{"id":564,"date":"2026-04-27T22:01:00","date_gmt":"2026-04-27T22:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=564"},"modified":"2026-04-27T10:10:56","modified_gmt":"2026-04-27T10:10:56","slug":"electric-funeral-unanalisi-approfondita-dei-circuiti-della-megamacchina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=564","title":{"rendered":"ELECTRIC FUNERAL &#8211; Un&#8217;analisi approfondita dei circuiti della megamacchina"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Da <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/GreenAnarchy16_201610\/Green%20Anarchy%20%23%2015\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/archive.org\/details\/GreenAnarchy16_201610\/Green%20Anarchy%20%23%2015\/\">Green Anarchy<\/a>, n\u00b015 Inverno 2004<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><em>In un mondo dominato da un&#8217;unica superpotenza, esiste un solo obiettivo privilegiato per chi non \u00e8 soddisfatto dello status quo. Le infrastrutture critiche costituiscono la categoria di obiettivi pi\u00f9 importante all&#8217;interno di tale obiettivo privilegiato, e l&#8217;infrastruttura elettrica \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 vulnerabile tra le infrastrutture critiche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tenente colonnello Bill Flynt, Ufficio per la Sicurezza Interna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo nel 2004 e il pianeta \u00e8 sotto l\u2019assalto di una megamacchina sterminatrice che segue la propria logica tecnologica di autoannientamento. Questa struttura di potere ormai monolitica, con la sua vasta rete di maglie amministrative e reti militari, \u00e8 l\u2019inconscio suicida della storia patriarcale che si avvia verso l\u2019Armageddon: il finale fiammeggiante e intriso di sangue del patologico istinto di morte della civilt\u00e0. Due mondi, in netto contrasto tra loro, sono entrati in violenta collisione: le acque correnti della vita libera e i pozzi stagnanti e avvelenati della civilt\u00e0 tecno-industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Una tempesta si sta addensando e, dal rantolo di morte della nostra epoca, sta sorgendo un&#8217;ondata di nuova vita: nuovi movimenti di resistenza antiautoritaria che stanno prendendo coscienza dell&#8217;orrore e della disperazione della nostra condizione, movimenti pronti a lanciarsi in una guerra aperta contro il sistema tecno-industriale e la sua traiettoria <em>omnicida<\/em>. Questi nuovi movimenti \u2013 nati da una speranza di liberazione nell\u2019ora pi\u00f9 buia della nostra Terra \u2013 hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo e si sono opposti al sistema con una ferocia che non si vedeva in questo paese da decenni.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Ma una cosa che sembra mancare a molti di questi nuovi movimenti ribelli \u00e8 una strategia d\u2019insieme, una strategia che miri e che possa portare al crollo della Macchina della Morte. Se siamo d\u2019accordo sul fatto che il nostro obiettivo sia quello di mettere fuori uso la Megamacchina, allora dobbiamo esaminare attentamente l\u2019anatomia fisica dell\u2019Ordine Meccanicistico e individuare le azioni che possiamo intraprendere per \u00ablivellare il campo di gioco\u00bb. Le macchine, le istituzioni e la \u201crealt\u00e0\u201d stessa sono costruzioni sociali e sono quindi suscettibili di <em>decostruzione<\/em>. La civilt\u00e0 in cui viviamo (o, per essere pi\u00f9 precisi, <strong>di cui siamo prigionieri<\/strong>) \u00e8 una Civilt\u00e0 Elettrica e ci sembra ovvio che la rete elettrica offra ovunque un punto debole ai sabotatori. Ammettiamolo: l\u2019ora dell\u2019ultimo giudizio si avvicina, il Moloch si nutre delle vittime della guerra in maniera difficile da immaginare, la struttura genetica della vita stessa viene manipolata dai mercanti di morte della scienza e stiamo finendo l\u2019aria da respirare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Le nostre tattiche DEVONO diventare pi\u00f9 aggressive se vogliamo abbattere \u2013 fisicamente \u2013 questo sistema marcio e trascinare via il suo cadavere putrido dalla scena mondiale una volta per tutte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Italia negli \u201880: emerge una strategia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questi scritti sono apparsi a Palermo in solidariet\u00e0 co<\/em><em>n <\/em><em>del<\/em><em>l<\/em><em>e azioni in cui sono stati segati i tralicci dell\u2019ENEL a Caors<\/em><em>o<\/em><em> e Monta<\/em><em>l<\/em><em>to (linea centrale). Si tratta degli ultimi esempi di una serie di atti di sabotaggio che da tempo vengono compiuti in tutta Italia. Perch\u00e9 la polizia e la magistratura stanno scatenando una reazione cos\u00ec sproporzionata a questo tipo di azioni? A nostro avviso queste azioni dirette, che chiunque pu\u00f2 compiere in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, li spaventano forse pi\u00f9 della formazione stessa di un gruppo armato. Questo perch\u00e9 il gruppo armato specifico \u00e8 controllabile grazie al programma e alla logica a cui aderisce, mentre la diffusione di atti di sabotaggio mette in difficolt\u00e0 la struttura del potere perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 compiere tali atti. Basta procurarsi un seghetto e scegliere un traliccio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo non piace ai Verdi, ai pacifisti o agli ambientalisti perch\u00e9 tali azioni minano il loro lavoro di politici che tendono a omogeneizzare il movimento alla loro pratica di dissenso platonico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Riaffermiamo il nostro antagonismo e disprezzo nei confronti degli alti sacerdoti dell\u2019ecologia. Per noi antagonisti l\u2019azione diretta \u00e8 un attacco contro le strutture che producono energia nucleare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gruppo anarchico di Palermo, 1987<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine degli anni \u201980 in Italia si combatteva un\u2019infuocata battaglia (e lo intendiamo letteralmente) contro la costruzione di centrali nucleari e contro le industrie e i think tank responsabili della produzione di questa tecnologia. Da una parte della lotta c&#8217;erano tutte le varie forze politiche riformiste (Verdi, Partito Comunista, ambientalisti, pacifisti) che proponevano leggi e referendum antinucleari e che cercavano di collocare la lotta su un piano istituzionale, pienamente integrato nella logica governativa\/parlamentare. Ma una componente altrettanto importante della lotta era costituita da una confederazione informale di anarchici insurrezionalisti, libertari e compagni non allineati che operavano al di fuori e contro il quadro istituzionale e che concretizzavano la loro resistenza, non solo con blocchi alle centrali nucleari, ma come un attacco generalizzato all\u2019energia atomica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1986 si giunse a un bivio cruciale nella lotta, quando gli anarchici \u2013 frustrati dai subdoli \u00abgiochetti\u00bb dei riformatori del nucleare \u2013 iniziarono a sviluppare un movimento autonomo e radicale contro il progetto nucleare. Come afferm\u00f2 all\u2019epoca il gruppo editoriale di \u201cProvocAzione\u201d: \u201cAlle montagne di carta straccia prodotte da chi sostiene e pratica i referendum parlamentari, noi proponiamo l\u2019azione diretta, unica possibilit\u00e0 di trasformare realmente questa societ\u00e0 perch\u00e9 indica la necessit\u00e0 dell\u2019attacco contro le strutture di dominio (comprese quelle nucleari) e gli obiettivi a cui mirare. I nostri alleati e complici sono gli antagonisti e i ribelli, perch\u00e9 vogliono vivere, non vegetare, ribellandosi e prendendo in giro i riformisti che predicano la sopravvivenza\u00bb. Fu in questo contesto sociale che cominciarono ad emergere nuove ed efficaci strategie contro l\u2019energia nucleare e la rete elettrica stessa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>-Il 12 luglio 1987, un traliccio dell\u2019alta tensione dell\u2019ENEL (Ente Nazionale per Energia Elettrica) a Cosenza, in Italia, fu segato alla base. Dopo aver segato i tralicci, gli ignoti autori dell\u2019azione notturna li fecero cadere, mettendo fuori uso una linea elettrica da 150 mila volt. Lo stesso destino tocc\u00f2 a un altro traliccio dell\u2019ENEL nella zona del Brasimone il 9 settembre 1987. Anche quel traliccio, che alimentava il reattore nucleare Pec, fu sabotato da ignoti che lasciarono un volantino sul posto: \u201cNo alle centrali nucleari e a carbone, no alla guerra, no ai padroni dell\u2019energia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L&#8217;8 marzo 1988, un gruppo autodenominatosi \u00abRivoluzionari Antinucleari\u00bb attacc\u00f2 un altro traliccio dell&#8217;alta tensione in Italia. Ecco un estratto del loro comunicato:<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;8 marzo abbiamo abbattuto un traliccio dell&#8217;alta tensione nella provincia di Cosenza. In questo modo intendiamo colpire la banda infame dell&#8217;ENEL, protagonista del progetto atomico in Italia e all&#8217;estero. Non deleghiamo a nessuno la nostra libert\u00e0 di controllare le nostre vite e vogliamo distruggere quella che ci hanno imposto. La miseria del lavoro salariato, la morte nucleare, la crescente militarizzazione del nostro territorio e della societ\u00e0 stessa sono le prigioni che si definiscono socialdemocrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incubo nucleare \u00e8 un efficace strumento di polizia per terrorizzare la popolazione, creando quello stato di impotenza e delega necessario per continuare a governarci. La complicit\u00e0 dei partiti politici, con parole, giochi di potere e dolci illusioni attraverso i referendum, sta chiaramente cercando di uccidere la lotta antinucleare e seppellirla in un campo istituzionale. Noi lo rifiutiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>La farsa della Conferenza Nazionale sull\u2019Energia convocata dall\u2019ENEL e dal Governo mostra la chiara volont\u00e0 di far sembrare una scelta decisa da tempo come qualcosa da discutere in Parlamento. Diffondiamo il sabotaggio su tutto il territorio, colpendo le strutture che stanno portando avanti tali progetti di morte.<\/p>\n\n\n\n<p>-Nella notte tra il 12 e il 13 marzo 1988 furono abbattuti altri due tralicci: uno nella zona di Settebagni, vicino a Roma, e un altro nella zona di Cosenza. Il sabotaggio fu rivendicato con una lettera inviata all&#8217;agenzia di stampa Ansa, nella quale alcuni compagni anonimi si dichiararono contrari alle centrali nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p>-Il 13 aprile 1988, giorno in cui il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio concesse un provvedimento di sospensione all\u2019ENEL, che chiedeva di poter riprendere i lavori alla centrale nucleare di Montalto di Castro, si verificarono tre attentati attacchi con ordigni contro l\u2019industria nucleare. Durante la notte, bombe carta esplosero in un laboratorio di ricerca dell\u2019ENEL e in due aziende: la Carlo Gavazzi Control, che fabbricava condensatori, e la Passoni e Villa, che produceva componenti elettrici ed elettronici. Gli attacchi furono rivendicati da compagni anarchici in un volantino che giunse all\u2019agenzia di stampa ANSA e a Radio Popolare a Milano il giorno successivo. Circa una settimana dopo, il 19 aprile, un&#8217;altra bomba antinucleare scoppi\u00f2 presso l&#8217;agenzia di telecomunicazioni FITRE a Milano. Questo attacco era firmato con una A cerchiata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il 9 giugno 1988, una linea elettrica principale del comune di Vicenza fu distrutta da un incendio. Su \u00abSicilia Libertaria\u00bb fu pubblicato un volantino riguardante l&#8217;attacco a questa linea elettrica:<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo sabotato un traliccio dell\u2019alta tensione sopra Crotone<sup data-fn=\"033251d7-54e8-48f1-91ce-65ce860cc885\" class=\"fn\"><a href=\"#033251d7-54e8-48f1-91ce-65ce860cc885\" id=\"033251d7-54e8-48f1-91ce-65ce860cc885-link\">1<\/a><\/sup>, dove le fabbriche riversano nuvole tossiche, inquinamento, sfruttamento, prodotti tanto inutili quanto velenosi. LA MAFIA DEL CAPITALE E I SUOI STATI STANNO METTENDO IN ATTO LA DISTRUZIONE ASSOLUTA DELLA VITA SULLA TERRA! I loro complici sono i politici, i partiti, i sindacati, gli \u201cuomini di cultura\u201d, gli \u201cscienziati\u201d. I complici forzati del proprio sterminio sono le persone corrotte e soggiogate dai miti del \u201cbenessere\u201d, della \u201cmerce\u201d, della \u201ccivilt\u00e0\u201d, del \u201cprogresso\u201d. Noi lottiamo per liberarci da questa prospettiva imminente. Ci\u00f2 potr\u00e0 avvenire seriamente solo dopo l\u2019eliminazione dello sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo e sull\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi stiamo attaccando con il sabotaggio, con il <em>rifiuto del consumismo e dello spreco<\/em>, e diciamo: fermate immediatamente ogni tipo di produzione industriale e di combustione (traffico, riscaldamento, industria) che sia anche solo leggermente inquinante, e tutti gli altri processi di saccheggio dell\u2019ambiente che sono altrettanto stupidi e omicidi.<\/p>\n\n\n\n<p>-E infine, il 15 ottobre 1988, nella zona montuosa del \u00abNoce\u00bb, in provincia di Catanzaro, un traliccio dell\u2019ENEL da 150 mila kilowatt fu parzialmente segato. Alla base del traliccio, i Carabinieri trovarono un dispositivo temporizzato e alcuni volantini che gli ignoti sabotatori avevano lasciato sul posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora, gli attacchi alle infrastrutture elettriche sembrano essere diventati una tattica privilegiata dagli anarchici in Italia. Negli anni \u201990 \u2013 parallelamente alla diffusione fulminea di computer e telefoni cellulari \u2013 si \u00e8 assistito a un approfondimento della critica e a un ampliamento della prassi che ha preso di mira l\u2019intera rete elettrica in cui siamo intrappolati. Le torri per le trasmissioni ad alta frequenza e i ripetitori cellulari sono ora bersagli comuni del sabotaggio rivoluzionario, poich\u00e9 diventa sempre pi\u00f9 evidente che il nostro pianeta si sta trasformando in un campo elettromagnetico onnipervasivo e letale, dove emissioni invisibili e correnti silenziose e cancerogene attraversano quotidianamente i nostri corpi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Voi avete il potere, ma noi abbiamo la notte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Nord America si sono verificati anche diversi casi degni di nota in cui i radicali hanno colpito le infrastrutture elettriche \u201cdove fa male\u201d, sebbene siano stati pi\u00f9 sporadici e maggiormente censurati dallo Stato. Tuttavia, frammenti di folklore radicale relativi a questi episodi sopravvivono nella \u201ctradizione orale\u201d di certi circoli anarchici, e il ricordo di queste ribellioni non \u00e8 stato completamente soffocato da decenni di propaganda di regime. Uno degli episodi pi\u00f9 interessanti (e conosciuti) di sabotaggio elettrico in Nord America si \u00e8 verificato durante il cosiddetto \u201cTrouble on the Prairie\u201d scoppiato negli anni \u201970, durante le \u201cguerre energetiche\u201d tra le comunit\u00e0 agricole del Minnesota e le aziende elettriche sia pubbliche che private.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, a Lowry, nel Minnesota, un gruppo di cittadini denominato \u00abAssemblea Generale per Fermare la Linea Elettrica\u00bb si organizz\u00f2 per impedire la realizzazione di una \u00abservit\u00f9 di passaggio\u00bb per una linea elettrica che attraversava i loro terreni agricoli rurali. La comunit\u00e0 decise di ricorrere a una \u00abstrategia diversificata\u00bb: furono organizzate manifestazioni e inviate lettere di protesta ai rappresentanti dello Stato, ma il progetto per la centrale elettrica and\u00f2 comunque avanti. A quel punto furono distrutte le fondamenta e i materiali da costruzione, e i trattori tirarono gi\u00f9 decine di tralicci man mano che venivano eretti. Alla fine fu chiamata la Polizia di Stato, furono effettuati degli arresti e le centrali elettriche e le linee elettriche furono infine costruite e rese operative. Ma nel loro manifesto del 1981, la comunit\u00e0 di Lowry discusse di come il loro scontro con il governo avesse dissipato molte illusioni che un tempo nutrivano riguardo alla \u201cdemocrazia\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo sopravvivendo. Non ci siamo lasciati fermare quando siamo stati ripetutamente e vergognosamente traditi dai politici. Continuiamo a sopportare le ferite inflitte da una sfilza di burocrati incompetenti che agiscono in collusione con le aziende elettriche. Non siamo stati sconfitti quando giudici insensibili hanno continuato a decidere che il tempo e il denaro delle compagnie elettriche fossero pi\u00f9 importanti della verit\u00e0, e persino pi\u00f9 importanti della loro stessa legge. La forza bruta combinata dell&#8217;FBI, della BCA<sup data-fn=\"56a6c074-e480-4564-8524-7a856b6281b1\" class=\"fn\"><a href=\"#56a6c074-e480-4564-8524-7a856b6281b1\" id=\"56a6c074-e480-4564-8524-7a856b6281b1-link\">2<\/a><\/sup>, della polizia statale e locale e degli eserciti privati assoldati dalle aziende elettriche non \u00e8 stata abbastanza forte da distruggerci. E siamo sopravvissuti alle menzogne, alle minacce, alle intimidazioni, agli inganni e alla distruzione arrogante che le stesse aziende elettriche hanno scagliato contro di noi. La linea \u00e8 entrata in esercizio commerciale due anni fa e noi siamo ancora qui! Non era mai successo prima&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 3 luglio 1981, nei pressi di Moab, nello Utah, alcuni sabotatori abbatterono un traliccio della Utah Power and Light che sosteneva linee elettriche da 345.000 volt, a sette miglia a sud del secondo Round River Rendezvous annuale organizzato da Earth First! Nessuno \u00e8 mai stato arrestato per questa azione, n\u00e9 per una simile avvenuta un anno prima in Colorado, in cui 3,2 miglia di linee elettriche furono abbattute dopo che i loro supporti furono segati, costando alla Colorado Ute Electric Association 270.000 dollari in spese di riparazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono alcuni altri casi di sabotaggio elettrico avvenuti negli anni Novanta di cui siamo a conoscenza, ma purtroppo questa pratica non ha ancora preso piede in Nord America (lo scopo di questo articolo \u00e8 proprio quello di approfondire questo argomento). Nel 1990, dopo le celebrazioni della Giornata della Terra, individui sconosciuti che si facevano chiamare Earth Night Action Group hanno compiuto due attacchi consecutivi a Freedom, in California, segando prima due pali della luce in legno e poi abbattendo una torre di trasmissione in acciaio appartenente alla Pacific Gas and Electric Company. Ci\u00f2 ha causato un&#8217;enorme interruzione di corrente che ha lasciato senza elettricit\u00e0 i residenti della contea di Santa Cruz per 10-18 ore. E nel febbraio 1996, sono state utilizzate bombe artigianali per attaccare un sistema SCADA<sup data-fn=\"8b9785c2-82fa-4936-bec7-25c04069bb1b\" class=\"fn\"><a href=\"#8b9785c2-82fa-4936-bec7-25c04069bb1b\" id=\"8b9785c2-82fa-4936-bec7-25c04069bb1b-link\">3<\/a><\/sup> di una centrale idroelettrica in Oregon.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sabotaggio: la via del successo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La natura imperialista della rete elettrica \u00e8 stata da tempo riconosciuta e contrastata anche dalle comunit\u00e0 indigene, ma i limiti di spazio ci impediscono di approfondire questo argomento in modo troppo dettagliato. Tra i numerosi esempi di resistenza indigena all\u2019avanzata del mondo elettrico vi \u00e8 la lotta degli indigeni venezuelani contro l\u2019azienda statale \u00abElectrificaci\u00f3n del Caroni\u00bb (EDELCA). Alla fine degli anni &#8217;90, la Federazione Indigena dello Stato di Bol\u00edvar, che comprende le comunit\u00e0 Pemon e altri gruppi nativi, ha protestato contro la costruzione di una linea elettrica, temendo che avrebbe portato a nuovi insediamenti minerari, turismo e urbanizzazione nelle loro terre ancestrali. Quando le loro proteste furono ignorate, la gente inizi\u00f2 ad abbattere i tralicci destinati a trasportare l\u2019elettricit\u00e0 dalla diga di Guri, nel sud-est del Venezuela, al nord del Brasile. L\u2019EDELCA segnal\u00f2 almeno quattro episodi di sabotaggio nel settembre del 2000, compreso uno in cui sette tralicci furono abbattuti durante la notte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Silenziare le telecomunicazioni: un dialogo con il problema<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il grandioso progetto che \u00e8 il cyberspazio si fonda sulle realt\u00e0 concrete di ci\u00f2 che \u00e8 necessario per sostenerlo. I mondi artificiali e virtuali di Internet sono completamente interconnessi con l&#8217;Ordine Elettrico che permea tutto ci\u00f2 che esiste, e dipendono ancora da temi antichi e ricorrenti che legano la \u201csalute\u201d diagnostica della civilt\u00e0 alle sue fonti di energia, alla guerra e allo sfruttamento ecologico. Nel suo insieme, questa infrastruttura rappresenta e sostiene materialmente lo spettacolo dell&#8217;immaterialit\u00e0 ultraterrena, dipendendo al contempo da un assemblaggio fisico di cavi, spine e prese, linee di distribuzione e pali, trasformatori e centrali elettriche. Senza queste estensioni \u2013 e senza elettricit\u00e0 \u2013 il cyberspazio cesserebbe di esistere, e cos\u00ec anche la nuova economia globale, poich\u00e9 dipende dall\u2019energia elettrica, dai media e dalla tecnologia per funzionare. Data la portata dell\u2019industria delle telecomunicazioni (in particolare di Internet) e la sua criticit\u00e0 per le altre infrastrutture, \u00e8 facile notare come la vulnerabilit\u00e0 dei sistemi di comunicazione delle informazioni potrebbe paralizzare anche la struttura di potere pi\u00f9 \u201cimpermeabile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un guasto alla rete di AT&amp;T<sup data-fn=\"5d5d3bbd-57d8-4abd-b937-601457fcc836\" class=\"fn\"><a href=\"#5d5d3bbd-57d8-4abd-b937-601457fcc836\" id=\"5d5d3bbd-57d8-4abd-b937-601457fcc836-link\">4<\/a><\/sup>, ad esempio, avrebbe sicuramente ripercussioni sul settore aereo, che sarebbe costretto a sospendere le operazioni poich\u00e9 le torri di controllo non potrebbero comunicare tra loro. I virus informatici \u2013 un\u2019altra forma di guerra elettronica \u2013 potrebbero essere facilmente diffusi con l\u2019intento di danneggiare i computer collegati in rete su scala globale, compresi i servizi bancari elettronici e i mercati azionari. In effetti, basta guardare all\u2019esercito statunitense per avere un\u2019idea di quanto possa essere efficace la guerra elettrica. In Serbia, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno testato un missile da crociera \u201ca grafite\u201d, in cui contenitori di nastro di grafite esplodevano formando grandi reti di nastri sopra le linee elettriche, che poi causavano un cortocircuito nella rete elettrica provocando picchi di tensione e archi elettrici. Nelle guerre del Golfo e in Serbia, le \u201cbombe intelligenti\u201d a guida elettronica hanno individuato centrali elettriche e strutture di telecomunicazione tramite software di intelligenza artificiale (AI) e sistemi di posizionamento globale (GPS), in modo da neutralizzare il comando elettrico delle forze nemiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ci hanno dimostrato i recenti conflitti tra Stati-nazione, il primo passo per sconfiggere l\u2019avversario consiste nel mettere fuori uso o distruggere le sue fonti di energia artificiale. Oltre alle rivolte ai margini dei vertici economici mondiali, forse \u00e8 giunto il momento che gli anarchici cerchino modi per rendere inoperante la civilt\u00e0 industriale staccando la spina alla sua rete elettrica (si consiglia ai liberali che amano i loro computer e le opportunit\u00e0 di \u201cnetworking\u201d che presumibilmente ci offrono di riflettere sulla radice greca della parola \u201ccyber\u201d \u2013 kybernan \u2013 che significa controllare o governare).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un oggetto da distruggere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Potrebbe darsi che, in futuro, la gente guardi indietro all\u2019Impero americano, all\u2019impero economico e all\u2019impero militare, e dica: \u00abNon si erano resi conto che stavano costruendo l\u2019intero impero su fondamenta fragili. Avevano sostituito quelle fondamenta, fatte di mattoni e malta, con bit e byte, e non le avevano mai rinforzate. Per questo, un giorno un nemico \u00e8 riuscito a presentarsi e a far crollare l\u2019intero impero\u00bb. Questo \u00e8 il timore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Richard Clarke, capo del Comitato Consultivo Presidenziale sulle Infrastrutture Critiche<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La sola rete di trasmissione elettrica degli Stati Uniti conta 204.000 miglia di linee di trasmissione gestite da quattro reti regionali distribuite in tutto il Nord America: Western Interconnection, Eastern Interconnection, Electricity Reliability Council of Texas e Provincia del Qu\u00e9bec. La rete ha una capacit\u00e0 di generazione di 800.000 megawatt ed \u00e8 suddivisa nei settori della produzione, della trasmissione e della distribuzione di energia elettrica. Questi settori comprendono una rete nazionale di 5.000 centrali elettriche alimentate a gas naturale, energia nucleare, energia idroelettrica (dighe), petrolio e carbone, nonch\u00e9 una rete fisica di oltre 4.000 miglia di gasdotti, raffinerie, sistemi di comunicazione e sottostazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura di base di un sistema di trasmissione e distribuzione dell&#8217;energia elettrica \u00e8 costituita da un sistema di generazione, un sistema di trasmissione, un sistema di sottotrasmissione, un sistema di distribuzione e un centro di controllo. In genere, la comunicazione tra il sistema del centro di controllo e le apparecchiature sul campo avviene tramite reti di comunicazione di propriet\u00e0 delle aziende elettriche. Oggi, la maggior parte di queste reti si basa sulla tecnologia a microonde analogica e digitale, sebbene linee dedicate, costituite da linee elettriche, satelliti e fibre ottiche svolgano certamente il loro ruolo. Queste apparecchiature sul campo, denominate Unit\u00e0 Terminali Remote (RTU), fungono da centro di smistamento per i dati in entrata.<\/p>\n\n\n\n<p>I sistemi di controllo digitale, come gli SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition Systems), supervisionano e regolano infrastrutture reali quali gasdotti, raffinerie di petrolio e reti elettriche. Esistono quattro o cinque aziende, tre delle quali europee, che producono il software SCADA ampiamente utilizzato nel settore dell&#8217;energia elettrica. La maggior parte dei sistemi SCADA utilizza software operativo Microsoft, il che significa che possono essere manipolati da remoto e che i loro utenti hanno, in sostanza, un bersaglio dipinto sulla fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>I trasformatori, le torri per le microonde e le sottostazioni di trasmissione si trovano spesso in zone isolate e disabitate. Le sottostazioni elettriche sono quasi sempre protette solo da un lucchetto sul cancello d\u2019accesso. Una volta all\u2019interno, un sabotatore esperto potrebbe distruggere un\u2019intera sottostazione. Le linee elettriche ad alta tensione sono sostenute da imponenti tralicci, costruiti su fondamenta in cemento ma non progettati per resistere ad atti di sabotaggio. Ogni traliccio ha da quattro a otto gambe, fissate alle fondamenta in cemento con bulloni massicci. Chiavi inglesi, cannelli ossidrilici ed esplosivi sarebbero sufficienti a compromettere l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;intera struttura; molte di queste linee elettriche attraversano zone desolate e vengono ispezionate solo una volta alla settimana da squadre di manutenzione, solitamente in elicottero.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente ci\u00f2 che rende la rete elettrica un bersaglio cos\u00ec allettante \u00e8 il fatto che sta gi\u00e0 cadendo a pezzi, da sola! Il blackout del 1996 sulla costa occidentale, che ha colpito 4 milioni di persone dalla Columbia Britannica al Messico (comprese alcune zone degli Stati Uniti che si estendono dall\u2019Oregon al Wyoming), \u00e8 stato causato dal cedimento delle linee di trasmissione della Bonneville Power Administration (BPA) sui rami degli alberi. Allo stesso modo, il 28 settembre 2003, un albero sradicato dalle tempeste in Svizzera \u00e8 stato ritenuto responsabile della paralisi delle forniture elettriche in tutta Italia, dopo aver reciso una linea elettrica vitale che attraversava le Alpi. L&#8217;intero territorio italiano, insieme ad alcune zone della Svizzera e dell&#8217;Austria, \u00e8 stato colpito dal blackout. E, naturalmente, l&#8217;enorme blackout dello scorso agosto nel Nord-Est e in alcune zone dell&#8217;Ontario, durato diversi giorni, \u00e8 stato il singolo pi\u00f9 grande blackout nella storia degli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le forti interconnessioni tra i vari settori industriali hanno permesso anche ai ribelli non umani di sferrare colpi efficaci contro l\u2019Impero: nel 1986, in California, un castoro abbatt\u00e9 strategicamente un albero dello spessore di 25 centimetri in modo che cadesse su una linea elettrica principale. Di conseguenza, 400 residenti di Cottage Grove e diverse industrie rimasero senza elettricit\u00e0 per 3 ore (il sabotatore vittorioso non fu mai catturato!). Nel 1987, a Ft. Pierce, in Florida, due attacchi di meduse (considerate ingiustamente da molti come una delle specie pi\u00f9 ignobili della Terra) alla centrale nucleare di St. Lucie causarono due arresti separati (il primo attacco di meduse blocc\u00f2 il sistema di raffreddamento alimentato dall&#8217;oceano della centrale, mentre il secondo copr\u00ec il sistema di filtraggio dell&#8217;acqua: la perdita finanziaria complessiva per la Florida Power and Light, Co. \u00e8 stata di oltre 1 milione di dollari). E a New York, ogni anno si spendono migliaia di dollari per sostituire i cavi della TV via cavo che vengono usati dai roditori per affilarsi i denti, con grande costernazione degli appassionati del piccolo schermo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luci spente!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;avanzare della tecnologia, cresce anche la sua dipendenza da altri settori: alcune infrastrutture dipendono da altre, e quando si verifica un&#8217;interruzione imprevista della capacit\u00e0 di trasmissione elettrica, la produzione di energia elettrica deve essere immediatamente sospesa. Altrimenti, la produzione del generatore verrebbe reindirizzata e sovraccaricherebbe le linee di trasmissione rimanenti, causando \u201coscillazioni di tensione\u201d che si propagherebbero attraverso la rete elettrica e ne metterebbero fuori uso porzioni significative. Pertanto, un attacco ben pianificato che paralizzi le principali strutture energetiche potrebbe ostacolare gravemente la distribuzione del gas naturale e potrebbe facilmente portare a guasti a cascata della rete elettrica e del sistema di telecomunicazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I costi legati al blackout avvenuto negli Stati Uniti nell\u2019agosto 2003 sono attualmente stimati a <strong>700 milioni di dollari e continuano a crescere<\/strong>. Una settimana dopo l\u2019interruzione di corrente negli Stati Uniti, i ribelli separatisti georgiani hanno messo fuori servizio la centrale idroelettrica di Inguri (nella zona del conflitto tra Georgia e Abkhazia), quando due tratti di una linea elettrica da 500.000 volt sono stati danneggiati dai colpi di un\u2019arma automatica. Di conseguenza, la centrale idroelettrica di Inguri si \u00e8 spenta automaticamente, lasciando tutta la Georgia senza elettricit\u00e0. Inoltre, l\u2019efficacia del sabotaggio infrastrutturale non \u00e8 sfuggita agli insorti iracheni, che compiono regolarmente attacchi alle infrastrutture petrolifere, vanificando direttamente i tentativi di \u201cricostruzione\u201d della coalizione e minando i finanziamenti per l\u2019insediamento di un regime fantoccio sostenuto dalla CIA. A Bassora, i circuiti sotterranei di propriet\u00e0 della Bechtel Corporation vengono regolarmente attaccati da persone che vi versano addosso del gas e danno fuoco al combustibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora benvenuti nella Terra Desolata! \u00c8 ora di ricominciare da capo&#8230; \u00e8 ora di riconquistare il paradiso terrestre che i nostri antenati un tempo conoscevano&#8230; le profezie si stanno avverando mentre un ciclo volge al termine&#8230; riscaldamento globale, piogge acide, grave riduzione dello strato di ozono&#8230; i segni dei tempi sono ovunque, quindi assicuriamoci di essere pronti&#8230; a distruggere la Megamacchina prima che possa essere riparata&#8230; quando le linee elettriche crolleranno e le strade si disintegreranno&#8230; ci fonderemo con le piogge battenti e ci muoveremo per distruggere lo Stato!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">The Havoc Mass<\/p>\n\n\n<ol class=\"wp-block-footnotes\"><li id=\"033251d7-54e8-48f1-91ce-65ce860cc885\">NDT Questa incongruenza geografica riflette un&#8217;evidente ignoranza dell&#8217;autore nei confronti della geografia italiana. Ma questo piccolo errore a nostro parere non toglie valore al testo e al suo evidenziare l\u2019efficacia di una strategia d\u2019attacco alle infrastrutture e gli antecedenti storici nelle pratiche anarchiche. Ad una pi\u00f9 approfondita ricerca storiografica il compito di ricostruire correttamente questo intenso periodo di lotta in Italia. <a href=\"#033251d7-54e8-48f1-91ce-65ce860cc885-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 1\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"56a6c074-e480-4564-8524-7a856b6281b1\">NDT Probabilmente ci si riferisce alla Bureau of Criminal Apprehension, un&#8217;agenzia statale incaricata di assistere le forze dell&#8217;ordine locali nelle indagini penali e negli arresti. <a href=\"#56a6c074-e480-4564-8524-7a856b6281b1-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 2\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"8b9785c2-82fa-4936-bec7-25c04069bb1b\">NDT Supervisory Control And Data Acquisition, un sistema utilizzato per monitorare e controllare a distanza i macchinari industriali. <a href=\"#8b9785c2-82fa-4936-bec7-25c04069bb1b-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 3\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><li id=\"5d5d3bbd-57d8-4abd-b937-601457fcc836\">NDT American Telephone and Telegraph. <a href=\"#5d5d3bbd-57d8-4abd-b937-601457fcc836-link\" aria-label=\"Salta al riferimento nella nota a pi\u00e8 di pagina 4\">\u21a9\ufe0e<\/a><\/li><\/ol>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Green Anarchy, n\u00b015 Inverno 2004 In un mondo dominato da un&#8217;unica superpotenza, esiste un solo obiettivo privilegiato per chi non \u00e8 soddisfatto dello status quo. Le infrastrutture critiche costituiscono la categoria di obiettivi pi\u00f9 importante all&#8217;interno di tale obiettivo privilegiato, e l&#8217;infrastruttura elettrica \u00e8 senza dubbio la pi\u00f9 vulnerabile tra le infrastrutture critiche. Tenente &hellip; <a href=\"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=564\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">ELECTRIC FUNERAL &#8211; Un&#8217;analisi approfondita dei circuiti della megamacchina<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":21010,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"[{\"id\":\"033251d7-54e8-48f1-91ce-65ce860cc885\",\"content\":\"NDT Questa incongruenza geografica riflette un'evidente ignoranza dell'autore nei confronti della geografia italiana. 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