La lista dei nostri fratelli e sorelle scomparsi/e si allunga di anno in anno. Ogni nuova morte è un crollo, un ricordo del dolore di esistere in un mondo che cerca attivamente di sopprimerci. Cerchiamo di resistere a tutti i costi, mantenendo vivo il ricordo di chi se n’è andato/a.
Le nostre amiche puttane assassinate, i nostri fratelli e sorelle senza documenti deportati/e, le/i nostri/e amici/che espulsi/e dalla polizia, le/i nostri/e compagni/e ricacciati/e nell’ombra e nella povertà, le nostre sorelle spinte al suicidio dalle loro famiglie transfobiche e il cui nome viene infangato anche dopo la morte, le/i nostri/e amici/che rinchiusi/e in prigione o in ospedali psichiatrici. Dall’isolamento e dalla negazione delle nostre esistenze, che ci distruggono poco a poco, fino all’omicidio brutale, questa società di merda cerca di distruggerci e le armi a sua disposizione si fanno sempre più potenti.
Sono passati più di due anni e il massacro del popolo palestinese da parte dello Stato assassino di Israele continua. I continui attacchi alla Striscia di Gaza hanno causato centinaia di migliaia di morti e di morti viventi in condizioni di fame costante e povertà totale. Tutto questo non è altro che politica di sempre dello Stato israeliano per l’annichilimento totale della Palestina. Siamo spettatori di una tragedia che si ripete da 77 anni, con insediamenti illegali nei territori palestinesi e interventi armati che cercano di schiacciare ogni forma di resistenza e annientare il popolo palestinese.
Un nuovo crollo economico in Occidente è più vicino di quanto vorrebbero farci credere. Gli Stati imperialisti occidentali stanno cercando di ridividersi il pianeta e di prosciugare gli Stati economicamente deboli delle materie prime, della manodopera e di qualsiasi altra cosa possa portargli profitto. Tuttavia, nei paesi che non fanno parte dell’Occidente devono anche fare i conti con le forze indigene che resistono per difendere la propria terra, come in Palestina, o con i regimi teocratici che essi stessi hanno insediato per evitare la “minaccia comunista”. Anche gli Stati imperialisti dell’Est, la Russia e la Cina, stanno entrando in gioco, cercando di uscire vittoriosi dalla crisi imminente. Le rivalità intraimperialistiche ricadono ancora una volta sui popoli della Terra con conseguenze devastanti.