Da trognon, 28.03.24

Tentativo di sintesi delle disavventure pilonesche dalla fine del 2022 ad oggi sulla base dei comunicati e delle pubblicazioni degli ultimi anni.
Contro l’industria nucleare, le reti elettriche e l’approvvigionamento energetico più nocivo del capitalismo… I tralicci sono degli obiettivi!
Lo scopo è quindi quello di evidenziare la vulnerabilità del sistema delle reti elettriche e, in un certo senso, di dimostrare la capacità di attaccare il capitalismo attraverso questo canale.
I tralicci possono quindi essere abbattuti per bloccare la produzione di energia elettrica (come a Brennilis il 15 gennaio 1979) o per colpire l’approvvigionamento di un’industria nociva (come nel famoso film Woman at War [La Donna Elettrica, Ndt], che prende di mira l’industria dell’alluminio).
Alla fine del 2022, due notizie provenienti dal sud-est della Francia hanno dimostrato la pertinenza, se non l’efficacia, di queste azioni.
A Salindres, nel dipartimento del Gard, è stata attaccata la fonte di alimentazione elettrica del polo chimico-industriale. I/le resistenti che hanno rivendicato via e-mail il crollo del traliccio da 225.000 volt hanno persino indicato il metodo utilizzato, consentendo a tutti/e di staccare la corrente dove non deve arrivare!
Ecco il comunicato:
«Abbiamo sabotato il traliccio da 225.000 volt sulla linea principale che fornisce elettricità al polo chimico-industriale di Salindres (dove si trovano le aziende Arkema e altre).
Metodo:
1) segare le traverse (ossia le barre che collegano i piedi tra loro);
2) Segare con tagli obliqui su entrambi i piedi nella direzione della caduta. (Nota: il traliccio deve cadere perpendicolarmente ai cavi, quindi bisogna segare due piedi sullo stesso lato dei cavi).
3) Segare con tagli diritti sempre sugli stessi piedi, una trentina di centimetri sopra i tagli precedenti. (Nota: segare bene fino in fondo per ottenere un pezzo completamente staccabile).
4) Colpire i pezzi segati, ancora tenuti in posizione dalla gravità del pilone, con un ariete. (Nota: è possibile utilizzare un piccolo tronco d’albero).
5) Mentre il pilone cade, allontanarsi a piccoli passi nella direzione opposta.
Per realizzare questa azione bastano seghe da ferro e olio.
Attacchiamo le aziende che avvelenano la terra!
Che si tratti di grandi gruppi durante occupazioni/manifestazioni o di piccoli gruppi durante sabotaggi/incendi.
Forza agli individui in lotta in Francia, in Germania e altrove.
Se gli obiettivi sono troppo ben protetti, attaccare i flussi permette di colpire alla fonte, mettendosi meno in pericolo.
Passiamo all’offensiva!
Occupazioni, sabotaggi, incendi…
Noi non difendiamo la natura, noi siamo la natura che si difende.
Dei/delle resistenti. »
Tuttavia, secondo il procuratore di Alès, il traliccio segato non sarebbe caduto. Un aiutino da parte del meteo o dell’architettura della linea non è da trascurare per perfezionare questo tipo di azione (in particolare il senso in cui i cavi tirano già sulla struttura del traliccio).
A Vitrolles, nel dipartimento delle Bocche del Rodano, due installazioni elettriche (piloni!) hanno preso fuoco, causando un’interruzione dell’approvvigionamento elettrico. Una delle linee colpite riforniva l’aeroporto di Marsiglia-Provenza (altrimenti noto come Marignane) e la società Airbus Helicopters, che produce, a scelta, velivoli per ricchi o per uccidere.
Questo è quanto ha raccolto Valeurs Actuelles da confidenze amichevoli (intime?!) della polizia:
«Due tralicci dell’alta tensione di Enedis sono stati incendiati all’angolo tra il viale Marcel Pagnol e la strada provinciale D9 a Vitrolles (13) lunedì scorso, come riferito da una fonte della polizia a Valeurs Actuelles. Il primo fornisce energia all’aeroporto di Marsiglia-Provenza e alla società Airbus Helicopters».
Questi/e incendiari/e hanno inoltre smentito la voce secondo cui «un traliccio in fiamme è bello da vedere, ma non fa saltare la corrente!».

Il gestore della rete è stato costretto a comunicare che l’alimentazione era stata presa in carico dai dispositivi di emergenza: l’altro incendio ha causato un’interruzione dell’alimentazione in una parte dell’aeroporto di Marsiglia-Marignane, dove i dispositivi di emergenza hanno preso il controllo, ha precisato RTE (Beh, ma quindi questi piloni sono di Énédis o di RTE!?) a RMC .
Si può sempre sperare che EDF faccia lo stesso quando i tralicci di uscita di una centrale cadranno, che sia a causa di fulmini, neve o tempeste (tre eventi che hanno già danneggiato la centrale di Flamanville, nella Manica) o di atti di sabotaggio salvifici.
I tralicci se la vedono brutta quando stanno per perdere i bulloni…
Dopo le notizie giunte da Salingre (Gard) e Vitrolles (Bouches-du-Rhône), ne sono arrivate altre dal Grand Est con una frequenza più o meno simile.
Il 18 dicembre 2022, il Service des Déconnections de Pylones en tout Genre (Servizio di disconnessione di tralicci di ogni tipo) ha rivendicato, insieme a Rage, Transmissions et Emeutes, un’azione risalente alla settimana precedente che aveva colpito la linea THT Fessenheim-Parigi, la stessa che dovrà alimentare CIGÉO, se questo progetto dovesse mai vedere la luce.
Quest’azione è stata compiuta in solidarietà con Alfredo Cospito. Un primo comunicato, pubblicato su Lille Indymedia, recita in particolare:
«La forma più appassionata di solidarietà rivoluzionaria consiste nel portare avanti le lotte per cui i nostri compas sono dietro le sbarre. È con questo spirito che, domenica 11 dicembre, durante un’azione di sabotaggio notturna, ci siamo diretti verso un traliccio della linea Fessenheim-Parigi e ne abbiamo svitato i bulloni. Il traliccio è ancora in piedi, ma la sua stabilità è chiaramente compromessa.
Che la nostra rabbia rivoluzionaria agisca in alleanza con la natura, e che una tempesta invernale faccia il resto!»
Un secondo comunicato riprende l’azione in modo più Transmissible e con la stessa Rage; tornando sulla rimozione dei bulloni dell’11 dicembre, coglie l’occasione per salutare le azioni del Sud-Est.
Da notare che, a seconda del luogo di riproduzione, il numero di bulloni e la chiave necessaria non sono necessariamente gli stessi.
Ma non è tutto: cinque anni fa le forze dell’ordine hanno sgomberato il Bois Lejuc. Nulla è stato dimenticato né perdonato e la lotta contro le infrastrutture del progetto CIGEO continua. Ed è così che il 14 febbraio 2023 è andato a fuoco un traliccio di trasmissione dell’ANDRA a Osne-le-Val, vicino a Bure, nella Meuse.
Quest’azione è stata dedicata a Manuel “Tortuguita” Paez Teran, uccis* dalla polizia dello Stato della Georgia (USA) durante un attacco contro l’occupazione della foresta di Weelaunee, a sud della città di Atlanta, foresta minacciata dal progetto di “Cop City”.
Un altro articolo pubblicato su Indymedia Lille riprende il metodo della sega manuale. Si tratta della ripubblicazione tradotta di un opuscolo del 1988 che ne promuove il metodo. Un lavoro paziente, ma non senza risultati.
Non dimenticate però di verificare che il traliccio scelto sia adatto al metodo e, se necessario, di adattarlo.
Che RTE stia in Guardia [gioco di parole con Garde, NdT]: verrà segata! Che crolli il traliccio!
Ma non è finita qui: nella notte tra il 25 e il 26 giugno 2023, in Savoia, si è verificata una nuova caduta di tralicci. Un altro pilone è crollato, un’epidemia di cadute che non hanno nulla di fortuito!
Come nel Gard, a dicembre 2022, quando un pilone è cascato grazie a un taglio paziente e un metodo collaudato. I/Le sabotatori/rici ne approfittano per intonare una piccola melodia che permette di farsi coraggio e mantenere il ritmo:

…E se seghiamo tutti/e, crollerà
Non può continuare in questa maniera
Devono cadere, cadere, cadere.
Vedi come si sta inclinando già?
Se sego forte, si muoverà
E se tu seghi accanto a me,
di sicuro cascherà, cascherà, cascherà..
E noi conquisteremo la libertà.
Il comunicato si conclude così: «Che fiocchino gli attacchi contro la prigionia di questo mondo e grazie a chi, con le proprie azioni o parole, ci ispira!»
L’11 aprile 2023 abbiamo poi avuto il grande piacere di apprendere che aziende come Tyco Electronics France (componenti elettronici per la difesa, il nucleare, l’aeronautica), Robatel Industries (fornitore del settore nucleare), Brenttag (distributore di prodotti chimici) e alcune altre del settore metallurgico e dei trasporti (tra cui la filiale logistica del gruppo Bolloré) hanno visto il loro sito della ZI la mi-Plaine a Lione privato dell’elettricità grazie a dei coniglietti pasquali ecologisti/e radicali che hanno dato fuoco alla linea da 69 kV che alimenta la zona.
Il loro comunicato è disponibile qui.
Nel novembre 2023, in seguito all’appello internazionale per una settimana di azione contro tutte le guerre, dal 17 al 25 novembre 2023, è stata segata e incendiata una linea THT nella Loira e nel Puy de Dôme:
«Nella notte tra il 19 e il 20 novembre 2023 è stata attaccata l’alimentazione elettrica di due siti produttivi del gruppo Aubert et Duval:
– A Firminy abbiamo segato un traliccio sulla linea da 220 kV che alimenta il sito. È caduto solo parzialmente.
– ad Ancizes-Comps, abbiamo dato fuoco a una linea da 220 kV nel punto in cui i cavi dell’alta tensione entravano nel sottosuolo. Siamo riusciti ad avvicinarci e a posizionare i nostri dispositivi ai piedi delle guaine senza correre alcun pericolo.
L’azienda Aubert et Duval è un ingranaggio fondamentale dell’industria militare francese. Fornisce componenti per i sottomarini della Naval Group, per i Rafale della Dassault e per le centrali nucleari della Framatom. »
Qui il seguito del comunicato.
Poco prima, sempre nello stesso distretto, nella stazione di trasformazione RTE di Volovon a Saint-Bonnet-les-Oules (42), alcuni incendi avevano devastato l’intero edificio che ospitava armadi elettrici e batterie.
Infine, proprio di recente, in occasione del tredicesimo anniversario dell’inizio della catastrofe di Fukushima, tre incendi hanno cercato di interrompere l’alimentazione elettrica di uno dei subappaltatori del programma CIGÉO dell’ANDRA per lo smaltimento dei rifiuti nucleari più nocivi di questa industria mortale.
Nel frattempo, oltre il Reno…
Fabbrica Tesla senza elettricità: il gruppo Vulcano spegne Tesla! Attacco alla rete elettrica vicino a Steinfurt/Berlino
Il 5 marzo 2024, la giga-factory che produceva 6000 Tesla al giorno è rimasta senza elettricità per una settimana, dopo che un traliccio della linea elettrica della fabbrica ha preso fuoco.
La produzione si è fermata con un danno stimato per Tesla tra i 50 e i 60 milioni di dollari (poco meno di euro) al giorno.
Mentre una mobilitazione locale cercava di fermare l’ampliamento della fabbrica, il gruppo Vulcan l’ha semplicemente bloccata in modo molto efficace.
Puoi trovare la traduzione dei vari comunicati e altre informazioni aggiuntive nei due articoli pubblicati sul blog Sans nom qui e qui.
È chiaro che sono state dimenticate un sacco di altre iniziative, qualche bullone qua e là (e forse molto di più). E tanto meglio, perché nel frattempo:
RTE sta ampliando la sua rete internazionale e sta preparando la capacità di trasporto degli EPR 2 che la Francia vuole costruire:
- C’è una nuova linea che dovrebbe essere costruita tra Bordeaux e Bilbao (Cubnezais e Gatika). Sarebbe sotterranea e sommersa. Una linea del genere, che attraversi il Mediterraneo, era già stata proposta, ma poi è stata scartata, preferendo passare attraverso i Pirenei…
- È stata avviata una nuova linea (un raddoppio di quella esistente tra Amiens e Petit-Caux, cioè Penly) per collegare gli EPR2 [reattori nucleari di ultima generazione, NdT] alla rete. Maggiori dettagli qui.
… E poi ci sono un sacco di altri progetti, più o meno importanti.
Grazie al blog Sans nom per il suo lavoro di raccolta e ai siti Lille indymedia e Nantes indymedia.org per la raccolta dei comunicati delle sabotatrici/sabotatori.
Il capitalismo e l’ordine della rete elettrica sono vulnerabili. Continuiamo a metterlo in luce!