{"id":678,"date":"2026-06-03T22:06:00","date_gmt":"2026-06-03T22:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=678"},"modified":"2026-06-03T14:19:21","modified_gmt":"2026-06-03T14:19:21","slug":"memorie-di-un-ribelle-entrare-in-clandestinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=678","title":{"rendered":"memorie di un ribelle: entrare in clandestinit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da <a href=\"https:\/\/actforfree.noblogs.org\/2026\/05\/16\/a-rebels-memoirs-going-underground\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/actforfree.noblogs.org\/2026\/05\/16\/a-rebels-memoirs-going-underground\/\">Act for freedom now!<\/a>, 16.05.26<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Undici anni fa, il 28 aprile 2015, la polizia ha dato il via a un\u2019operazione repressiva nota come <a href=\"https:\/\/antifenix.noblogs.org\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/antifenix.noblogs.org\/\">Operazione Phoenix<\/a> (F\u00e9nix). Di conseguenza, ho successivamente deciso di <a href=\"https:\/\/lukasborl.noblogs.org\/disappearing-the-state-control\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/lukasborl.noblogs.org\/disappearing-the-state-control\/\">entrare in clandestinit\u00e0<\/a>, ovvero di vivere nell\u2019ombra. Il testo che segue funge sia da resoconto di quel periodo che da riflessione critica su di esso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Entrare in clandestinit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2015 le autorit\u00e0 hanno si sono scatenate, e in un lasso di tempo relativamente breve sono successe molte cose: quattro anarchici in carcere. Propaganda allarmistica dei media sul terrorismo. Perquisizioni nelle abitazioni e in un centro sociale. Confisca di effetti personali. Interrogatori estenuanti. Intimidazioni, semina di zizzania, sorveglianza della polizia. C&#8217;era molto fermento e, nel loro insieme, questi eventi hanno creato un&#8217;enorme tensione. Almeno per me, senza dubbio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primo luogo, la polizia mi ha arrestato e mi ha informato che ero sospettato di aver commesso reati punibili con una pena detentiva da 3 a 10 anni. Anche se mi hanno rilasciato senza formulare alcuna accusa, i miei amici in quel momento erano dietro le sbarre e avevo ancora dei poliziotti in borghese addosso. Mi seguivano da un bel po\u2019 di tempo, senza sosta. Ovunque andassi, mi stavano alle calcagna. Mi era chiaro che si trattava di una strategia di guerra psicologica. Ma non volevo arrendermi senza combattere. Cos\u00ec ho scelto una tattica difensiva che non era difficile ma era piuttosto efficace. Ho iniziato a scattare foto ai poliziotti in borghese e in seguito ho pubblicato online il materiale raccolto. Coloro che avrebbero dovuto seguirmi improvvisamente non erano pi\u00f9 invisibili, e questo li ha sicuramente destabilizzati. Di conseguenza, dopo alcuni giorni di scatti, mi hanno lasciato in pace per un po&#8217;. Avevo sviluppato dei metodi per capire se qualcuno mi stesse seguendo, quindi non era difficile capire quando la polizia aveva smesso. Beh, s\u00ec, ma anche se la polizia era scomparsa dalla vista, la tensione e la paura di ci\u00f2 che mi aspettava erano ancora presenti. Ecco perch\u00e9 ho deciso di sparire dalla vista delle autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo pochissimo tempo per prendere una decisione. Le mie paure e la mia ansia erano cos\u00ec intense che, in quel momento, consideravo la clandestinit\u00e0 la mia unica possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Col senno di poi, lo vedo come un errore strategico. A chiunque voglia moralizzare e giudicare da una distanza di sicurezza, vorrei dire solo una cosa: probabilmente non hai mai provato l&#8217;intenso senso di pericolo che ho provato io, quindi \u00e8 difficile per te capire la mia reazione. Mi rassicura il fatto che le persone a cui tengo, fortunatamente, possiedano una dose sufficiente di empatia e comprensione. E con questo intendo anche coloro che hanno visto la mia decisione come un errore, ma comunque l\u2019hanno compresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono buttato a capofitto nella clandestinit\u00e0, anche se devo ammettere che in realt\u00e0 non avevo idea di cosa mi aspettasse. La fiducia nelle mie capacit\u00e0 e il sostegno di alcuni amici intimi mi hanno dato sicurezza. Senza di loro, non avrei resistito nemmeno due settimane. Non avevo una visione chiara, ma credevo che l\u2019avrei trovata lungo il percorso. In una certa misura \u00e8 stato cos\u00ec, ma hanno cominciato ad accumularsi anche problemi inaspettati. Inoltre, la tensione interiore di cui volevo liberarmi non \u00e8 scomparsa. Si \u00e8 semplicemente spostata in un\u2019altra sfera. L\u2019ho portata con me dalla vita \u201ccivile\u201d<a href=\"#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> alla clandestinit\u00e0. La paura del futuro era ancora presente. Cos\u00ec come la frustrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tagliare i ponti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 difficile descrivere come mi sentivo. Non riesco a pensare a nulla della vita \u201cnormale\u201d a cui poterlo paragonare. Quando una persona decide di sparire, significa, prima di tutto, che sta bruciando consapevolmente i ponti che la legavano a ci\u00f2 che un tempo considerava una parte importante della propria vita. Si perde il contatto con le persone, con la propria identit\u00e0, con i luoghi, con le situazioni. Ci si prepara mentalmente all\u2019eventualit\u00e0 che tutto questo sia definitivo. Il pensiero: \u201cNon li rivedr\u00f2 mai pi\u00f9\u201d, mi passava spesso per la testa. Non potevo pi\u00f9 stare dove ero prima e ammettere apertamente chi fossi. All&#8217;improvviso, ero un&#8217;altra persona, non solo per chi mi circondava, ma anche per me stesso. Naturalmente, dentro di me, ero sempre io. Ma per sopravvivere, ho dovuto imparare a ingannare chi mi circondava abbastanza da farmi vedere come una persona completamente diversa. E non \u00e8 affatto facile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevo bisogno di una nuova identit\u00e0, il che significava anche inventarmi una storia per renderla credibile. Ho scelto un nuovo nome e mi sono procurato una carta d\u2019identit\u00e0 a quel nome, con la mia foto. Ma anche quella foto era diversa da come la maggior parte delle persone mi conosceva. Quanto fossi diventato irriconoscibile mi \u00e8 apparso chiaro quando, mentre mi spostavo, mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di incrociare per strada persone che conoscevo bene. Non mi hanno salutato e dalle loro espressioni ho capito che non avevano idea di chi stessero incrociando. Solo una volta ho incontrato alcuni conoscenti mentre salivo su un autobus; ho attaccato bottone con loro per impedire che raccontassero a qualcuno del nostro incontro. Dovevo mantenere segreto il mio luogo di permanenza e non volevo lasciare nulla al caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi c&#8217;erano persone che non conoscevo prima, ma con cui era opportuno mantenere i contatti. A loro raccontavo una storia inventata sulle mie origini e sulle mie esperienze di vita. Dovevo stare sempre in guardia per non dire qualcosa di sbagliato che potesse ricondurre alla mia identit\u00e0. Dovevo migliorare nell&#8217;arte della menzogna e nel decidere quali informazioni fosse meglio tenere per me.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per tutta la vita ti viene ripetuto che mentire \u00e8 sbagliato. Ma nel mondo clandestino, \u00e8 uno dei valori fondamentali che ti garantisce una certa sicurezza. Non ho alcun rimpianto per aver mentito, nemmeno alle persone a cui tengo. Voglio solo sottolineare quanto sia difficile, anche quando ti rendi conto che \u00e8 giustificato e necessario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Risorse e nascondigli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro aspetto della vita nella clandestinit\u00e0 era trovare risorse, nascondigli e posti dove vivere. Il lato positivo era che non ero solo in questa situazione. Tuttavia, la mia scarsa padronanza delle lingue mi limitava notevolmente. Questo mio limite mi infastidiva terribilmente, e sicuramente anche i miei amici. Spesso si ritrovavano a dover svolgere compiti che avrei potuto gestire da solo se avessi avuto una migliore padronanza delle lingue. Ho cercato di imparare l&#8217;inglese perch\u00e9 con l&#8217;inglese \u00e8 possibile comunicare praticamente ovunque. Ero davvero determinato, ma i miei progressi erano dolorosamente lenti. \u00c8 sempre stato il mio punto debole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora, come facevo a procurarmi ci\u00f2 di cui avevo bisogno per vivere? \u00c8 ovvio che chi \u00e8 in clandestinit\u00e0 probabilmente non pu\u00f2 lavorare legalmente. Una parte dei soldi me la davano gli amici della comunit\u00e0 anarchica, mentre il resto lo ottenevo con mezzi che il codice penale non approverebbe proprio. Ma non entrer\u00f2 nei dettagli. Mi limiter\u00f2 a dire che, anche se ho fatto cose non legali, non ho fatto nulla di male. Le mie azioni non hanno avuto alcun impatto negativo sui poveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fortunatamente, per un bel po\u2019 di tempo ho vissuto in posti dove c\u2019era abbondanza di cibo senza doverlo pagare. Mi arrangiavo tra la raccolta nei cassonetti e piccoli furti nei negozi. I cassonetti dietro i negozi e gli scaffali al loro interno erano pieni di cibo, e prendevo ci\u00f2 di cui avevo bisogno. Di tanto in tanto, mi servivo anche di altri oggetti. A volte infilavo vestiti, libri, fornelli da campeggio o articoli da toeletta nella mia borsa senza pagare prima. Dato che dovevo mantenere segreta la mia identit\u00e0, questi atti di appropriazione erano piuttosto rischiosi. Ma non si trattava solo di un passo necessario per la sopravvivenza; era anche un modo per ricordare a me stesso che potevo ancora fare qualcosa che mi dava gioia. Non intendo il consumismo, ma il fatto che, anche se sono un fuorilegge, posso superare in astuzia i miei nemici e prenderli in giro. In un anno di vita clandestina, le guardie di sicurezza del negozio non mi hanno mai beccato una volta. Anche se \u00e8 vero che mi ci sono voluti diversi mesi per trovare il coraggio di fare quel primo passo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante tutto il periodo in cui sono stato in clandestinit\u00e0, non ho mai sofferto la fame n\u00e9 ho patito privazioni materiali. Quando ero in viaggio, avevo un posto dignitoso dove stare. Non mi mancava l\u2019accesso all\u2019acqua, all\u2019elettricit\u00e0 o ai mezzi di trasporto. Anzi, spesso avevo pi\u00f9 soldi di quanti ne abbia nella vita \u201ccivile\u201d. Sono grato a tutti coloro che mi hanno aiutato in tutto questo. Allo stesso tempo, per\u00f2, porto ancora dentro di me il dolore inflitto da coloro che si definiscono cos\u00ec prontamente anarchici, eppure mi hanno gettato fuori bordo ancora prima che entrassi in clandestinit\u00e0. Da allora, non mi aspetto nulla di buono da loro. Per me, sono un esempio vivente della discrepanza tra parole e fatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bisogni insoddisfatti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita in clandestinit\u00e0 mi ha presto rivelato le sue insidie. Ad esempio, il fatto che l\u2019abbondanza materiale non possa colmare il vuoto esistenziale creato dal desiderio insoddisfatto di stare con i propri cari. Frustrazione \u00e8 probabilmente la parola giusta per descrivere ci\u00f2 che cos\u00ec spesso riempiva le mie giornate. Non potevo vedere i miei genitori n\u00e9 molti dei miei amici. Sapevo dove trovarli, ma era troppo rischioso incontrarli. Ecco perch\u00e9 mantenevo le distanze. Non comunicavamo. Non sapevano nemmeno dove fossi o, per quel che conta, se fossi ancora vivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi rendo conto che quella frustrazione non era un sentimento che provavo solo io. Sicuramente anche i miei cari provavano lo stesso dolore, perch\u00e9 sentivano la mancanza di stare in contatto con me. Ma le mie possibilit\u00e0 di trovare conforto e di instaurare altre relazioni erano fortemente limitate, molto pi\u00f9 delle loro. C&#8217;erano pochissime persone con cui potevo condividere le mie emozioni, i miei desideri, le mie esperienze e i miei pensieri. A volte affogavo i miei dispiaceri nell\u2019alcol. Anche se sapevo che non era una soluzione, non riuscivo a trattenermi e bevevo soprattutto birra. La persona che amavo all\u2019epoca a volte doveva sopportare le mie buffonate da ubriaco. Per fortuna, allora non ho sviluppato un gusto per i superalcolici. Se l\u2019avessi fatto, probabilmente avrei toccato il fondo piuttosto in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra fonte di frustrazione derivava dalla perdita delle mie vecchie prospettive e abitudini. Ero abituato a stare sotto i riflettori, cosa che non potevo pi\u00f9 fare. Cercavo una risposta alla domanda su cosa volessi dedicarmi, sia a livello personale che politico. Ma sapevo che non si trattava solo di ci\u00f2 che volevo. Si trattava anche di ci\u00f2 che le circostanze mi permettevano di fare. E quelle circostanze, per lo pi\u00f9, mi impedivano di farlo. Stavo vivendo una crisi davvero profonda a questo proposito. Molte delle cose che volevo erano ormai impossibili. Le cose che potevo fare, a loro volta, non mi davano soddisfazione n\u00e9 avevano senso per me. Una delle poche cose che mi dava gioia era scrivere. Scrivevo e pubblicavo le mie riflessioni e i miei commenti. E quando ogni tanto ricevevo feedback da altri anarchici, era incoraggiante e di sostegno. Penso che la scrittura fosse anche una sorta di sfogo che mi permetteva di scaricare la tensione. Non si pu\u00f2 vivere sotto stress costante per troppo tempo, perch\u00e9 si rischia di impazzire. Ecco perch\u00e9 sono contento che la scrittura mi abbia aiutato ad affrontare lo stress in modo costruttivo durante il mio periodo in clandestinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ragione ed emozione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte \u00e8 difficile trovare un equilibrio tra ragione ed emozione, anche nei momenti di calma. Il compito diventa ancora pi\u00f9 complesso quando ogni giornata \u00e8 piena di stress, tensione, frustrazione e sentimenti di vulnerabilit\u00e0. Ed \u00e8 proprio quello che mi \u00e8 successo durante il periodo trascorso in clandestinit\u00e0. Questo mi ha portato a sviluppare una forte tendenza all\u2019indifferenza, che si \u00e8 manifestata in una maggiore propensione a sottovalutare i rischi. Qualcuno potrebbe persino dire che ho iniziato a compiere azioni avventate. Azioni che in uno stato di calma avrei scartato perch\u00e9 troppo rischiose, improvvisamente sono entrate a far parte dei miei piani. E cos\u00ec, un giorno, ho organizzato un incontro con alcuni amici e ho iniziato a pianificare di contattare anche i miei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se l\u2019avessi pianificato a 500 chilometri di distanza da dove vivono i miei genitori, sarebbe stato comunque un bel rischio. Ma ho deciso di farlo proprio nella citt\u00e0 in cui vivono. Dove sono nato e ho vissuto a lungo. Inoltre, in un momento in cui sapevo che la polizia aveva distribuito le mie foto agli autisti dei mezzi pubblici e li aveva istruiti a segnalarmi se mi avessero visto. Sapevo che mi stavano cercando. Sapevo di essere nel database delle persone ricercate dalla polizia. Nonostante tutto ci\u00f2, ho deciso di fare tutto il possibile per ricontattare amici e familiari. \u00c8 stata una follia? Probabilmente s\u00ec, ma non incomprensibile. Se una persona prova da tempo il dolore di aver perso i contatti con i propri cari, cercher\u00e0 di ristabilirli, anche se ci\u00f2 significa essere arrestato se le cose dovessero andare male. E alla fine, le cose sono andate male. Mi sono imbattuto in una pattuglia di polizia composta da un uomo che conosco fin dall&#8217;infanzia. Mi ha riconosciuto. Ha obbedito agli ordini e mi ha arrestato. Lo ha fatto anche se non c&#8217;era alcun conflitto personale tra noi. Avrebbe potuto lasciarmi andare senza rischiare nulla. Ha deciso di assecondare le sue tendenze da stronzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La maggior parte degli stronzi non nasce cos\u00ec. Sono le circostanze a trasformarli in stronzi. Nel caso di questo tizio in particolare, indossare l\u2019uniforme e acquisire l\u2019autorit\u00e0 della polizia ha contribuito a renderlo tale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo essere stato arrestato, ho trascorso sette mesi in prigione. Sono stato accusato nel caso F\u00e9nix 2. Potrei pubblicare le mie memorie del periodo trascorso in prigione in un secondo momento. Ma ora che sono fuori di prigione, sto pensando a come possiamo arrivare al momento in cui non ci siano prigioni, n\u00e9 Stati, n\u00e9 societ\u00e0 di classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abLuk\u00e1\u0161, devi sapere che qualsiasi periodo trascorso in prigione sembra un\u2019eternit\u00e0. Dimenticherai molti nomi e luoghi. Non sarai pi\u00f9 la stessa persona che eri prima di finire \u201cl\u00e0 dentro\u201d. Quella \u201cvecchia\u201d vita svanir\u00e0 come un guscio; tutto ci\u00f2 che rimarr\u00e0 saranno i tuoi valori, le tue convinzioni e le persone a te care. Tutto il resto nella vita \u00e8 incerto e fugace. Devi attraversarla, soffrirla, sopportarla, e preservare e rafforzare i tuoi valori e le tue convinzioni. \u00c8 cos\u00ec che le persone diventano veri guerrieri: tenaci, determinati e indistruttibili. Ora sono persino grato per questa scuola di vita. Mi ha dato una seconda possibilit\u00e0 e ho incontrato molte persone fantastiche. Anche tu le incontrerai. La prigione ci unisce. Non rimpiangere nulla; un nuovo mondo ti aspetta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nota: Ihar Alinevich mi ha scritto queste righe mentre ero in carcere nel gennaio 2017. Me le ha scritte dopo essere stato rilasciato. Tuttavia, \u00e8 stato nuovamente incarcerato nell&#8217;autunno del 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Non riuscendo a trovare un termine che differenziasse la vita precedente con quella in clandestinit\u00e0 ho tradotto letteralmente questo termine, nonostante l\u2019utilizzo diverso che se ne fa in italiano. Per questo motivo ho aggiunto le virgolette. NDT<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Act for freedom now!, 16.05.26 Undici anni fa, il 28 aprile 2015, la polizia ha dato il via a un\u2019operazione repressiva nota come Operazione Phoenix (F\u00e9nix). Di conseguenza, ho successivamente deciso di entrare in clandestinit\u00e0, ovvero di vivere nell\u2019ombra. 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