{"id":395,"date":"2026-03-05T16:49:00","date_gmt":"2026-03-05T16:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=395"},"modified":"2026-03-16T16:23:23","modified_gmt":"2026-03-16T16:23:23","slug":"le-navi-posacavi-imbarcazioni-fondamentali-per-la-rete-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/?p=395","title":{"rendered":"Le navi posacavi: imbarcazioni fondamentali per la rete Internet"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Da <a href=\"https:\/\/trognon.info\/Les-navires-cabliers-des-bateaux-essentiels-pour-le-reseau-internet-854\">Trognon<\/a>, 21.12.25<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/files\/2026\/03\/immagine-6.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-396\" srcset=\"https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/files\/2026\/03\/immagine-6.png 640w, https:\/\/ispiraazione.noblogs.org\/files\/2026\/03\/immagine-6-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato &#8220;Internet, un gigante molto vulnerabile&#8221; [<em><a href=\"https:\/\/www.arte.tv\/fr\/videos\/120435-000-A\/internet-un-geant-tres-vulnerable\/\">Internet, un g\u00e9ant tr\u00e8s vuln\u00e9rable<\/a><\/em>]. Il documentario adotta un approccio piuttosto poco critico e la domanda latente \u00e8 soprattutto quella relativa al miglioramento della resilienza delle reti Internet. Tuttavia, permette di vedere l&#8217;interno di diverse infrastrutture strategiche, come i data center. Si parla anche molto dei cavi in fibra ottica sottomarini, un&#8217;infrastruttura fondamentale per il funzionamento di Internet e per lo scambio di informazioni in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I cavi sottomarini: una sfida strategica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi cavi sono spesso descritti come un punto debole della rete. Si trovano sul fondo del mare, dove vengono posizionati da navi posacavi, e possono subire danni a causa di diverse cose: tempeste (possono essere spostati dalle correnti o risalire in superficie), incidenti di pesca (le reti dei pescherecci possono danneggiarli) o veri e propri atti di sabotaggio (per esempio, le navi della flotta segreta russa lascerebbero volontariamente trascinare le loro ancore per tagliare i cavi &#8220;nemici&#8221;). Questi cavi risalgono verso le coste, dove si trovano stazioni di atterraggio che li collegano alla rete elettrica o in fibra ottica terrestre.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Il documentario illustra l&#8217;importanza della manutenzione continua della rete di questi cavi, resa possibile dalla flotta mondiale di navi posacavi. Queste grandi imbarcazioni sono dotate di attrezzature speciali per installare e riparare i cavi sottomarini. Senza di esse, la rete si guasterebbe rapidamente. Cos\u00ec ho deciso di fare qualche ricerca su questa flotta industriale strategica e, dato che vivo in Francia e parlo\/scrivo in francese, sulla flotta francese di navi posacavi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La flotta di navi posacavi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto mi ha sorpreso scoprire che esistono \u201csolo\u201d un centinaio di navi di questo tipo in tutto il mondo! La Francia si colloca in una buona posizione nella classifica dei paesi proprietari di queste navi, insieme a Stati Uniti, Russia, Giappone e Regno Unito. \u00c8 superfluo sottolineare che hanno molto lavoro da fare, vista la rapida espansione delle reti di dominazione digitale. Ci\u00f2 significa che un numero inferiore di navi equivale a una rete indebolita e a un rallentamento della sua espansione.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo Wikipedia, queste navi possono rimanere in mare da 30 a 45 giorni con un equipaggio di 60-120 persone. Questi mezzi presentano specifiche caratteristiche tecniche, determinate dal loro ruolo, che include il trasporto e la posa di cavi, e sono dotati di un sistema di zavorramento significativo, che utilizza acqua di mare. Per ulteriori dettagli, consultare la pagina di Wikipedia &#8220;C\u00e2blier&#8221; e la relativa sezione &#8220;Caratteristiche&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>In Francia, il mercato delle navi posacavi \u00e8 essenzialmente suddiviso tra due aziende: Orange Marine e Alcatel Submarine Networks (ASN).<\/p>\n\n\n\n<p>Alcatel Submarine Network \u00e8 uno dei tre principali operatori mondiali del settore. Nel 2024, lo Stato francese ha acquisito l&#8217;80% del capitale di ASN da Nokia, che detiene ancora il resto dell&#8217;azienda. La flotta di ASN \u00e8 composta da 7 navi posacavi: le navi \u00cele de Br\u00e9hat, \u00cele de Batz, \u00cele de Sein, \u00cele d&#8217;Aix e \u00cele d&#8217;Yeu sono destinate alla posa di cavi sottomarini. Le navi \u00cele d&#8217;Ouessant e \u00cele de Mol\u00e8ne sono invece destinate alla manutenzione dei cavi. L&#8217;armatore della flotta \u00e8 &#8220;Louis-Dreyfus Armateurs&#8221;. Lo storico stabilimento dell&#8217;azienda si trova a Calais (950 Quai de la Loire), dove vengono prodotti e imbarcati i cavi. Un altro sito industriale si trova a Dunkerque (2405 route du Pertuis du M\u00f4le 2). A Les Ulis, nell&#8217;Essonne (1 avenue du Canada), la societ\u00e0 possiede un importante data center e la sua sede centrale. \u00c8 presente anche un sito al 21 quai Gallieni a Suresnes, dove si trova la sede centrale dell&#8217;armatore. Infine, l&#8217;azienda possiede un sito di produzione a Greenwich (Inghilterra) e un altro a Trondheim (Norvegia).<\/p>\n\n\n\n<p>Louis-Dreyfus Armateur gestisce anche la flotta di navi posacavi della malese Optic Marine Service (OMS Group). Si tratta di una storica compagnia di navigazione francese che, ad esempio, gestisce il porto di Cherbourg e che \u00e8 specializzata nel trasporto marittimo industriale (eolico offshore, aeronautico e posa di cavi). In Francia, il gruppo dispone di infrastrutture a Suresnes, Dunkerque, Blagnac e La Ciotat.<\/p>\n\n\n\n<p>La flotta di Orange Marine \u00e8 composta da otto navi: la N\/C L\u00e9on Th\u00e9venin, la N\/C Ren\u00e9 Descartes, la N\/C Raymond Croze, la N\/C Antonio Meucci, la N\/C Teliri, la N\/C Pierre de Fermat (con base a Brest presso la BMA, Base Marine Atlantique), l&#8217;Urbano Monti e la Sophie Germain, con base a La Seyne-sur-Mer. Orange Marine dispone di due basi navali in Francia, a Brest e a La Seyne-sur-Mer, vicino a Tolone, e di una in Italia, a Catania. La sede sociale si trova al 21 di Rue Jasmin, a Parigi. A Fuveau, vicino ad Aix-en-Provence, nella zona industriale Saint-Charles, Orange Marine dispone di impianti industriali per la progettazione e la produzione dei propri veicoli sottomarini e dei robot di profondit\u00e0 utilizzati per la manutenzione e l&#8217;installazione dei cavi. Sul sito web di Orange Marine \u00e8 possibile trovare informazioni dettagliate su ciascuna delle sue mega-macchine, nonch\u00e9 sulle navi e sulle basi navali del gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta effettuate queste ricerche, mi sono divertito a seguire alcune navi utilizzando i siti myshiptracking.com o marinetraffic.com. In questo modo, ho potuto conoscere i cantieri in cui lavorano gli equipaggi delle navi, studiare le loro rotte e i loro porti di attracco. Si tratta di uno studio molto istruttivo e rivelatore della materialit\u00e0 di tutta questa economia basata sul cloud e sui dati.<\/p>\n\n\n\n<p>Un elenco pi\u00f9 o meno aggiornato di tutte le navi posacavi \u00e8 disponibile sulla pagina di Wikipedia &#8220;Elenco delle navi posacavi in servizio nel mondo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ce ne facciamo di tutto ci\u00f2?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per me, queste navi contribuiscono attivamente alla distruzione del pianeta e alla sua colonizzazione capitalista. Il loro ruolo \u00e8 fondamentale per tenere il mondo al passo con una societ\u00e0 di sorveglianza e autocontrollo basata sulle tecnologie digitali e dell&#8217;informazione. Ma come possiamo fermarle?<\/p>\n\n\n\n<p>Una grande nave non \u00e8 facile da fermare, eppure c&#8217;\u00e8 sempre un modo. Atti di pirateria consapevoli dimostrano che le navi non sono irraggiungibili. In Per\u00f9, nel 2023, due petroliere sono state attaccate dai membri dell&#8217;associazione indigena per lo sviluppo e la conservazione del Bajo Puinahua. A bordo di piroghe hanno lanciato bottiglie Molotov e lance contro l&#8217;equipaggio! Lo stesso anno, nei pressi di Arcachon, una ventina di imbarcazioni da diporto pi\u00f9 piccole sono andate in fumo direttamente nel porto. \u00c8 successo anche a Fr\u00e9jus nel 2020, a Marsiglia in diverse occasioni, nel Lot e ancora a Saint-Nazaire e a Saint-Cyprien. Nel 2014, persino la barca dei gendarmi ha preso fuoco a \u00c9vian! E quando non \u00e8 possibile attaccare direttamente la barca, c&#8217;\u00e8 sempre l&#8217;infrastruttura portuale: alla fine di dicembre 2024, ad Amsterdam, degli anarchici hanno danneggiato due gru, rompendo le console dei computer e le leve di comando. Con la progressiva elettrificazione dei porti, \u00e8 facile immaginare che questi ultimi diventeranno pi\u00f9 vulnerabili alle interruzioni di corrente. E poi, naturalmente, le navi hanno un equipaggio, un comando e degli armatori. Le societ\u00e0 a cui appartengono hanno sedi, organigrammi e luoghi di produzione. La creativit\u00e0 non ha limiti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mio piccolo studio sulle navi posacavi finisce qui. Sta a te continuarlo, usare questo testo come meglio credi e modificarlo a tuo piacimento!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Trognon, 21.12.25 Un piccolo studio personale sulle navi posacavi Orange Marine e Alcatel Submarine Networks. Recentemente ho visto il documentario di ARTE intitolato &#8220;Internet, un gigante molto vulnerabile&#8221; [Internet, un g\u00e9ant tr\u00e8s vuln\u00e9rable]. 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