{"id":562,"date":"2026-04-23T21:12:00","date_gmt":"2026-04-23T21:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=562"},"modified":"2026-04-23T15:29:12","modified_gmt":"2026-04-23T15:29:12","slug":"made-in-italy-per-lindustria-del-genocidio-dossier-dei-giovani-palestinesi-sul-commercio-energetico-e-militare-tra-italia-e-israele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=562","title":{"rendered":"Made in Italy per l&#8217;industria del genocidio: dossier dei Giovani Palestinesi sul commercio energetico e militare tra Italia e Israele"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Da <a href=\"https:\/\/ilrovescio.info\/2026\/04\/21\/made-in-italy-per-lindustria-del-genocidio-dossier-dei-giovani-palestinesi-in-italia\/\">Il Rovescio<\/a>, 21.04.26<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><em>Segnaliamo <a href=\"https:\/\/sabotiamolaguerra.noblogs.org\/files\/2026\/04\/MadeinItalyperlIndustriadelGenocidio.pdf\">questo interessante dossier<\/a> sulle ditte italiane (suddivise per regione) che collaborano attivamente col genocidio in Palestina, affinch\u00e9 se ne faccia buon uso. Di seguito un estratto dalle conclusioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p>[&#8230;] <strong>Sulla base dei dati, emerge chiaramente che il commercio militare con Israele \u00e8 rimasto attivo, strutturato e politicamente protetto<\/strong>. Dall\u2019ottobre 2023, almeno 416 spedizioni legate all\u2019ambito militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante originarie dell\u2019Italia sono state inviate a Israele. Questi trasferimenti includevano spedizioni dirette legate allo Stato, avionica specializzata per aerei da combattimento, componenti per droni e sistemi di guerra elettronica, armi, sistemi idraulici e il carburante necessario a sostenere la mobilit\u00e0 e le operazioni militari. <strong>Non si tratta di casi isolati, ma di anelli di una catena di<br>approvvigionamento continua e strutturata<\/strong>.<br>Le prove presentate dimostrano almeno due elementi. In primo luogo, il governo italiano ha raggirato l\u2019opinione pubblica, rifiutando al contempo di chiarire le modalit\u00e0 con cui venivano condotte queste valutazioni \u201ccaso per caso\u201d. In secondo luogo, l\u2019Italia non \u00e8 estranea all\u2019industria genocidaria di Israele. Imprese italiane, enti legati allo Stato, porti, aeroporti, vettori logistici e infrastrutture energetiche hanno contribuito a sostenerla.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><br><strong>La portata e la frequenza delle spedizioni elencate in questa ricerca dimostrano che non si tratta di un\u2019anomalia, bens\u00ec di una politica consolidata dell\u2019attuale governo e di un\u2019eredit\u00e0 dei precedenti.<\/strong> Da quasi tre decenni, le relazioni tra Italia e Israele si sono consolidate, almeno dagli Accordi di Oslo e dalla fine della Prima Repubblica italiana. Tali relazioni sono state caratterizzate da un elevato sostegno politico a Israele, inclusi recenti disegni di legge sull\u2019antisemitismo che, in linea con la definizione IHRA, puniscono le critiche a Israele e al suo genocidio in Palestina.<br>Questo sostegno non \u00e8 n\u00e9 isolato n\u00e9 casuale. Sebbene l\u2019Italia intrattenga relazioni con Israele sin dagli anni \u201950, \u00e8 con l\u2019ascesa delle politiche neoliberali a partire dagli anni \u201990 che l\u2019Italia ha perseguito un legame pi\u00f9 diretto con gli Stati Uniti e si \u00e8 cristallizzato un sostegno definitivo a Israele. Gli Accordi di Oslo hanno segnato un punto di svolta non solo nella storia della rivoluzione palestinese, ma anche nel modo in cui la Palestina \u00e8 stata ridefinita a livello internazionale e in Italia: <strong>privata del suo contenuto politico e anti-imperialista, ridotta a questione umanitaria e quindi resa pi\u00f9 facilmente gestibile, depoliticizzabile e liquidabile<\/strong>.<br>La pi\u00f9 profonda integrazione tra Italia e Israele deve essere compresa all\u2019interno di una pi\u00f9 ampia storia politica.<br><br><strong>Oggi l\u2019Italia agisce come un hub logistico all\u2019interno di un pi\u00f9 vasto sistema militare ed economico che arma, rifornisce e protegge l\u2019economia di guerra israeliana<\/strong>. Ci\u00f2 avviene evidentemente sia attraverso spedizioni dirette, sia attraverso trasferimenti verso piattaforme d\u2019arma straniere, come l\u2019Apache, che vengono comunque consegnate alle forze armate israeliane e favoriscono crimini di guerra. <strong>Questi flussi contribuiscono a sostenere il mercato militare israeliano, mentre la produzione militare israeliana supporta il riarmo italiano e la pi\u00f9 ampia militarizzazione dell\u2019Europa.<\/strong><br>Il sostegno dell\u2019Italia non \u00e8 n\u00e9 accidentale n\u00e9 neutrale. \u00c8 un sostegno materiale al genocidio e a una pi\u00f9 ampia guerra regionale. Continuare questi traffici significa rimanere complici nell\u2019eliminazione sistematica del popolo palestinese e negli attacchi aggressivi di Israele in Cisgiordania, in Iran e in tutta la regione. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contro questa complicit\u00e0 vanno intraprese azioni concrete.<\/strong> [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Il Rovescio, 21.04.26 Segnaliamo questo interessante dossier sulle ditte italiane (suddivise per regione) che collaborano attivamente col genocidio in Palestina, affinch\u00e9 se ne faccia buon uso. Di seguito un estratto dalle conclusioni. [&#8230;] Sulla base dei dati, emerge chiaramente che il commercio militare con Israele \u00e8 rimasto attivo, strutturato e politicamente protetto. 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