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[Germania]: Due anni di «Switch Off» – un bilancio provvisorio

Da Sans Nom, 09.05.25

[Testo originale in tedesco pubblicato sul sito di Switch Off, 16.04.25]

Sono passati due anni da quando abbiamo preso la parola per la prima volta. Quella chiamata era stata scritta nel bel mezzo del dibattito strategico in corso all’interno del movimento per il clima. All’epoca, dopo le occupazioni delle foreste di Hambi e Danni e sulla scia di Lützerath, il potenziale delle azioni di massa sembrava ormai esaurito per molti/e. In questo contesto, abbiamo voluto proporre un progetto che ponesse l’accento su azioni dirette decentralizzate.

In quel momento, la consapevolezza del collasso climatico e la paura di fronte a questa minaccia ci hanno spinto a considerare l’urgenza di adottare metodi radicali e di intensificare le pratiche rivoluzionarie all’interno del movimento per il clima.

Abbiamo elaborato prospettive antistatali, autonome e anarchiche di sabotaggio e volevamo metterle in pratica con maggiore forza in questo contesto.

Per quanto riguarda i contenuti, ci siamo concentrati/e su un’analisi anticoloniale e critica della tecnologia. Ci siamo lasciati/e ispirare dalle lotte indigene e dalle loro pratiche di resistenza contro lo sfruttamento (neo)coloniale e la distruzione dei loro territori. Lo sfruttamento coloniale non solo fa parte della storia ideologicamente razzista dell’Occidente, ma continua a essere parte integrante delle velleità di espansione economica e imperialista di grandi aziende come la Deutsche Bahn con il megaprogetto Tren Maya. Con la nostra analisi e il nostro appello, ci siamo schierati in solidarietà con le lotte di ogni angolo del mondo. La costante distruzione del pianeta ci ha mostrato la necessità di attaccare le infrastrutture industriali e le opportunità che ciò offriva per rafforzare un coinvolgimento internazionale in queste lotte.

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[Kato Tithorea, Grecia]: Esproprio di una banca e arresti di 8 compagni/e

Da Act for Freedom Now!, 14.05.26

La mattina dell’11 maggio è stata espropriata una filiale bancaria a Kato Tithorea, in Grecia centrale. Poche ore dopo, otto compagni/e sono stati/e arrestati/e a seguito di un’operazione repressiva simultanea condotta dalla polizia nella zona circostante e di perquisizioni domiciliari ad Atene.

Testo dei/lle compagni/e:

Nelle prime ore dell’11 maggio 2026, un gruppo di compagni/e ha espropriato una banca a Kato Tithorea. Circa cinque ore dopo, cinque di loro sono stati arrestati in seguito a un’operazione repressiva coordinata da parte della polizia e a irruzioni nelle abitazioni. Otto compagni/e anarchici/he si sono ritrovati/e ostaggi nelle mani dello Stato.

Ci è stato letto un capo d’accusa gonfiato che include espropri di banche e il possesso di armi. I compagni sono detenuti nel GADA (questura centrale di Atene) e le compagne nel centro di detenzione di Vyronas. Oggi, 12 maggio, siamo stati/e convocati/e dal PM e ci è stata fissata una data per la comparizione davanti al giudice istruttore venerdì 15/05 alle 9:00 in Evelpidon, edificio 9.

VIVA L’ANARCHIA

SPYROS DRAVILAS PRESENTE

CHARIS TEMPEREKIDIS PRESENTE

SEBASTIAN OVERSLUIJ PRESENTE

Gli 8 compagni/compagne per il caso dell’11 maggio

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[San Francisco, Stati Uniti]: Attacco con molotov contro la casa di Sam Altman, fondatore e capo di OpenAI

Da Switch Off!, 10.04.26

Articolo di Die Zeit del 18 aprile 2026

Bisogna distruggere le macchine?

Un uomo attacca la casa di Sam Altman e i taxi autonomi vanno in fiamme. La reazione contro l’IA diventa violenta e unisce persone che altrimenti non avrebbero nulla in comune.

Cosa fare quando il futuro appare minaccioso? Ci si dispera, si entra in politica o si fugge subito nella natura selvaggia? Un giovane negli Stati Uniti ha recentemente trovato una risposta diversa: dare fuoco a tutto. Venerdì scorso [10 aprile, NdT], nelle prime ore del mattino, ha lanciato una bottiglia molotov contro la casa di Sam Altman [a San Francisco, NdT], poi è fuggito a piedi ed è stato arrestato poche ore dopo con una tanica piena di cherosene davanti alla sede centrale di OpenAI. Secondo quanto riferito dall’FBI, con sé aveva un manifesto in cui si scagliava contro l’intelligenza artificiale.

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[Atene, Grecia]: Attacco esplosivo contro l’EFKA di Kallithea

Da Abolition Media, 08.05.26

«La resistenza violenta è affascinante, è speranza in un mondo disperato e silenzioso».

Mentre la maggioranza della società cerca di adattarsi a un mondo soffocante, un mondo in cui nemmeno il respiro è scontato, in cui la morte è all’ordine del giorno, in cui l’industria bellica rapidamente si sviluppa, in cui i governanti calpestano la dignità umana e in cui il sangue scorre come acqua, imponendo tutto ciò come normalità, alcuni scelgono di ribellarsi all’oppressione, di rifiutare la sottomissione e di non accettare l’assimilazione della miseria. Alcuni scelgono di combattere, di correre dei rischi, di combattere chi li spoglia dei loro sogni… con orgoglio e combattività.

Uno di loro era il combattente armato Kyriakos Xymitiris, ucciso da un’esplosione il 31 ottobre del ’24 mentre maneggiava materiali esplosivi in un appartamento ad Ampelokipis. A ciò ha fatto seguito la vendetta del potere statale , con la custodia cautelare di Marianna Manoura, ferita dall’esplosione, e di Dimitra Zaraveta, nonché di Dimitris, Nikos Romanos e A.K. Dopo un anno e mezzo di carcere, il processo è finito con l’assoluzione degli ultimi tre, mentre le due compagne sono stati giudicate colpevoli di appartenenza a un’organizzazione terroristica. Marianna M. è stata condannata a 19 anni di carcere, mentre Dimitra a 8. Non dovremmo sorprenderci né degli arresti senza prove né delle condanne. Questa è la guerra del potere e chiunque combatte verrà represso, e questo è il minimo. Innumerevoli le vittime della repressione di Stato, migliaia i morti. Modificando e inasprendo il codice penale, lo Stato preannuncia un regime totalitario moderno in cui chi non si adegua rischia la morte o il carcere. I giudici, in quanto eterni difensori dei padroni, condannano ogni esistenza delinquente, tutto ciò che si discosta dalla monotona realtà distopica, dall’esistenza priva di libertà che ci costringono ad accettare. Con le loro decisioni infami, condannano le persone al confinamento in una cella, all’esposizione alla violenza dilagante all’interno delle carceri, alla recisione violenta dei legami familiari e di amicizia e all’orrore della sparizione nel nulla. Nei tribunali, dove il debole vede la propria vita distrutta per reati minori, ministri, parlamentari e ricchi la fanno franca. Dimostrando che l’essenza della giustizia civile è quella di non voltare mai le spalle agli sporchi interessi dei governanti. Alcuni dei loro interessi più importanti sono indiscutibili: il soffocamento dell’azione politica anarchica, la repressione delle lotte per la libertà, il logoramento dei combattenti con accuse inconsistenti, detenzioni arbitrarie e pene pesanti. Ma l’azione politica non si piega.

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[Portland, Stati Uniti]: Una lettera d’amore

Da Rose City Couter Info, 05.05.26

1 maggio 2026 – Abbiamo salutato il Primo Maggio nelle prime ore del mattino, accompagnati dal canto degli allocchi barrati e dai passi svelti dei coyote che si aggiravano nel quartiere intorno all’autonoleggio Enterprise di Portland, all’incrocio tra Sandy Boulevard e la 29ª strada nord-est.

Sono bastati meno di cinque minuti per scavalcare il filo spinato e la recinzione metallica ormai arrugginita, squarciare ogni pneumatico del parcheggio e scomparire nella notte.

In tutto il Paese e qui a Portland, Enterprise noleggia migliaia di veicoli agli agenti dell’ICE, fornendo consapevolmente i mezzi per rapire, maltrattare e terrorizzare la nostra comunità. Finché Enterprise continuerà a noleggiare all’ICE, continueremo ad attaccarli.

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[Montréal, Canada]: Ci siamo dati oggi il nostro pane quotidiano: rifiutiamo il «Pane-opticon» di Mamie Clafoutis

Da Montréal Contre-Information, 02.05.26

Da invio anonimo a MTL Contre-info

In linea con tutti gli espropri del 1° maggio che ci hanno preceduto, questa mattina abbiamo fatto irruzione nel Mamie Clafoutis di rue Saint-Denis, riempiendo i nostri sacchi in aperta sfida allo sguardo invadente della sorveglianza e ai falsi dei del capitalismo.

In collaborazione con Leav, una start-up specializzata in tecnologie per il commercio al dettaglio, Mamie Clafoutis si vanta di essere «pioniera di una nuova era di negozi intelligenti automatizzati». Questo modello è simile a quello di Amazon Go e ha già contagiato altre città, oltre a essere salutato dai media come una nuova innovazione. Registrandosi tramite il riconoscimento facciale sulla loro app, si può ottenere il “privilegio” di acquistare il pane 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nelle loro panetterie automatizzate e senza cassa.

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[Le Vigen, Haute-Vienne, Francia]: La guerra non è un evento accidentale

Da Indymedia Nantes, 8.05.26

Giovedì 7 maggio, all’alba, un ripetitore dell’operatore Bouygues e un trasformatore TDF per la radio digitale che trasmetteva BFM sono andati a fuoco a sud di Limoges, nella località denominata “la croix de l’arbre”.

Questa infrastruttura mediatica e di telecomunicazione è stata presa di mira perché fa parte integrante dell’industria militare e del digitale imposto in ogni aspetto delle nostre vite.

Per Bouygues, le guerre in corso sono un’opportunità di guadagno come un’altra. Attraverso una delle sue società, INEO Defense, garantisce l’infrastruttura di comunicazione dell’esercito francese. Quanto a BFM o RMC, le loro reti contribuiscono a renderci spettatori dei massacri in Palestina, in Libano e altrove.

La guerra inizia con la pacificazione sociale e la nostra assuefazione alla narrazione egemonica diffusa dai media. Non ci soffermeremo a presentare BFM, ben nota per essere uno dei portavoce reazionari degli interessi industriali. Le loro narrazioni ci abituano anche alla nostra impotenza e definiscono al posto nostro quale sia il nemico da combattere, sia esso interno o esterno. Rifiutiamo lo sforzo bellico che vuole farci accettare l’austerità sociale come fosse una fatalità.

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La foresta dell’agire

Da Avis de tempêtes n.40, 15.4.21

In ordine sparso

«Suggeriamo perciò, in Italia e fuori, a tutti coloro che vogliono molestare, fino a fiaccarlo, il nemico, la guerriglia autonoma e per ordine sparso; di piccole entità più difficilmente raggiungibili e identificabili»

“Non molliamo, gennaio 1927

Forse è giunto il momento di provare a tornare sulle ipotesi organizzative, sul rifiuto o l’assenza delle stesse, nella piccola galassia di individui, di piccoli gruppi, di vari progetti differenti, di costellazioni conflittuali, che si riconoscono nella lotta per l’anarchia, una lotta certo dai metodi più variegati, ma che si svolge qui e ora. Una lotta che pone al centro il problema della distruzione. Distruzione di quanto ostacola la libertà e l’anarchia, anziché la sua gestione. Distruzione di ciò che opprime, sfrutta e devasta, piuttosto che un’educazione popolare di coloro che aderiscono, più o meno coscientemente, a ciò che opprime, sfrutta e devasta. Distruzione di tutto ciò che media, di tutto ciò che sopprime l’autonomia a favore della dipendenza, più che la creazione di piccoli isolotti alternativi negli interstizi del dominio. Le discussioni che ci allontanano da questa distruzione e dal nostro modesto contributo ad essa; le discussioni che non si interrogano su come incoraggiare la distruzione, su come contribuire a creare condizioni materiali e soggettive che favoriscano la distruzione, ci conducono solo al ristagno della paralisi.

Ciò detto, intendiamoci bene. La distruzione non è solo questione di fuoco, di sabotaggio, d’insurrezione o di armi. Se da un lato la distruzione comprende la soppressione materiale delle strutture e delle persone autoritarie, dall’altro implica una critica corrosiva dei rapporti sociali che sostengono, favoriscono e riproducono tali strutture, fino a toccare le nostre stesse responsabilità, i nostri compromessi, le nostre rinunce, che sono altrettanti mattoni dell’edificio sociale da demolire. La distruzione non è tanto un affare di guerra, dove sono tracciate le linee di demarcazioni tra amici e nemici; ciò di cui stiamo parlando va ben oltre un tale schema probabilmente troppo facile per spiegare l’eternità dell’oppressione e dello sfruttamento nel calvario della storia umana. Inoltre la distruzione, come fatto materiale violento, non è riducibile al semplice atto della distruzione (che essa si esprima contro le cose o contro gli uomini, da questo punto di vista non fa alcuna differenza: l’atto di distruggere comporta comunque l’uso della violenza — offensiva o difensiva, giustificata o meno, in fondo si tratta di questioni che ognuno e ognuna deve risolvere da sé, senza le stampelle che qualche ideologia, sistema filosofico o convinzione religiosa possa offrire). Occorrono non solo braccia, ma anche testa; non solo una preparazione mentale, ma anche cuore; non solo uno sforzo e una convinzione individuali, ma forse anche il sostegno di chi abbiamo vicino.

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[quebec, canada]: monta la tensione alla Grandbois Lakes Forest a seguito di un incendio che ha distrutto due macchine forestali

Da Act for freedom now!, 05.04.26


La Sûreté du Québec (SQ) sta indagando su un incendio che domenica ha distrutto due macchine forestali in una zona vicina alla Grandbois Lakes Forest, nella regione della Mauricie.
Al momento dell’incendio, le macchine si trovavano su una strada forestale al di fuori del perimetro della Grandbois Lakes Forest.
La Grandbois Lakes Forest è stata spesso al centro dell’attenzione nelle ultime settimane perché l’area è oggetto di una proposta di area protetta e perché il governo del Québec ha autorizzato il disboscamento per costruire una strada forestale invernale.
C’è stato un forte movimento di opposizione al taglio degli alberi bicentenari e ora, domenica, due delle macchine dell’operatore sono state date alle fiamme.
“Quando sono arrivato, il fuoco stava ancora bruciando […]”, ha detto un operaio forestale intervistato da Noovo Info nella foresta.
La Sûreté du Québec1 è stata informata dei fatti intorno alle 10:15 di domenica mattina. Un esperto di incendi della SQ è stato inviato sul posto. Secondo gli investigatori, si tratterebbe molto probabilmente di casi di incendio doloso.
Le due macchine bruciate hanno un valore compreso tra 600.000 e 1 milione di dollari.
Il proprietario ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni davanti alle telecamere di Noovo Info, ma ha affermato che sta diventando sempre più difficile lavorare nel settore forestale.
Il gruppo di cittadini che si batte per la protezione della foresta di Grands Bois sostiene di non avere alcun collegamento con gli incendi e condanna queste azioni, che definisce “violente”.

Dai mass media
https://www.noovo.info/resizer/v2/ISEUOUIUF5BFLFS3Z4XYBJYKWU.png?auth=51993b7f8e54cc95179aeb8ed049e1d2

  1. La polizia provinciale del Quebec ↩︎

[berlino, germania]: Pietre contro la polizia in solidarietà con Marianna e Dimitra

Da La Nemesi, 28.04.26

Il processo Ambelokipoi ad Atene si è concluso. In seguito all’esplosione del 31 ottobre 2024, che ha causato la morte del compagno anarchico Kyriakos Xymitiris e il grave ferimento della compagna anarchica Marianna, lo Stato greco ha tenuto lei e altri quattro compagni in custodia cautelare per gli ultimi 18 mesi. Oggi è stata emessa la sentenza prevista: 19 anni di carcere per Marianna e 8 per Dimitra. Dimitris, Nikos Romanos e A.K. sono stati assolti e rilasciati, il che significa che hanno perso 18 mesi della loro vita a causa del costrutto creato dallo Stato di appartenenza a un’organizzazione terroristica.
Per esprimere la nostra rabbia e trovare una risposta immediata e spontanea, ci siamo riuniti e abbiamo organizzato un’imboscata nella zona di Rigaer Straße. Le forze dell’ordine, giunte sul posto, sono state attaccate con pietre lanciate da angoli bui, il che ha distrutto almeno un’auto di pattuglia. I porci sono fuggiti in preda al panico.
La polizia di Berlino ha aiutato quella di Atene a identificare Kyriakos dopo l’esplosione e ha consegnato i propri fascicoli al sistema repressivo greco. Inoltre, la polizia tedesca collabora con la polizia greca e con Frontex nei massacri lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Con questa azione, continuiamo le lotte che abbiamo combattuto insieme a Kyriakos e che ci legano ancora ai nostri compagni imprigionati nel carcere di Korydallos, ad Atene.

Kyriakos Xyimitiris, sempre presente!
Libertà per Marianna e Dimitra!
La nostra passione per la libertà è più forte di qualsiasi cella di prigione

[hannover, germania]: Spaccate le vetrate dell’azienda Viscom AG, produttrice di tecnologie d’ispezione elettronica per l’industria della sicurezza e della difesa

Da La Nemesi, 28.04.26

All’edizione di quest’anno della Fiera di Hannover è presente una “Defense Production Area” in cui, oltre alle aziende tradizionali del settore della difesa, partecipano anche i fornitori.
Viscom è presente in questa area con le sue “soluzioni di ispezione per l’industria della sicurezza e della difesa”. Nella loro presentazione, spiegano come i loro sistemi di ispezione basati sull’intelligenza artificiale “creino una trasparenza completa, dall’approvvigionamento delle materie prime all’assemblaggio, fino alla logistica e alla consegna”.
L’azienda di Hannover-Badenstedt, che gestisce filiali in tutto il mondo, è cresciuta in realtà con le apparecchiature a raggi X. Nel frattempo, però, ha fatto il suo ingresso anche nel settore degli armamenti, diventando così un bersaglio.
La prospettiva di profitti garantiti dallo Stato in misura quasi infinita e di una maggiore accettazione sociale spinge aziende di ogni sorta a saltare sul treno della militarizzazione. Ma che si tratti di armamenti nazionali o di denaro a tutti i costi: prima o poi ne pagherete le conseguenze! Non siamo disposti ad accettare passivamente la vostra visione di un futuro militarizzato ad alta tecnologia. Per questo ieri notte abbiamo deciso di rompere le vetrine di chi trae profitto dalla guerra e dallo sfruttamento, in questo caso Viscom, e di lasciare un messaggio di riflessione per il personale. “LA GUERRA INIZIA QUI” è ora scritto sulla vostra facciata. Pensateci su.

Nessun esercito! Nessuno Stato! Nessun apparato militare!

[atene, grecia]: Rivendicazione per l’attacco incendiario contro l’auto di Dimitris Karonis, professore del Politecnico di Zografou, da parte di Commando Kyriakos Xymitiris

Da La Nemesi, 27.04.24

I SILENZI DEVONO TRASFORMARSI IN GRIDA

In un’epoca di silenzio opprimente e apatia diffusa, è necessario prendere posizione e agire. Come meglio possiamo, ma dobbiamo agire. Non ci sono scuse, non c’è spazio per rinvii e indugi. Il mondo corre a una velocità folle, ci supera, ci calpesta e non rimane nulla in piedi, eppure noi facciamo finta che non stia succedendo nulla. I MORTI AMMAZZATI SUI TRENI E NELLE FABBRICHE, QUELLI UCCISI TRA LE MACERIE DI GAZA, LE BAMBINE UCCISE A MINAB, LE PERSONE UCCISE A COLPI DI PISTOLA ALLA SCHIENA IN MINNESOTA. In ogni angolo del pianeta, il monopolio statale della violenza deve essere messo in discussione. Nel teatro dell’assurdo e della più oscura distopia che stiamo vivendo, restare al nostro posto impassibili costituisce una complicità sanguinosa. Una complicità sporca di sangue, quella di una società di persone con il sorriso sfregiato, il passo docile e le mani sporche di sangue. Una società caduta in un “dolce” letargo tra le braccia di un Morfeo digitale (cultura mediatica contemporanea, comunicazione e, in definitiva, disinformazione) e che sta vivendo una crisi pandemica non eccezionale, ma permanente, i cui sintomi, questa volta, sono l’apolitica sudditanza e la dedizione esclusiva di ciascuno alla propria esistenza. L’alternativa a questo lento ma doloroso soffocamento assimilatorio la troviamo in un atteggiamento esistenziale dignitoso e in una scelta consapevole di fronte a un sistema insaziabile, nonché nella profonda empatia e solidarietà verso chi ci sta accanto.

Passiamo quindi all’azione e rivendichiamo la responsabilità dell’attacco incendiario contro l’auto del professore Dimitris Karonis, nella zona del Politecnico di Zografou. Su ordine del partito Nea Dimokratia, Karonis ha insabbiato la verità sul caso di Tempi.

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[ATENE, GRECIA] : rivendicazione per l’attacco incendiario all’ufficio legale di Vasilis Kapernaros

Da Dark Nights, 23.04.26

Le Cellule di Azione Diretta rivendicano la responsabilità dell’attacco incendiario contro l’ufficio dell’avvocato di estrema destra e politico fallito Vasilis Kapernaros, nel quartiere di Kypseli, nelle prime ore del 2 aprile. Proprio come abbiamo fatto l’ultima volta che abbiamo attaccato un collaboratore dei crimini di Tempi (la residenza Vozenberg, febbraio 2025), così ora intitoliamo la cellula che ha compiuto l’attacco al guerrigliero urbano armato Kyriakos Xymiteris. Facciamo appello a tutte le forze rivoluzionarie in lotta. Che ogni compagno che elabora piani sovversivi e li mette in pratica attraverso azioni offensive, raccolga il testimone e onori la memoria del nostro compagno come merita. Per incendiare le notti tranquille della metropoli.

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[DANIMARCA ]: CHIAMATA ALL’AZIONE CONTRO LA FIERA INTERNAZIONALE DEL DRONE IN DANIMARCA, AD ODENSE!

Da Duk Dig, 27.04.26

Il 3 e 4 giugno 2026 all’aeroporto Hans Christian Andersen, i cosiddetti “attori globali” e le startup locali si incontreranno per mettere in mostra i loro ultimi giocattoli mortali.

Queste persone che “fanno solo il loro lavoro” stanno realizzando macchine basate su “tecnologie dual use”. Questa tecnologia ti rende dipendente dal suo utilizzo nella vita quotidiana, ma può anche distruggere quella stessa vita a discrezione di chi la controlla. Possono provare a far finta di tenere un incontro confortevole nel cuore della Fortezza Europa, ma siamo in tanti a vivere all’interno delle mura e a prendere di mira le torri di guardia!

I droni non sono giocattoli, sono proprio le macchine che terrorizzano e uccidono innumerevoli persone nelle guerre imperiali che affliggono i nostri tempi. Le persone che hanno vissuto sotto la presenza dei droni diventano caute e addirittura spaventate dai cieli azzurri e limpidi, le condizioni perfette per gli attacchi dei droni. I droni volano attraverso la Palestina occupata trasportando armamenti assistiti dall’IA mentre riproducono suoni di bambini che piangono, solo per sparare ai soccorritori in arrivo. Lo stesso data center che fornisce fidanzate virtuali e pornografia deepfake può fornire informazioni critiche a militari lontani. Le nostre gioie e paure umane più semplici diventano campi di battaglia.

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[Salonicco, Grecia]: Attacco incendiario contro una macchina Tesla

Da Act for freedom now!, 02.05.26

Nelle prime ore del 22 aprile abbiamo dato fuoco a un’auto Tesla nella zona di Sykies a Salonicco.

Dalla prassi alla teoria

Questa azione nasce dal nostro ardente desiderio di attaccare una delle tante macchine che compongono il mondo tecnologico in cui siamo costretti a vivere.

Il ruolo della tecnologia è un elemento chiave del dominio attuale e della riproduzione della cupa normalità. Dai nostri spostamenti quotidiani all’obbligo di lavorare, dalle relazioni umane mediate da uno schermo al sistema di identificazione, controllo e guerra, nulla di tutto ciò potrebbe funzionare oggi senza l’apparato tecnologico che lo sostiene materialmente e da cui tutto ciò dipende.
Per questo motivo, attaccare è essenziale per costruire una prospettiva anarchica volta alla distruzione di questo mondo.

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[Caen, Calvados, Franca]: Sabotaggio sulla linea ferroviaria Cherbourg-Parigi – Per una primavera nera 2026

Da Attaque e Indymedia Lille, 27.04.26

Nella notte del 26 aprile, a quarant’anni esatti dal disastro nucleare di Chernobyl, è stato sabotato un semaforo della SNCF lungo la linea ferroviaria Cherbourg-Parigi, nei pressi di Caen. Il fuoco è stato appiccato all’armadio elettrico dell’apparecchio lungo la linea.

Secondo la SNCF e la stampa, l’«atto vandalico» ha provocato ritardi di almeno 30 minuti per i treni in entrambe le direzioni sulle linee Cherbourg-Caen-Parigi e Caen-Coutances-Granville-Rennes, nella giornata del 27 aprile. Il ritorno alla normalità è previsto per le 17:00.

Questo sabotaggio è un contributo alla chiamata “Più caldo del nucleare – Per una primavera nera 2026, che invita ad “approfittare dei mesi primaverili per condurre un’ondata di azioni massicce contro i progetti in corso, i finanziatori e i complici dell’industria nucleare in modo mirato, decentralizzato, sovversivo e autonomo“. Rappresenta anche una risposta diretta allo sgombero della Gare de Luméville, luogo storico della lotta contro il progetto CIGEO e la società nucleare. La Gare si trova sul tracciato della linea ferroviaria che l’ANDRA vorrebbe ripristinare e poi collegare alla rete SNCF per il trasporto di tonnellate di scorie radioattive verso la futura discarica nucleare CIGEO nella Meuse.

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ELECTRIC FUNERAL – Un’analisi approfondita dei circuiti della megamacchina

Da Green Anarchy, n°15 Inverno 2004

In un mondo dominato da un’unica superpotenza, esiste un solo obiettivo privilegiato per chi non è soddisfatto dello status quo. Le infrastrutture critiche costituiscono la categoria di obiettivi più importante all’interno di tale obiettivo privilegiato, e l’infrastruttura elettrica è senza dubbio la più vulnerabile tra le infrastrutture critiche.

Tenente colonnello Bill Flynt, Ufficio per la Sicurezza Interna

Siamo nel 2004 e il pianeta è sotto l’assalto di una megamacchina sterminatrice che segue la propria logica tecnologica di autoannientamento. Questa struttura di potere ormai monolitica, con la sua vasta rete di maglie amministrative e reti militari, è l’inconscio suicida della storia patriarcale che si avvia verso l’Armageddon: il finale fiammeggiante e intriso di sangue del patologico istinto di morte della civiltà. Due mondi, in netto contrasto tra loro, sono entrati in violenta collisione: le acque correnti della vita libera e i pozzi stagnanti e avvelenati della civiltà tecno-industriale.

Una tempesta si sta addensando e, dal rantolo di morte della nostra epoca, sta sorgendo un’ondata di nuova vita: nuovi movimenti di resistenza antiautoritaria che stanno prendendo coscienza dell’orrore e della disperazione della nostra condizione, movimenti pronti a lanciarsi in una guerra aperta contro il sistema tecno-industriale e la sua traiettoria omnicida. Questi nuovi movimenti – nati da una speranza di liberazione nell’ora più buia della nostra Terra – hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo e si sono opposti al sistema con una ferocia che non si vedeva in questo paese da decenni.

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Made in Italy per l’industria del genocidio: dossier dei Giovani Palestinesi sul commercio energetico e militare tra Italia e Israele

Da Il Rovescio, 21.04.26

Segnaliamo questo interessante dossier sulle ditte italiane (suddivise per regione) che collaborano attivamente col genocidio in Palestina, affinché se ne faccia buon uso. Di seguito un estratto dalle conclusioni.


[…] Sulla base dei dati, emerge chiaramente che il commercio militare con Israele è rimasto attivo, strutturato e politicamente protetto. Dall’ottobre 2023, almeno 416 spedizioni legate all’ambito militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante originarie dell’Italia sono state inviate a Israele. Questi trasferimenti includevano spedizioni dirette legate allo Stato, avionica specializzata per aerei da combattimento, componenti per droni e sistemi di guerra elettronica, armi, sistemi idraulici e il carburante necessario a sostenere la mobilità e le operazioni militari. Non si tratta di casi isolati, ma di anelli di una catena di approvvigionamento continua e strutturata.
Le prove presentate dimostrano almeno due elementi. In primo luogo, il governo italiano ha raggirato l’opinione pubblica, rifiutando al contempo di chiarire le modalità con cui venivano condotte queste valutazioni “caso per caso”. In secondo luogo, l’Italia non è estranea all’industria genocidaria di Israele. Imprese italiane, enti legati allo Stato, porti, aeroporti, vettori logistici e infrastrutture energetiche hanno contribuito a sostenerla.

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[Saverdun, Ariège, Francia]: attacco incendiario danneggia gravemente una cava di inerti

Da Attaque, 22.04.26

Mercoledì 22 aprile 2026, Actu.fr

Un incendio “di grandi proporzioni” è divampato nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 aprile 2026 presso lo stabilimento dell’azienda di inerti Denjean a Saverdun, nell’Ariège, come riportato dai nostri colleghi de La Dépêche du Midi. La notizia è stata confermata dalla procura e dalla prefettura ad Actu Occitanie.

«43 vigili del fuoco e 11 veicoli» del Servizio dipartimentale antincendio e soccorso dell’Ariège (Sdis 09) sono stati mobilitati sul luogo dell’incendio, come riferito dalla prefettura ad Actu Occitanie. […]

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[Montreuil-au-Houlme, Orne, Francia]: contro la cava e a difesa degli alberi, sabotaggio!

Da Attaque, 21.04.26

L’Orne combattante / lunedì 20 aprile 2026

Continua la telenovela della cava di Montreuil-au-Houlme (Orne). Nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile 2026, un mezzo da cantiere del gruppo Pigeon, incaricato dei lavori, è stato incendiato.
Inoltre, sul muro di un capannone è stata trovata la scritta: «Lasciate la terra. Vattene, Pigeon». Questi incidenti sono stati scoperti mentre l’impresa aveva posizionato i suoi bulldozer la settimana scorsa.

I membri del collettivo Stop Carrière, che da diversi mesi protestano contro questo progetto e che si sono nuovamente radunati davanti al sito per impedire l’inizio dei lavori, hanno dichiarato di non voler essere associati a queste azioni, di cui hanno avuto notizia lunedì mattina.
Il gruppo Pigeon non ha rilasciato commenti.

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