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[Salonicco, Grecia]: incendiati bancomat

Da Dark Nights, 25.02.26

Ci assumiamo la responsabilità dei seguenti attacchi incendiari avvenuti a Salonicco:

• L’incendio del bancomat della Alpha Bank nelle prime ore del 31 dicembre in via Artakis.

• L’incendio di un bancomat della Alpha Bank nelle prime ore del 7 gennaio in via Siniosoglou.

• L’incendio di un bancomat in via Antigonidon nelle prime ore del 13 gennaio.

In un mondo in cui tutto è programmato per funzionare come un orologio a vantaggio del sistema, ci saranno sempre sacche di ribellione. Come anarchici d’azione, non vogliamo limitarci agli scontri con la polizia durante le manifestazioni (che ovviamente consideriamo necessari), ma scegliamo di aprire nuove dialettiche nelle strade. Rifiutiamo di aspettare che le condizioni sociali siano mature per attaccare e proponiamo l’azione diretta come prospettiva per attaccare qui e ora.

Attraverso di essa, diamo sostanza ai nostri desideri scegliendo il momento, il luogo e l’obiettivo che vogliamo colpire, espandendo la ribellione anarchica in tutta la metropoli. Per noi, l’autentica sensazione di libertà si prova attraverso l’azione aggressiva, che è l’espressione di un processo interiore continuo e del nostro incrollabile desiderio di una vita anarchica secondo il nostro ideale.

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[Stati Uniti]: Tre incendi ferroviari in tre mesi: alcuni fatti e riflessioni

Da Rose City Counter-Info, 08.09.25

Negli ultimi tre mesi, tre ponti ferroviari sono stati danneggiati o distrutti da incendi nell’area dell’Oregon e di Washington. Ciascuno di questi incendi è stato appiccato intenzionalmente. Non sono stati effettuati arresti e, per quanto ne sappiamo, nessuna di queste azioni è stata accompagnata da rivendicazioni o spiegazioni.

Ma il mondo che ci circonda è l’unica spiegazione di cui abbiamo bisogno.

Mentre ci avviciniamo a un futuro di disastri climatici inimmaginabili e di totale distruzione ecologica, i processi di estrazione non mostrano alcun segno di arresto. Anzi, hanno solo accelerato, con le aziende che si fanno la guerra per sfruttare nuovi angoli della Terra alla ricerca di minerali rari, componenti essenziali dei chip e dei semiconduttori, gli elementi costitutivi delle nostre nuove prigioni digitali. Il potere ha proposto false “soluzioni verdi” che servono solo ad accrescere la nostra dipendenza dalla tecnologia e dall’estrazione, e a pulire la facciata del capitalismo industriale.

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[Saint-Ferréol-d’Auroure, Alta Loira, Francia]: fuoco al trafficante di guerra «Hexadrone»

Da Sans nom, 02.04.25

[Ricevuto via e-mail il 1° aprile 2025]

Hexadrone si arricchisce grazie all’esercito francese.
Il budget delle forze armate esplode, Hexadrone pure….

Contro le guerre e i profitti che generano.
Contro le industrie militari e i loro subappaltatori.
Contro le start-up super chic e moderne come Hexadrone e tutti coloro che costruiscono armi all’avanguardia made in France per uccidere meglio lontano da qui.
Contro la fortezza Europa e la militarizzazione delle frontiere.
Contro tutti i conflitti che la Francia alimenta con le armi.
Contro, contro, contro… così tanti attori di questo mondo di merda che seminano guerra e morte.
In solidarietà con la lotta palestinese e con tutte le popolazioni sotto le bombe.

Con i mezzi a nostra disposizione, abbiamo incendiato l’alimentazione elettrica dell’azienda Hexadrone a Saint-Ferréol-d’Auroure nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2025.

Pacifista, ma non pacificato!

MORTE ALLA GUERRA E ALL’IMPERIALISMO

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[Malesherbois, Loiret, Francia]: sabotaggio della linea ad alta tensione

Da Sans nom, 03.04.25

«La base è stata segata»: un traliccio elettrico crolla nel Loiret.
France3, 2 aprile 2025

Immaginate la violenza dell’impatto. Un traliccio alto diverse decine di metri e pesante diverse tonnellate che si schianta al suolo. Un incidente rarissimo, ma che si è verificato martedì 1° aprile, intorno alle 18:00, nel comune di Malesherbois, vicino a Pithiviers.

Un “pesce d’aprile” di cui il gestore della rete avrebbe fatto volentieri a meno. Mercoledì, una ventina di tecnici della Rete di Trasporto dell’Elettricità (RTE) erano ancora sul posto per riparare il traliccio. Anche i gendarmi hanno effettuato i rilievi del caso. RTE sospetta infatti un atto doloso: il vento non può essere la spiegazione plausibile. La base del traliccio è stata segata”.

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[Parigi, Francia]: Come bloccare il flusso delle merci umane

Da Sans nom, 19.09.25

Staccare la corrente alla metro parigina

La mattina del 17 settembre 2025, con l’obiettivo di “bloccare tutto” oltre le date previste per la mobilitazione, l’elettricità che alimenta la metropolitana di Parigi è stata temporaneamente interrotta su diverse linee contemporaneamente alle 7:50, all’inizio dell’ora di punta. Le linee 5 (Église de Pantin <-> Jaurès), 8 (Créteil <-> Réuilly-Diderot), 9 (Porte de Montreuil <-> Oberkampf) e 11 (Mairie des Lilas <-> Arts et Métiers) sono state interrotte per 20-30 minuti, prima di riprendere il loro ritmo abituale diverse ore dopo.

A tal fine, sono state azionate le leve che servono ad arrestare i treni in caso di pericolo, in particolare quando ci sono persone sui binari. Queste leve rosse, quando si trovano sulle banchine, fanno scattare un allarme e interrompono istantaneamente il traffico, lasciando i treni dove si trovano. Hanno lo stesso effetto, ma in modo silenzioso, quando vengono azionate dall’ingresso delle gallerie della metropolitana.

Per accedere alle leve situate all’ingresso delle gallerie, è sufficiente scendere i quattro piccoli gradini all’inizio e alla fine delle banchine, talvolta protetti da un piccolo cartello giallo di avvertimento o da una porta a molla. Poi, contro la parete del tunnel, all’altezza delle spalle, si trova una scatola quadrata con una o più maniglie che può essere azionata da chiunque senza timore per la propria sicurezza. Si tratta di una piccola scatola impossibile da non notare, di colore rosso (o con la vernice rossa intorno).

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[Saint-Jory, Francia]: Una nuova trivella è andata in fumo nel cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Bordeaux-Toulouse

Da Iaata, 06.03.26

La facciamo breve: sabato scorso, una trivella impiegata per i lavori della linea ferroviaria ad alta velocità (LGV) Bordeaux-Toulouse è stata distrutta a Saint-Jory. Una piccola luce nella notte, nel cuore di questo progetto da 20 miliardi di euro.
Le loro macchine calpestano le nostre terre e le nostre vite per la loro frenesia di profitto. Dall’A69 alla LGV, ci rifiutiamo di essere semplici spettatori/rici di questi sinistri balletti.

Questa gigantesca e devastante trivella, ormai ridotta a un cumulo di rottami, è diventata una barricata all’interno del cantiere.

Che brucino i loro progetti mortiferi e i loro abissi finanziari.

Questa è una D.U.P., una Dichiarazione di Utilità Pubblica.

Le navi posacavi: imbarcazioni fondamentali per la rete Internet

Da Trognon, 21.12.25

Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks.

Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato “Internet, un gigante molto vulnerabile” [Internet, un géant très vulnérable]. Il documentario adotta un approccio piuttosto poco critico e la domanda latente è soprattutto quella relativa al miglioramento della resilienza delle reti Internet. Tuttavia, permette di vedere l’interno di diverse infrastrutture strategiche, come i data center. Si parla anche molto dei cavi in fibra ottica sottomarini, un’infrastruttura fondamentale per il funzionamento di Internet e per lo scambio di informazioni in tutto il mondo.

I cavi sottomarini: una sfida strategica

Questi cavi sono spesso descritti come un punto debole della rete. Si trovano sul fondo del mare, dove vengono posizionati da navi posacavi, e possono subire danni a causa di diverse cose: tempeste (possono essere spostati dalle correnti o risalire in superficie), incidenti di pesca (le reti dei pescherecci possono danneggiarli) o veri e propri atti di sabotaggio (per esempio, le navi della flotta segreta russa lascerebbero volontariamente trascinare le loro ancore per tagliare i cavi “nemici”). Questi cavi risalgono verso le coste, dove si trovano stazioni di atterraggio che li collegano alla rete elettrica o in fibra ottica terrestre.

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[Caen, Francia]: sabotaggio mezzo riuscito contro gli accordi di libero scambio del MERCOSUR

Da Attaque, 29.01.26

Ricevuto per mail

Vicino al Memoriale di Caen sorgono i grandi uffici del Crédit Agricole Normandie e della Banque Populaire et Caisse d’Épargne (BPCE). Queste banche decidono le regole per l’agricoltura. Hanno come vicini la DREAL, AGRIAL e la Camera dell’Agricoltura…

Insieme alla BNP Paribas, queste banche investono diversi miliardi in multinazionali che estraggono petrolio e gas in Perù e Colombia, nella foresta amazzonica. Migliaia di ettari di foresta stanno scomparendo e i fiumi sono inquinati… I bambini non possono fare il bagno perché si ustionano…

Il Crédit Agricole e la BPCE, insieme a BNP Paribas e Société Générale, hanno investito più di 743 milioni di euro tra il 2013 e il 2022 nell’agricoltura di soia, olio di palma e allevamento di bovini in Brasile. Migliaia, se non centinaia di migliaia di chilometri quadrati di foresta amazzonica vengono distrutti per far spazio a questa agricoltura intensiva.

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[Canada] Durante il fine settimana a Hochelaga, un furgone aziendale appartenente alla ARA Robotique è stato incendiato

Da Montreal Counter-Information, 25.02.26

Contributo anonimo a MTL Counter-info

Nel weekend a Hochelaga, un furgone aziendale della ARA Robotique è stato incendiato.

I droni della ARA hanno sensori avanzati e intelligenza artificiale per analizzare i dati in tempo reale. L’anno scorso, il governo del Quebec ha dato alla ARA e alla Laflamme Aero un finanziamento di 8,8 milioni di dollari. Queste due aziende producono droni ed elicotteri telecomandati progettati per migliorare la sorveglianza delle frontiere.

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[Francia] Pilone! Pilone! Fuoco, fuoco!

Da trognon, 28.03.24

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[Grecia] Solidarietà internazionale per il “caso Ampelokipoi”

Da Act for freedom now!, 01.03.26

Compagni,
vi scriviamo per informarvi degli ultimi sviluppi relativi all’incombente processo dei compagni incarcerati nel caso Ampelokipoi e per condividere con voi le nostre riflessioni sull’organizzazione di giornate internazionali di solidarietà e azione.

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[Santiago, Cile] Il compagno sovversivo Tomás González evade dall’ex Penitenciaría

Da informativo anarquista, 26.02.26

Ricevuto via e-mail

Il 25 febbraio 2026, l’ex prigioniero sovversivo Tomás González, insieme a un altro detenuto, è evaso dall’ex Penitenciaría* travestito da gendarme. Il compagno Tomás è stato condannato a più di 21 anni di carcere: 16 anni per aver sparato ai poliziotti nel tentativo di evitare l’arresto nel maggio 2022 e 5 anni (in attesa di giudizio definitivo) per possesso di bombe Molotov.
Di fronte alle maglie repressive che iniziano a stringersi dentro e fuori, l’appello è quello di non fornire alcuna informazione utile alla repressione. Nessuna collaborazione è accettabile! Nessuna foto del compagno, nessun dato sul suo ambiente e sui suoi legami deve essere consegnato alla polizia!

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[Roma] Rivendicazione Sabotaggio linea ferroviaria contro le Olimpiadi Milano Cortina – 2026

Riceviamo e diffondiamo

Fuoco alle Olimpiadi! Oggi non si viaggia!

La notte del 13 Febbraio in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato e danneggiato i cavi lungo i binari provocando di fatto il blocco di diverse linee dell’alta velocità.
Queste azioni sono il nostro contributo al caloroso benvenuto e augurio a questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali.

Abbiamo partecipato ai blocchi massivi delle strade e i porti durante i mesi di mobilitazione per la Palestina, abbiamo invaso le stazioni e attaccato la polizia quando è stato possibile. Ma oggi abbiamo scelto di agire protetti dalla luce della luna, in un piccolo gruppo riunito dall’affinità e dalla voglia di essere conseguenti agli slogan urlati nei mesi scorsi: blocchiamo tutto!
Perché pensiamo che oltre a partecipare alle grandi mobilitazioni e al conflitto che esse possono generare sia necessario diffondere l’azione autonoma, per non lasciare che vengano disinnescate, recuperate e dirette dai professionisti della politica “militante”.

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Messaggio al movimento per il clima

Da switch off!, 30.09.25

Nel corso dell’ultimo decennio, sia in Europa che altrove, una nuova generazione di attivisti/e ha portato il movimento per il clima alla ribalta. Gruppi come Extinction Rebellion, Fridays for Future e Ende Gelände [in Germania] sono riusciti a emergere dall’ombra, convincendo milioni di persone a impegnarsi nella difesa del pianeta. Non molto tempo fa, in pochi erano consapevoli del rischio di una catastrofe climatica, mentre oggi è vero esattamente il contrario. Non ho alcuna intenzione di sminuire questi risultati. Ciò su cui voglio richiamare l’attenzione, tuttavia, è che l’attivismo climatico ha avuto un impatto minimo o nullo su ciò che è davvero importante: ridurre effettivamente la quantità di carbonio emessa dagli esseri umani in tutto il pianeta. Queste emissioni continuano ad aumentare ogni anno, così come le temperature medie globali, le catastrofi meteorologiche e i tassi di estinzione delle specie. Ottenere il riconoscimento da parte della società non è bastato. In tutti i suoi obiettivi fondamentali, il movimento per il clima è un fallimento.

Ho un’ipotesi sul perché ciò accada. Il movimento per il clima rimane bloccato nell’idea che chi detiene il potere debba essere convinto ad apportare i cambiamenti necessari. Nonostante utilizzi un’estetica che richiama l’azione diretta, la maggior parte dell’attivismo climatico si concentra sull’ottenere l’attenzione dei media (compresi i social media mainstream, che sono un’estensione del potere capitalista tanto quanto la televisione o i giornali) per ottenere il riconoscimento sociale e, in ultima analisi, fare pressione sui politici. Tuttavia, l’élite politica non sarà mai in grado di risolvere questa crisi, perché il sistema che le conferisce il potere è lo stesso sistema che prospera letteralmente sulla distruzione del pianeta. Quella che chiamiamo “economia” è una megamacchina fuori controllo che considera qualsiasi cosa non sia un’espansione illimitata (un processo che comporta la devastazione ecologica) come un disastro. Indipendentemente dal loro colore politico o dalle promesse che fanno, tutti i politici e le aziende giurano fedeltà alla logica retrograda di questo mostro che divora il mondo.

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[Brema, Germania] Fuoco a Tesla! Stazioni di ricarica e quadri elettrici incendiati!

Da Dark Nights, 25.11.25

Switch off Tesla! Switch off il capitalismo dell’IA! Switch off il fascismo!

Distruggiamo la COP30: la scorsa settimana, i rappresentanti degli Stati membri delle Nazioni Unite sono volati a Belém, in Brasile, con un entourage follemente numeroso di giornalisti, forze dell’ordine e scienziati, per riflettere sulla loro inazione, scattare foto di gruppo e rilasciare dichiarazioni che non manterranno. Tutto questo mentre i nostri governanti sono più preoccupati di garantire all’industria tedesca materie prime sufficienti e di assicurarsi una carriera dopo il mandato, piuttosto che cercare di impedire la completa distruzione del pianeta.

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[Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco coordinato ad Ano Patissia

Da Dark Nights, 16.2.26

La routine quotidiana di condizioni di lavoro medievali, l’umiliazione di classe, lo sterminio del proletariato, l’impunità dei datori di lavoro, il terrorismo, le misure di austerity che strangolano la base sociale, la tortura nelle stazioni di polizia infernali, le centinaia di omicidi ai confini della Fortezza Europa, la miseria nei centri di detenzione, la sorveglianza panottica permanente e la mappatura di ogni movimento, l’intensificazione della repressione e dell’arsenale legale dello Stato richiedono un’intensificazione della resistenza sociale e la rottura dell’onnipotenza dello Stato attraverso la diffusione di azioni aggressive e polimorfiche di violenza sociale dirette contro questo sistema insaziabile che annienta la vita umana e ci tratta come esseri sacrificabili, come numeri.

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[Vosges, Francia] Azione diretta contro il capo ingegnere dell’ANDRA, Emmanuel Hance

Da Indymedia Lille, 11.2.26

L’inverno è la stagione della contemplazione, dei momenti conviviali trascorsi insieme, ma anche della riflessione e dei ricordi. Vi è mai capitato? Siete seduti con i vostri amici, vi raccontate vecchie storie e all’improvviso vi chiedete: “Che fine ha fatto…?” A noi è successo, ed è così che è iniziata questa piccola favola invernale.

Ci siamo chiesti che fine avesse fatto Emmanuel Hance. Emmanuel CHI, vi chiederete? Allora non siete originari del sud della Mosa! Qui tutti i bambini sanno chi è e, quando non riescono a dormire, guardano sotto il letto per vedere se non si nasconde lì. Odiato e temuto dalla popolazione, Hance è la caricatura perfetta di un mafioso del nucleare: responsabile di tutte le questioni territoriali al di fuori del laboratorio, espropria gli agricoltori dei dintorni del piccolo villaggio di Bure con minacce e regali avvelenati.

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[Francia] Più caldo del nucleare – per una primavera nera nel 2026!

Da Indymedia Lille, 25.01.26

Appello a un’offensiva militante contro CIGEO, il nucleare e il suo mondo di merda!

Mentre il movimento antinucleare in Francia e nel mondo sembra aver superato da tempo il suo apice, la questione del nucleare torna oggi ad essere di cruciale attualità. Con gli attuali conflitti militari tra potenze atomiche pronte a premere il pulsante che riorganizzerebbe i rapporti di forza mondiali, con lo sviluppo del programma nucleare “civile” nazionale (rilancio del nucleare) o con la progressiva attuazione di un concetto totalmente irresponsabile di gestione dei rifiuti radioattivi, il futuro si fa sempre più cupo.
Non vogliamo ripetere qui tutti gli argomenti che si oppongono all’uso di questa tecnologia di dominio sulle popolazioni e di distruzione totale dal punto di vista militare.
Questi argomenti sono già stati ampiamente esposti e documentati in passato. Questo testo si concentra piuttosto sullo stato attuale del movimento di resistenza antinucleare in Francia e sulle possibili azioni da intraprendere, adottando un punto di vista anarchico.

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ALCUNE BANALITÀ DI BASE SUL CORTEO DEL 31 GENNAIO

Da Gancio, 06.02.26

1. La migliore eredità che la tradizione dei centri sociali poteva lasciare ai più giovani, è una rabbiosa celebrazione del suo funerale.

Il 31 gennaio è stato diverse cose allo stesso tempo. Un corteo massivo e trasversale, la ricomposizione tardiva dei vari pezzi di una sinistra antagonista in crisi, schiacciata dalla morsa tra l’avanzare della destra reazionaria e l’imbecillità politica assoluta del fronte progressista, un colpo di coda della lunga esperienza dei centri sociali che è ormai in procinto di chiudersi. Colpo di coda di una traiettoria che nel centro sociale torinese ha conosciuto certamente una delle sue espressioni più conflittuali, ma che appare presa da tempo in una parabola di declino inarrestabile. Non stiamo scrivendo queste righe per scagliarci contro i cascami di quell’entità che viene definita Movimento, per rilevarne limiti o errori. Piuttosto, ci preme dire con nettezza quello che abbiamo visto nella giornata del 31 oltre allo svolgimento prevedibile di un corteo nazionale dei centri sociali, della sinistra diffusa, di quell’area sociale che si è raccolta intorno alla battaglia per la difesa della Sumud Flottilla.
In piazza a Torino c’erano migliaia di giovani che non appartengono a collettivi, strutture o realtà militanti. C’erano ragazze e ragazzi appena ventenni, in molti casi ancora più giovani, che alla fine di Corso San Maurizio, all’avvicinarsi della svolta verso gli sbarramenti di polizia, si sono travisati, hanno formato con decisione un blocco nero, si sono preparati a combattere. Hanno attaccato la polizia, hanno resistito alle cariche, le hanno respinte avanzando e retrocedendo, metro per metro, per ben due ore. Non sono cose che si vedono tutti i giorni. Queste compagne e questi compagni gravitano nel mondo della politica radicale, si sono forse affacciati in strada per la prima volta con le proteste per la Palestina, e hanno sentito un richiamo irresistibile a venire a Torino.
Perché? In molti casi si tratta di persone che per ragioni anagrafiche non hanno neppure vissuto in prima persona la storia dell’Askatasuna o di qualche altro centro sociale, ma hanno comunque risposto a un appello che non è quello dell’opposizione al governo, di un preciso discorso politico sull’economia di guerra o i tagli ai servizi pubblici, ma la promessa di un’esplosione di rabbia, di una rivolta, di un evento che ribalti i rapporti di forza almeno per la durata di un giorno.
Dall’esperienza dello scontro si esce trasformati e aperti a nuove possibilità: quello che la politica di movimento può fare è lasciare il campo libero perché tali possibilità prendano corpo e spazio.

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[Pesaro] ROMPERE IL GHIACCIO! Rivendicazione del sabotaggio della linea ferroviaria contro le Olimpiadi

Riceviamo e pubblichiamo


ROMPERE IL GHIACCIO

All’alba del 7 febbraio è stata sabotata la linea ferroviaria nei pressi della stazione di Pesaro (PU, Marche).
Quest’azione mira a rendere visibili le contraddizioni che si porta con sé lo “spettacolo” delle Olimpiadi, in questo caso quelle invernali Milano Cortina 26. Tra i vari partner ufficiali di questi giochi ci sono aziende come Leonardo, Eni, Gruppo FS, che collaborano e speculano su guerre e devastazione della terra in nome del feroce progresso capitalista.
Solidarietà combattiva con tutt* * lavorat* che si ribellano allo sfruttamento dei padroni, con i popoli in lotta per la liberazione della loro terra e con chi insorge contro questa società.
Libertà per tutt* * ribelli in gabbia!



https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/incendio-stazione-treni-ritardo-cxocq3d5
https://www.corriereadriatico.it/pesaro/pesaro_incendio_cabina_scambio_binari_ferrovie_gravi_azioni_sabotaggio-9345706.html