Da
l’Espresso,30.05.26
Riportiamo di seguito degli estratti dalla stampa di regime.
Brennero bloccato tra protesta e sabotaggio: autostrada chiusa e treni nel caos
Doppio stop al valico: cinquecento ambientalisti occupano l’A13 in Tirolo contro il traffico pesante mentre nella notte un rogo doloso ha danneggiato la linea ferroviaria a nord di Verona: gli investigatori seguono la pista anarchica ed eco-radicale
Doppio stop al Brennero. Per una protesta programmata e per un sabotaggio ora indagato come possibile gesto legato all’ambientalismo radicale o all’area anarco-insurrezionalista.
Alle 10.30 è scattato il blocco totale del valico sul versante austriaco, organizzato dagli ambientalisti di Gries am Brenner per denunciare l’impatto del traffico pesantelungo uno dei principali corridoi europei di collegamento tra Nord e Sud del continente. Fino alle 20 il traffico sarà interrotto completamente: chiusa l’autostrada A13 e la statale B182 in Austria, mentre sul lato italiano l’A22 è stata bloccata in direzione nord a partire dal casello di Vipiteno. […]
Le autorità avevano invitato gli automobilisti a evitare la direttrice del Brennero e a utilizzare i mezzi pubblici. Ma proprio mentre il traffico stradale veniva fermato dalla protesta, anche la linea ferroviaria ha subito un pesante stop. All’alba un incendio ha danneggiato due centraline elettriche nei pressi della stazione di Domegliara, a nord di Verona, causando forti rallentamenti sulla linea ferroviaria del Brennero tra Peri e Dolcé. Trenitalia ha parlato esplicitamente di “atto doloso da parte di ignoti”.
Le conseguenze sul traffico ferroviario sono state immediate: treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 100 minuti, mentre diversi convogli regionali hanno subito cancellazioni o limitazioni di percorso. Attivati anche bus sostitutivi.
Gli investigatori stanno ora cercando di capire se il sabotaggio sia collegato alla mobilitazione ambientalista che aveva paralizzato il valico poche ore dopo. L’ipotesi privilegiata, secondo quanto emerge dalle indagini, è quella di un gesto riconducibile ad ambienti dell’ecologismo radicale o dell’orbita anarco-insurrezionalista. […]
Gli «eco-anarchici» incendiano il Brennero
Da
La Verità, 31.05.26

Una piccola cabina tecnica annerita dal fuoco, le pareti deformate dal calore, il tetto piegato come un foglio di lamiera. Dai basamenti esce ancora del fumo biancastro. Intorno, cavi carbonizzati e materiale elettrico ridotto a una massa indistinta. All’interno, ciò che resta degli impianti appare come un ammasso nero, sciolto dalle temperature sviluppate dall’incendio innescato, valutano gli investigatori, da «liquido infiammabile».
È la scena lasciata dal rogo che la scorsa notte ha colpito due centraline elettriche lungo la linea ferroviaria Brennero-Verona Porta Nuova, nel tratto compreso tra Peri e Dolcè, al confine tra le province di Verona e Trento. Un incendio che i tecnici hanno subito definito come «di origine dolosa» e che ha paralizzato la circolazione ferroviaria.
Per questo motivo il gesto, fino a ieri sera non rivendicato, viene letto dagli investigatori come un possibile tassello di una giornata molto più ampia di mobilitazione sull’asse del Brennero. Le indagini, dopo i rilievi della polizia scientifica, sono state affidate alla Digos della Questura di Verona. La pista privilegiata porta verso gli ambienti dell’ambientalismo radicale o dell’orbita anarco-insurrezionalista (che in passato sulla linea del Brennero ha colpito più volte). L’elemento che orienta gli investigatori è soprattutto la coincidenza temporale. Il sabotaggio è stato infatti compiuto poche ore prima della manifestazione ambientalista organizzata in Austria contro il traffico pesante e il transito dei tir attraverso il corridoio del Brennero (un valico strategico per il commercio). Una protesta annunciata da tempo e culminata con il blocco dell’autostrada del Brennero sul versante tirolese. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il rogo avrebbe colpito proprio l’unico sistema di collegamento nei trasporti rimasto operativo mentre l’attenzione era concentrata sulla protesta stradale. Dal punto di vista investigativo, quindi, la tempistica sembra rappresentare al momento uno degli elementi più significativi. Chi ha agito conosceva con precisione il calendario della protesta e ha scelto una finestra temporale in grado di amplificare l’impatto dell’azione. Un secondo elemento che gli investigatori starebbero valutando riguarda la scelta dell’obiettivo. Le centraline elettriche non sono un bersaglio scelto a caso: colpire strutture essenziali consente di interrompere la circolazione senza intervenire direttamente sui binari.
Una modalità che presuppone la conoscenza del funzionamento della linea ferroviaria e dei suoi punti più vulnerabili. E infatti il risultato è stato immediato. La circolazione dei treni è stata subito interrotta, con ritardi e cancellazioni che si sono trascinati per ore. […]