKI MAURI PRESENTE

«Brucia la merce, rompi le gabbie che ti rinchiudono giorno dopo giorno».

– Mauricio Morales –

Questa notte, sotto la luce della luna, abbiamo deciso di agire individualmente e di ricordare i nostri compagni con un’azione. Oggi, 22 maggio, a 17 anni dalla tua scomparsa, rivendichiamo il tuo nome. Mauricio Morales, il compagno morto in seguito all’attivazione anticipata dell’ordigno esplosivo che aveva come obiettivo la scuola della gendarmeria [corpo militare che gestisce le carceri cilene, NdT]. Maggio si tinge di nero e ricordiamo anche Vicente Nicosia, anarchico a cui l’11 maggio un autobus della RED [Red Metropolitana de Movilidad, ex Transantiago, il trasporto pubblico della metropoli di Santiago, NdT] ha strappato la vita; il responsabile del fatto ha reagito immediatamente dandosi alla fuga. Irrompiamo nella quotidianità di questa fredda mattina con rispetto per i familiari e gli amici, per agire in rappresaglia contro la (STU), l’azienda che gestisce la linea dell’autobus 107. Abbiamo sabotato un mezzo che effettuava lo stesso percorso che ha causato la morte del nostro compagno. Con questo vogliamo chiarire che l’impunità del responsabile avrà le sue conseguenze. Non ci sarà riposo senza vendetta e non ci sarà azione senza risposta.

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Blog per gettare benzina sul fuoco