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[Germania]: Due anni di «Switch Off» – un bilancio provvisorio

Da Sans Nom, 09.05.25

[Testo originale in tedesco pubblicato sul sito di Switch Off, 16.04.25]

Sono passati due anni da quando abbiamo preso la parola per la prima volta. Quella chiamata era stata scritta nel bel mezzo del dibattito strategico in corso all’interno del movimento per il clima. All’epoca, dopo le occupazioni delle foreste di Hambi e Danni e sulla scia di Lützerath, il potenziale delle azioni di massa sembrava ormai esaurito per molti/e. In questo contesto, abbiamo voluto proporre un progetto che ponesse l’accento su azioni dirette decentralizzate.

In quel momento, la consapevolezza del collasso climatico e la paura di fronte a questa minaccia ci hanno spinto a considerare l’urgenza di adottare metodi radicali e di intensificare le pratiche rivoluzionarie all’interno del movimento per il clima.

Abbiamo elaborato prospettive antistatali, autonome e anarchiche di sabotaggio e volevamo metterle in pratica con maggiore forza in questo contesto.

Per quanto riguarda i contenuti, ci siamo concentrati/e su un’analisi anticoloniale e critica della tecnologia. Ci siamo lasciati/e ispirare dalle lotte indigene e dalle loro pratiche di resistenza contro lo sfruttamento (neo)coloniale e la distruzione dei loro territori. Lo sfruttamento coloniale non solo fa parte della storia ideologicamente razzista dell’Occidente, ma continua a essere parte integrante delle velleità di espansione economica e imperialista di grandi aziende come la Deutsche Bahn con il megaprogetto Tren Maya. Con la nostra analisi e il nostro appello, ci siamo schierati in solidarietà con le lotte di ogni angolo del mondo. La costante distruzione del pianeta ci ha mostrato la necessità di attaccare le infrastrutture industriali e le opportunità che ciò offriva per rafforzare un coinvolgimento internazionale in queste lotte.

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Messaggio al movimento per il clima

Da switch off!, 30.09.25

Nel corso dell’ultimo decennio, sia in Europa che altrove, una nuova generazione di attivisti/e ha portato il movimento per il clima alla ribalta. Gruppi come Extinction Rebellion, Fridays for Future e Ende Gelände [in Germania] sono riusciti a emergere dall’ombra, convincendo milioni di persone a impegnarsi nella difesa del pianeta. Non molto tempo fa, in pochi erano consapevoli del rischio di una catastrofe climatica, mentre oggi è vero esattamente il contrario. Non ho alcuna intenzione di sminuire questi risultati. Ciò su cui voglio richiamare l’attenzione, tuttavia, è che l’attivismo climatico ha avuto un impatto minimo o nullo su ciò che è davvero importante: ridurre effettivamente la quantità di carbonio emessa dagli esseri umani in tutto il pianeta. Queste emissioni continuano ad aumentare ogni anno, così come le temperature medie globali, le catastrofi meteorologiche e i tassi di estinzione delle specie. Ottenere il riconoscimento da parte della società non è bastato. In tutti i suoi obiettivi fondamentali, il movimento per il clima è un fallimento.

Ho un’ipotesi sul perché ciò accada. Il movimento per il clima rimane bloccato nell’idea che chi detiene il potere debba essere convinto ad apportare i cambiamenti necessari. Nonostante utilizzi un’estetica che richiama l’azione diretta, la maggior parte dell’attivismo climatico si concentra sull’ottenere l’attenzione dei media (compresi i social media mainstream, che sono un’estensione del potere capitalista tanto quanto la televisione o i giornali) per ottenere il riconoscimento sociale e, in ultima analisi, fare pressione sui politici. Tuttavia, l’élite politica non sarà mai in grado di risolvere questa crisi, perché il sistema che le conferisce il potere è lo stesso sistema che prospera letteralmente sulla distruzione del pianeta. Quella che chiamiamo “economia” è una megamacchina fuori controllo che considera qualsiasi cosa non sia un’espansione illimitata (un processo che comporta la devastazione ecologica) come un disastro. Indipendentemente dal loro colore politico o dalle promesse che fanno, tutti i politici e le aziende giurano fedeltà alla logica retrograda di questo mostro che divora il mondo.

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[Düsseldorf, Germania]: doppietta contro il traffico ferroviario!

Da sans nom, 2.08.25

In piena estate, il “Commando Angry Birds” ha causato un’interruzione di servizio a pochi giorni da un enorme esodo: nella notte tra il 30 e il 31 luglio, su una delle più importanti linee ferroviarie tedesche, quella tra Duisburg e Düsseldorf, dove transitano più di 620 treni al giorno (esclusi i treni merci), a due passi dall’aeroporto, si sono verificati due attacchi simultanei contro i cavi situati lungo i binari. Il primo ha danneggiato circa 60 metri di cavi nei pressi di una cabina di manovra, mentre il secondo, a un chilometro di distanza, ha distrutto cinque cavi grandi quanto un pugno, ciascuno lungo 20 metri. Questo sabotaggio è stato rivendicato dal comunicato n. 6 del Commando Angry Birds, pubblicato il 31 luglio su de.indymedia. Di seguito, ne riportiamo una traduzione dal tedesco.

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